Calon Arang

Questa sera vi voglio raccontare una storia affascinante proveniente dalla tradizione dei popoli Indonesiani ed in particolare di quelli che abitano il cosiddetto arcipelago della Sonda, quello che ospita le famose isole di Bali e di Giava.
Chi ha avuto la fortuna di andare in queste due meravigliose mete turistiche, probabilmente ne avrà sentito parlare.
Calon Arang è vissuta attorno al XII secolo e si narra sia stata una potente strega, maestra nell’arte della magia nera.
La sua leggenda è giunta a noi da un manoscritto (editato in latino) che è tuttora conservato nel ‘Royal Netherlands Institute of Southeast Asian and Caribbean Studies’ .
Si dice vivesse nel villaggio di Girah nell’antico regno di Kediri (l’attuale Indonesia, appunto) e che fosse una crudele vedova dedita alle pratiche del lato oscuro.
Essa aveva una bellissima figlia di nome Ratna Manggali.
Dato l’aspetto crudele e la sua fama di essere spietata nessuno aveva mai avuto il coraggio di uscire con la figlia, che al contrario era una ragazza dolcissima ed amabile.
Fu così che Calon Arang cominciò a ritenere tutte le persone del villaggio responsabili della solitudine di sua figlia, solitudine che la stava rendendo infelice.
La furia di Calon Arang non tardò ad abbattersi sul Girah.
La leggenda narra che quest’ultima rapì una giovane fanciulla del villaggio e la offrì in sacrificio, eseguendo un rito di magia nera nel cimitero, alla dea Durga chiedendo ad essa di maledire Girah ed il suo popolo.
La dea accolse la richiesta di Calon Arang ed un alluvione colpì il villaggio facendo morire molti abitanti..ma non era finita dopo l’alluvione un epidemia provocata da una malattia sconosciuta ne sterminò molti dei sopravvissuti.
Le notizie all’epoca non viaggiavano veloci ma le atrocità commesse da Calon Arang giunsero alla conoscenza del re del regno di Kediri, Erlanga.
Egli mandò il suo esercito a Girah per uccidere la strega.
Ma la magia di Calon Arang ha la meglio sull’esercito del re che viene obbligato a battere in ritirata decimato.
Dopo giorni di riflessione sulla situazione, il re Erlanga chiese aiuto al suo consigliere, Empu Bharadah profondo conoscitore anch’esso dell’arte magica.
Empu Bharadah decise, così, di mandare il suo discepolo Empu Bahula da Calon Arang per chiedere la mano di Ratna Manggali .
La proposta di matrimonio fu accettata e Empu Bahula e Ratna Manggali si sposarono in una cerimonia che durò sette giorni e sette notti celebrata proprio a Girah.
Durante i festeggiamenti Bahula venne a sapere da Ratna Manggali che Calon Arang teneva una lunga pergamena arrotolata sulla quale erano riportate tutte le sue formule magiche e che essa eseguiva le sue opere di magia nel cimitero ogni notte.
Quindi una sera durante il lungo periodo di festeggiamenti per il matrimonio, Bahula riuscì ad approfittare della stanchezza di Calon Arang, la quale si addormentò profondamente a causa della festa e delle libagioni, e a sottrarle la pergamena magica.
Bahula invitò urgentemente il suo maestro, Bharadah, a fargli visita a Girah.
Avvenne così l’incontro al cimitero del villaggio fra Bharadah e Calon Arang.
Bharadah chiese da prima a Calon Arang di smettere di praticare la sua malvagia magia nera perché causava tanta sofferenza tra la gente , ma essa rifiutò con forza reagendo malamente e con violenza.
Ma priva della sua pergamena Calon Arang perse lo scontro con Empu Bharadah rimettendoci la vita.
Almeno la figlia, si narra, ebbe una vita felice accanto al suo amato Bahula ed il villaggio di Girah rifiorì nella prosperità.
Per molti anni, comunque, nel luogo dove Calon Arang venne seppellita fiori bianchi e freschi ne abbellirono il sepolcro.

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