Kahiki

Il Kahiki è una tecnica base, che non richiede particolari competenze né preparazione. Bisogna solo mettersi in una posizione comoda e rilassarsi, nel modo che più vi piace, per poi cominciare quando siete pronti.
Proviene dalla tradizione dello sciamanesimo Kahuna sulla quale qualche tempo fa, proprio su questo blog, ho pubblicato un articolo introduttivo (questo è il link).
Il Kahiki è un luogo mentale vicino alla dimensione fisica… lì voi siete i padroni, gli Dei e potete metterci tutto quello che volete, dove e quando lo volete…
Come da bambini vi immaginavate di vivere storie fantastiche, oppure vi facevate i cosiddetti “film mentali” (e tuttora, magari, lo fate), altrettanto dovrete fare adesso nella creazione del vostro “spazio personale”.
Nel nero della vostra mente, quando chiudete gli occhi, dovete creare il vostro Kahiki, ossia il vostro spazio personale, il campo base dal quale partirà ogni pratica sciamana.
Quello è il vostro mondo, il vostro universo… Deve essere il luogo ideale…Tutto quello che ci mettete dentro deve essere di vostro gradimento.
Siate molto precisi e dettagliati in quello che mettete; date al Kahiki un aspetto chiaro e preciso, curando tutti i particolari, affinché divenga per voi un posto familiare e sicuro, nel quale recarvi per rilassarvi e ricaricare le vostre energie perché quando ci interagirete andrete a ricreate ogni volta esperienze simili alla “vita reale”, che coinvolgeranno tutti i sensi fisici.
Potete recarvi nel Kahiki per riposare, per riflettere sui vostri problemi e visto che ogni elemento è simbolico, potete interrogare le varie cose per ottenere delle risposte.
Potete invitare nel Kahiki persone con le quali non riuscite a parlare per avere dei chiarimenti, oppure richiedere la presenza della vostra guida. Infine potete domandare che vi appaia il simbolo di un vostro problema, per modificarlo e guarire la situazione.
E’ bene sapere che ogni caratteristica che inserite rappresenta un simbolo, ed il complesso di essi è la mappatura del vostro stato mentale, quindi cercate di non creare luoghi che non suscitino in voi pensieri positivi e che non vi trasmettano lo “star bene” perché influireste in maniera incisiva sulla vostra psiche.
Una volta creato l’ambiente, si passa alle strutture. Anche qui potete sbizzarrirvi come più vi piace…potete metterci tutto ciò che volete…da una metropoli piena di grattacieli, a una capannina o una grotta.
Servono però delle strutture obbligatorie:

  • Un luogo che funga da abitazione (tempio, pagoda, casa, capanna, grotta, palazzo….deve incarnare per voi il concetto di “casa”).
  • Al suo interno deve per forza esserci un ambiente finalizzato al dialogo. Può essere come volete, un tavolo con le sedie, una sala da thè…In questo modo voi potrete dialogare con chi volete, con ogni vostra proiezione materiale e mentale…potete parlarci con il Totem, con uno Spirito Ausiliario, con una persona con cui avete un problema, con chi volete… Proprio perché noi sperimentiamo l’apparente dualità, la divisione fra “noi” e “l’altro”, è necessario utilizzare sistemi propri della dualità, ossia il dialogo. Quando due persone dialogano manifestano la loro unità… la comunicazione è un modo per unire, conciliare, collegare.
    Nella stanza del dialogo, per l’appunto, dialogheremo con “l’altro”, scoprendo così gli aspetti di noi che non vanno, correggendoci ed equilibrandoci.
    Lavoreremo quindi a livello mentale con gli eggregori di tutto quello che ci circonda scoprendo così che loro sono parte di noi, le altre forme di esistenza sono uno dei tanti aspetti di noi stessi.
  • Dovete mettere anche tre porte. Queste portano a tre mondi differenti. Gli sciamani di molte tradizioni infatti credono nell’esistenza di tre mondi: il Mondo di Sopra, il Mondo di Mezzo e il Mondo di Sotto.

