Liuba

Il brano che state per leggere fa parte di una serie di racconti che ho scritto (e mai pubblicato) sul paranormale.
In particolare questa storia è dedicata sopratutto a quelle persone che stanno soffrendo per la perdita dei loro compagni pelosi tentando di dare loro un po’ di conforto e speranza comunicando con assoluta ed intima certezza che la morte non è la fine, ma una transizione.

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Fra me ed il mio cane Liuba vi era un rapporto molto speciale, era la mia roccia e l’amore della mia vita ….la nostra simbiosi affettiva era totale tanto che la consideravo quasi come una figlia.
Aveva 16 anni e pochi giorni quando è morta il trenta giugno 2012.
Ho sempre pensato che fosse ‘indistruttibile’ e che comunque avesse qualcosa  che definirei ‘miracoloso’.
È sopravvissuta al cancro alle mammelle, a due interventi chirurgici uno al ginocchio e uno al pancreas.
Quando il veterinario le diagnosticò il cancro le diede meno di un anno di vita.
Era il 2006.
Liuba ha vissuto una vita lunga e felice, indipendentemente dai problemi che aveva.
Ricordo ancora quella mattina del trenta giugno quando ritrovai la mia amata compagna priva di vita.
Sembrava così tranquilla e così bella.
È morta nel sonno.
Anche se lei era vecchia ed io in qualche modo ero preparato all’evento ero schiacciato dall’angoscia e dalla tristezza.
Passarono alcuni giorni ed una sera mentre mestamente cercavo di mettere a posto ed ‘archiviare’ tutti gli oggetti della mia adorata Liuba mi venne fra le mani la sua palla con la quale spesso giocavamo.
In un moto involontario (ho fatto questo gesto praticamente tutti i giorni per sedici anni) lanciai la palla ed esclamai:

“Liuba, ecco la tua palla, andiamo a giocare”.

La palla finì contro la parte e cadde a terra, rotolando un po’ e fermandosi proprio al centro della stanza.
La fissai per un attimo mentre alcune lacrime mi solcavano il viso.
Ad un certo punto la palla cominciò a muoversi…mi sedei incredulo sul pavimento come facevo spesso quando giocavo con Liuba.
La palla si mosse nuovamente e si fermò proprio difronte a me.
La toccai…era umida, poi sentii qualcosa che mi passava accanto alle gambe.
Ero incredulo e spaventato ma nello stesso tempo un sussulto di ‘felicità’ prese il mio cuore.
Venne la notte e mi coricai molto stanco nel tentativo di dormire.
Ad un certo punto (erano circa le tre e mezza del mattino) ho sentito qualcosa che mi mordicchiava l’alluce destro.
Ricordo in particolare di aver sentito i denti sopra e sotto.
Ho dovuto letteralmente tirare indietro il piede verso di me tanto la sensazione era reale.
Mi alzai di scatto ed allungai la mano sul piede…qualcosa mi inumidì la mano.
Quante volte Liuba aveva fatto questo!
Non accadde mai più.
Penso che il nostro immenso amore reciproco abbia aiutato a facilitare questo tenero ultimo contatto e che Liuba abbia voluto asciugare le mie lacrime dicendomi che sicuramente ci rivedremmo.

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