Il Vegvisir

Si tratta di un simbolo di origine islandese (Vegvisir in islandese significa Cartello) e più precisamente di un sigillo magico, che veniva tracciato sulle navi affinché non perdessero la rotta e riuscissero ad orientarsi anche nel cattivo tempo; viene definito anche come ‘Compasso Runico’.
Storicamente riscontriamo la rappresentazione e la descrizione di questo simbolo nel manoscritto di Huld, trovato in Islanda da Geir Vigfusson nel 1880.
Nel manoscritto si dice appunto che “se questo simbolo viene portato con sé, una persona non perderà mai la propria strada, nelle tempeste o nel cattivo tempo, anche quando la strada non è conosciuta”.
Il significato di questo simbolo, oltre a “compasso” “segno di direzione” vuol dire “guarda la via”, questo talismano mira a non perdersi in nessuna strada, fisica o metafisica. Come molto sapranno questo simbolo è tatuato anche sul braccio della cantante islandese Bjork e della sua amica Didda, ella stessa dice: “Con questo so sempre dove sto andando e so che ne nebbia ne tempesta possono farmi perdere il mio cammino.”
La tradizione (che si mescola al solito con la leggenda) ritiene che questo talismano venisse inciso in epoca vichinga nella parte interna dell’elmo dei guerrieri, impresso con la saliva o con il sangue, poiché come per ogni sigillo magico nordico è necessario un “testimone” del nostro corpo per fare si che venga attivato.
Non si hanno però prove che tutto questo sia vero; infatti non si è trovato inciso su nessuna nave né in altri reperti risalenti all’epoca vichinga, e il fatto che il ritrovamento di questo simbolo risale a un manoscritto del 1800 o al massimo ad altri scritti minori risalenti al 1600, fa ancora più pensare che i vichinghi non fossero nemmeno a conoscenza di questo glifo.
Viene anche nominato da Stephen Edred Flowers nel suo “Galdrabòk”, anche se ciò ha creato ancora più confusione in merito a questo sigillo perché nel manoscritto originale (attualmente situato nella “Royal Swedish Academy of Sciences di Stoccolma) non è presente alcuna traccia del vegvisir.
Importante è anche ricordare che nonostante il suo significato è quello di non far perdere la rotta e negli ultimi anni abbia preso anche l’appellativo di bussola, le otto braccia che lo costituiscono non rappresentano i punti cardinali ed è quindi sbagliato guardare e “leggere” il vegvisir come se fosse una comune bussola.
Come quasi tutti i glifi runici, il vegvisir per essere utilizzato andrebbe tracciato o inciso, su legno, su osso, o se bisogna utilizzarlo su una persona, sulla pelle.
Per essere attivato, durante la tracciatura del sigillo bisognerebbe aggiungerci dei fluidi corporei o dei testimoni (i più usati sono il sangue o la saliva). Il sangue sarebbe ottimo perché è probabilmente la “parte più potente di noi” e soprattutto l’utilizzo del sangue come sacrificio era molto utilizzato in epoca vichinga. Mi rendo conto però che alcune persone potrebbero avere problemi ad utilizzarlo, quindi anche la saliva andrà benissimo.
Una volta aggiunto il testimone e finito di tracciare il vegvisir (che per inciso lo trovate spesso nominato galdrastafir), esso sarà pronto per l’utilizzo.
Il vegvisir si può trovare in 3 varianti differenti, che però non cambiano il suo significato originale, e non si conosce quale di queste sia l’originale.

  • Inscritto in un cerchio: questa è forse la “forma” più conosciuta e più famosa, e fu ritrovata nel Galdraskraeda di Jochum “Skuggi” Eggertsson (1940).
  • Inscritto in un quadrato: questa è la tipologia che è stata ritrovata nel manoscritto di Huld, e presenta anche una variante non solo nella forma “in cui è inscritto”, ma anche il braccio “a sud est” è differente.
  • Lineare: anche questa variante si trova nell’Huld Manuscript, e dovrebbe sempre rappresentare il vegvisir.
    In questo caso cambiano sia la forma sia tutti i simboli.

Follow me!

6 pensieri riguardo “Il Vegvisir

  1. Angela ha detto:

    ciao, vorrei sapere il significato della scritta intorno al cerchio…non riesco a trovarla da nessuna parte. grazie mille, Angela.

    1. Haimi Rem ha detto:

      In realtà non è una scritta ..ogni simbolo corrisponde ad una runa.

      1. Luca ha detto:

        ciao, quindi ogni persona dovrebbe incidere le rune a cui si sente più affine ?

        1. Haimi Rem ha detto:

          Nel caso del Vegvisir illustrato (è la rappresentazione classica e maggiormente conosciuta) le rune che lo circondano sono esattamente 24, cioè quelle che compongono il sistema runico chiamato Futhark.
          Nessuno,però, ci impedisce di creare un proprio simbolo al quale diamo un peso / significato particolare e cucito su noi, anche prendendo spunto da quelli già esistenti.

  2. Vale ha detto:

    Io vorrei sapere se ci sono precise indicazioni in merito al significato di ciascun braccio del vegvisir. Su pinterest ho trovato una interessante lettura e spiegazione a riguardo, ma stavo cercando conferme.
    Leggendolo in senso orario, partendo da mezzogiorno:
    -eroe (il vero te stesso)
    -ombra (l’eroe ha perso se stesso diventando una versione falsa di sé. Ora vaga nell’ombra)
    -accettazione (per iniziare il suo viaggio, l’eroe deve accettare di non essere più lo stesso, accettare che il cammino davanti a lui sarà faticoso e doloroso, accettare di perdonarsi)
    -autenticità (per superare l’ombra, l’eroe deve riuscire a separarsi dal suo ego)
    -passione (la passione illumina il cammino dell’eroe. Senza di essa , il viaggiatore non riuscirà a gestire il suo volere e superare le sfide del sul viaggio)
    -principi (l’eroe vede il mondo attraverso la lente dei principi, principcje gli permettono di aggrapparsi/afferrare ciò che gli accade durante il tragitto)
    -azione/pratica (necessaria per superare il suo viaggio. Se non c’è la pratica, allora non c’è movimento nel viaggio e non c’è progresso)
    -fede (questo è la cosa più difficile, l’eroe deve sviluppare la fiducia in sé stesso)

    1. Haimi Rem ha detto:

      Il discorso sarebbe troppo lungo per ridurlo ad una risposta….In realtà il simbolo che chiamiamo “vegvísir” si trova in tre grimori islandesi del XIX secolo. Il primo e il più importante di questi – il manoscritto Huld, fu composto da Geir Vigfússon (1813-1880) ad Akureyri nel 1860. Il manoscritto è composto da 27 elenchi cartacei che contengono 30 simboli magici in totale. Il “vegvísir” è raffigurato a pagina 60. In questi grimori non è specificato il significato per quello che definisci ‘braccia’ semplicemente perché le le loro terminazioni in realtà sono sigilli che trovano riscontro nella tradizione esoterica di matrice Cristiana.

      “Per evitare di perderti: tieni questo segno sotto il braccio sinistro, il suo nome è Vegvísir e ti servirà se ci credi, se credi in Dio nel nome di Gesù, il significato di questo segno è nascosto in queste parole , quindi potresti non perire. Possa Dio darmi fortuna e benedizione nel nome di Gesù.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

code

Articolo precedente

L’incantesimo del viaggio.