Ora che il Kahiki è pronto andatevi a fare un giretto, osservatelo nel suo complesso, sistemate le cose che non vi piacciono, ecc… Guardatelo per la sua interezza, prendeteci familiarità.
Fatto questo il vostro Kahiki è terminato e potete cominciare a lavorarci.
Una delle porte porterà al Mondo di Sopra (secondo gli Huna: Lanikeha). Questo è il mondo dello spirito… esso rappresenta il Superconscio, la Buddhità, l’illuminazione… in esso si trovano gli Akua, ossia i maestri spirituali, o le guide, tutto ciò che è diretta espressione del Sé superiore…
In alcune tradizioni è in Lanikeha che si sale per trovare il Totem. In questo mondo si svolgono i sogni notturni più piacevoli e ispiranti.
Dalla seconda porta si entrerà poi nel Mondo di Mezzo (secondo gli Huna: Kahiki). Infatti il Kahiki personale prende forma nel Mondo di Mezzo, in quanto questo mondo rappresenta la dimensione mentale più vicina alla dimensione fisica e rappresenta quindi la mente Conscia. Attraverso questa porta si esce dal Kahiki personale e si vanno o a visitare (anche se è molto difficile) Kahiki di altre persone, o si entra in luoghi tipo “terra di nessuno”. Questi luoghi sono a diretto contatto con la vita concreta, tanto che gli sciamani erano soliti entrarvi per modificare il sogno della vita reale. Se volevano ad esempio che il loro campo fosse bagnato dalla pioggia, entravano nel Mondo di Mezzo, visualizzavano il loro campo stimolavano le nuvole affinché la pioggia iniziasse a cadere.
Dalla terza porta si entra nel Mondo di Sotto (secondo gli Huna: Milu). Questo è il mondo dell’oscurità in quanto è il mondo del Subconscio, dove vengono conservate le nostre potenzialità, dove risiedono parti di noi che non conosciamo o che abbiamo dimenticato o perduto. Qui a volte possiamo ritrovare memorie di vecchi traumi, esperienze negative e dolorose perchè a volte i nostri problemi generano situazioni intricate dalle quali è difficile liberarsi.
È per questo che Milu è concepito come il mondo delle sfide. I complessi di pensieri negativi, che ci condizionano e bloccano il nostro sviluppo si traducono in Milu con avventure allegoriche; è nel Mondo di Sotto che vengono generati anche gli incubi notturni.
Si tratta dunque di un ambiente ostile, da sfidare e vincere, nel quale recarsi per superare i nostri blocchi e guarire situazioni squilibrate.
Ogni vittoria che riportiamo in Milu sostituisce il simbolo mentale del problema che ha generato l’inquietante avventura, cambiando così il nostro pensiero e di conseguenza le nostre successive esperienze nella vita concreta.

Come cercare il proprio Animale Totem.

Potete fare varie tecniche differenti a vostra scelta.
O semplicemente lo cercate nel vostro Kahiki personale, o lo cercate nel Mondo di Sopra uscendo dalla prima porta…
Qualunque di questi metodi scegliate il risultato e il procedimento saranno gli stessi.
Nel caso in cui viaggerete nel Mondo di Sopra entrate normalmente nel Kahiki e varcate la prima porta e arriverete in un luogo esterno in cui potrete girovagare e guardarvi attorno.
Se volete cercarlo direttamente nel vostro Kahiki basta solo farsi un giretto nello spazio da voi creato e guardarvi bene attorno.
Non pensate a nulla…non aspettatevi niente…salterà fuori da solo, qualunque esso sia.
Potrebbero comparire 10000 animali come potrebbe non apparirne nessuno… Dovete essere rilassati e lasciare che le cose fluiscano da se (se ne compaiono tanti, state certi che LUI spiccherà fra tutti).
Camminate tranquilli, come se niente fosse, gironzolate e osservate… se salta fuori un animale avete due opportunità:

  • Chiedergli se è lui il vostro Totem e chiedete di farvi dare una conferma.
  • Continuare a camminare osservando finché non vedrete altre 2 volte lo stesso animale (in totale lo vedrete quindi 3 volte).

