L’unicorno

Questo animale mitologico è solitamente raffigurato come una piccola creatura a forma di cavallo avente un solo corno che sporge dalla sua fronte.
La tradizione europea vede questo essere come benefico e dai poteri totalmente positivi.
Una descrizione medioevale del fantastico animale lo troviamo nel ‘Le Bestiaire Divin’ di Guillaume Clerrc de Normandie.

“ L’unicorno ha solo un corno nel mezzo della fronte. È l’unico animale che si avventura per attaccare l’elefante; e così forte è l’unghia del suo piede, che con un colpo può strappare la pancia da quella bestia. I cacciatori possono catturare l’unicorno solo posizionando una giovane vergine nei suoi ritrovi. Non appena vede la fanciulla, corre verso di lei, si sdraia ai suoi piedi e così si fa prendere dai cacciatori. L’unicorno rappresenta Gesù Cristo, che ha assunto su di Lui la nostra natura nel grembo della Vergine. . . . Il suo unico corno indica il Vangelo della verità.”

La credenza europea negli unicorni deriva in parte da antiche fonti greche pagane e dalle versioni dei Settanta (è la versione della Bibbia in lingua greca.
Essa è la traduzione di un testo ebraico antico leggermente diverso dal testo tramandato dal giudaismo rabbinico. Secondo la lettera di Aristea, sarebbe stata tradotta direttamente dall’ebraico da 72 saggi ad Alessandria d’Egitto; in questa città cosmopolita e tra le maggiori dell’epoca, sede della celebre Biblioteca di Alessandria, si trovava un’importante e attiva comunità ebraica.) delle scritture ebraiche.
Quando la Bibbia ebraica è stata tradotta in greco, la parola ebraica reem, che potrebbe significare un bue selvaggio, è stata tradotta monokeros (un corno). Questa interpretazione ha dato seguito alle successive versioni latine della Bibbia, che a loro volta hanno influenzato le traduzioni inglesi come la versione di King James nella quale troviamo chiaramente scritto:

Il Libro dei numeri (23:22) dice: “Dio li fece uscire dall’Egitto; ha la forza di un unicorno. “

La versione standard rivista della Bibbia nella sua traduzione del verso sostituisce “bue selvatico” con unicorno.
Un racconto popolare ebraico medievale disse che l’unicorno era morto nell’alluvione che dio mandò per punire gli uomini e Noè non lo fece salire perché era troppo grande per entrare nell’arca. Un altro racconto popolare ebraico , al contrario, sosteneva che Dio non distrugge mai la sua stessa creazione; se l’unicorno fosse stato troppo grande per entrare nell’arca, allora Dio lo avrebbe lasciato nuotare dietro l’arca.
Insieme all’unicorno come simbolo benefico, come lo stesso Cristo, l’animale veniva identificato anche con il male e la morte.
L’uso dell’unicorno come simbolo dello stesso Cristo venne proibito dai padri della chiesa nel Concilio di Trento tenutosi nel XVI secolo.
In The Golden Legend, una serie di vite di santi di Jacobus de Voragine scritta nel 13 ° secolo, “l’unicorno è la figura della morte, che segue continuamente l’uomo e desidera ardentemente afferrarlo”.
La morte cavalca un unicorno in alcuni libri ‘delle ore’ tardo medioevali.
Nell’Ancrene Riwle, un libro di regole per le monache del XII secolo, l’unicorno appare come simbolo di ira, insieme al leone simbolo d’ orgoglio, al serpente simbolo dell’invidia e all’orso simbolo dell’indolenza.
Leonardo da Vinci rese nel suo ‘Bestiario’ l’unicorno un simbolo di lussuria.
Nel periodo medioevale si pensava che il corno dell’unicorno avesse poteri curativi magici; la voce popolare riferiva che molti monasteri e cattedrali li possedessero e comparvero (ovviamente millantando) negli inventari della regina Elisabetta I e di altri monarchi del periodo.
Molti farmacisti dell’epoca preparavano polveri (ovviamente false) che dicevano fossero fatte con il corno dell’unicorno le quali venivano spacciate come panacea di tutti i mali.
La Rivoluzione francese spezzò anche la credenza che un corno del mitologico animale venisse utilizzato dalla famiglia reale per rilevare l’eventuale veleno che poteva essere messo nelle pietanze.
L’esistenza dell’unicorno non è solo una credenza diffusa in Europa, infatti nella mitologia cinese l’unicorno era uno dei quattro animali di buon auspicio, gli altri erano la fenice, il drago e la tartaruga.
Secondo una leggenda, quando nacque Confucio, un unicorno sputò un pezzo di giada con l’iscrizione che annunciava l’evento:

“Figlio dell’essenza dell’acqua, i regni passeranno, ma tu sarai un re, sebbene senza un trono. ”

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