La terra nella magia egizia

La “terra”, inteso come Elemento,  ha svolto un ruolo preponderante nella magia egizia sin dai tempi più antichi;  è l’elemento di tutta la natura, nei suoi tre regni minerale, vegetale ed animale, considerata da molte tradizioni il più sacro e divino tra gli Elementi, in quanto simboleggia la materia primordiale.
La Terra è al tempo stesso materna e nutriente, ed anche pratica, concreta, solida e potente.
Nei testi ritrovati nelle antiche piramidi abbondano le allocuzioni contro gli ofidi (i serpenti) nei quali L’ Elemento terra è visto come come quello che garantisce l’arresto di ogni attività negativa.
La “terra”, nelle sue varie condizioni (secco = “polvere”; umido = “fango, limo”), è una sostanza comunemente usata nei riti difensivi, distruttivi e produttivi.
In un testo magico riportato su un ‘ostrakon’ si dice che il mago, per “colpire un uomo”, deve prendere “terra con la mano destra” e versarla “con la mano sinistra”, al momento di fare la corrispondente invocazione.
Un ostrakon o ostracon (in greco antico: ὄστρακον, òstrakon, al plurale ὄστρακα, òstraka) è un pezzo di ceramica (o pietra), solitamente rotto da un vaso o altri recipienti di terracotta. La parola deriva dal greco ostrakon, che significa conchiglia, ma indica anche i frammenti di ceramica usati come scheda elettorale nelle procedure di ostracismo.
In archeologia gli ostraka possono contenere parole iscritte, graffite, o altre forme di scrittura: per questo, sono considerati importanti testimonianze epigrafiche, in grado di fornire preziosi indizi sul periodo in cui il pezzo era in uso.
MJ Raven ha scritto un interessante trattato sull’argilla e sul suo utilizzo nelle pratiche magiche egiziane nel suo “Aspetti magici e simbolici di alcuni materiali nell’antico Egitto”.
In questo libro egli scrive:

“ L’argilla è come la cera, questo è un materiale plastico che può essere facilmente modellato e rapidamente distrutto, suggerendo il passaggio spontaneo dalla vita alla morte. Come l’argilla è una sostanza primordiale lo è anche l’essenza stessa della terra, anche se proviene dalle acque del Nilo. (…) Paradossalmente, il fuoco non la danneggia, ma la conserva per sempre. “

Per gli antichi egizi il “terreno” è descritto come la destinazione finale di chi abbraccia la via del male, cosa ripresa anche nelle sacre scritture con il concetto d’inferno (un buco profondo nella terra dove vi è sofferenza e dannazione).
Se riconosciamo in queste ultime forze o forme di esistenza “energetiche”, la “terra” sembra essere il mezzo più ragionevole per smaltirle senza conseguenze pericolose come una scarica elettrica viene messa a ‘terra’ per essere resa innocua, come fa il parafulmine.
Le fonti egiziane affermano espressamente che le entità (nel nostro caso, entità, forze o incantesimi) “saranno estinte” o “saranno assorbite” dalla terra stessa.

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