A questo punto abbracciatelo, portatelo al vostro petto, fare un profondo respiro e tornate di corsa
dentro la vostra casa.
Dopo di che potete riaprire gli occhi ed uscire dal Kahiki…
Il Totem è il nostro Sé superiore, è una materializzazione della nostra parte spirituale che si manifesta nella forma di una determinata razza animale (infatti ogni tipo di animale, attraverso le sue qualità specifiche, riproduce un modello energetico) per sottolineare le nostre caratteristiche sostanziali…
È la nostra essenza che si manifesta nell’essenza dell’animale e ne prende la forma.
Il Totem funge da guida verso l’evoluzione, dando consigli e favorendo intuizioni utili per risolvere le varie situazioni della vita e per proteggerci dai comportamenti inefficaci.
Spesso l’animale Totem è quell’animale che ci è sempre piaciuto, oppure che giocavamo ad imitare quando eravamo piccoli. Spesso invece no…non ci era mai venuto in mente…
Non ci dobbiamo domandare “me lo sarò inventato io?” dobbiamo accettare quello che viene perché in fondo tutto quello che ci circondo lo creiamo noi.
Dopo questa scoperta ci accorgeremo che il nostro animale si farà notare in qualche modo, magari accendendo la tv vedremo uno speciale su di lui, oppure una foto, o magari un passante ne starà parlando… i modo sono infiniti, ma ci darà nella vita quotidiana un segno della sua presenza. Quella sarà la conferma.
Ricordate che l’animale dovrebbe trasmettervi amore, è il vostro Sé superiore, quindi abbracciatelo, accarezzatelo, fatelo muovere liberamente. Sarà l’unica creatura a non dover chiedere il permesso
per nulla e deve poter entrare in qualunque luogo del vostro Kahiki come e quando vuole.
Cercate di interagire con il vostro Totem il più possibile… visualizzatelo accanto a voi, parlateci, chiedetegli aiuto e consiglio per qualunque cosa. Fatelo diventare parte integrante della vostra vita…
Se siete in autobus immaginate che lui sia vicino a voi, che cammini sopra la vostra testa quando passeggiate… lui è sempre con voi. Rendetelo vivo. Fate che lui sia parte attiva della vostra vita.

Come usare la stanza del dialogo:

Una volta nel Kahiki (basta semplicemente che vi sdraiate e lo visualizzate) ci recheremo nella sala del dialogo e ci siederemo. Convocheremo nella stanza l’aspetto di noi con il quale vogliamo rapportarci (un amico con cui abbiamo litigato, un nuovo animale ausiliare appena comparso, una persona che ci da fastidio… qualunque cosa sia parte di noi e desideriamo capire e conoscere meglio).
Dopo averlo fatto convocare nella stanza (mandate un maggiordomo, urlate il suo nome, fate come volete) egli arriverà da noi.
Dovrà bussare alla porta e chiedere il permesso di entrare, noi potremo scegliere se accoglierlo o meno (è possibile anche sedersi e aspettare che qualcuno a caso bussi senza chiamare nessuno in particolare).
”Lui” entrerà, si siederà, e gli concederemo la parola. Dovremo comportarci come se fossimo noi i re, loro sono ospiti e dovranno chiederci il permesso per fare qualunque cosa, proprio come se fossero alla corte di un sovrano.
Saremo noi a gestire tutto.

Esempio per un litigio:
Io e una persona abbiamo litigato.
Entrerò nella stanza per dialogare e lo convocherò.
Bussa, lo faccio entrare e gli cedo la parola.
Mi parlerà dicendomi gli errori che ho fatto e gli errori che ha fatto.
Gli diremo tutte le cose che avremo voluto dirgli ma non abbiamo avuto il coraggio di fare oppure non ci sono venute in mente in quell’istante del litigio.
Cercheremo un accordo, un punto di incontro.
Ci faremo la pace. Lo congederemo.
Nella vita reale poi quando incontreremo il nostro amico ci dovremo rapportare con lui come se la discussione fosse avvenuta realmente.
Noteremo che anche lui sarà cambiato.

Esempio sugli spiriti ausiliari:
Mi siedo e convoco tutti i miei animali ausiliari ed il mio animale Totem per dialogare con loro (per un qualunque motivo).
Oppure mi accorgo che nella sala c’è un animale nuovo, gli concedo la parola e mi faccio dire perché è qua. Oppure semplicemente lo abbiamo conquistato durante un cammino del potere (un viaggio in Milu) ed ora vogliamo sapere cos’è. L’ausiliare ci spiegherà i suoi motivi, ci dirà il nome e quanto tempo starà con noi.

Esempio generale: 
Ci sederemo e attenderemo che qualcuno bussi alla porta (senza sapere chi è).
Chiunque arriva lo faremo accomodare e ci dialogheremo.
Se è venuto, avrà qualcosa da dirci, altrimenti la nostra mente non avrebbe evocato quella immagine; capiremo quindi cosa ci vuole comunicare il nostro inconscio mediante l’immagine della persona venuta “di sua iniziativa”.
Usate questo principio in modi sempre più fantasiosi… potete parlare con l’essenza di una runa, con un tarocco oppure con un cristallo o una pianta… date libero sfogo alla vostra mente, non ci sono limiti se non i vostri.
Il dialogare con “le altre parti di noi” è una tecnica molto usata, anche inconsapevolmente…
Quante volte ci ritroviamo a parlare da soli immaginando situazioni passate o immaginando di parlare con un’altra persona?

Un modo alternativo per usare il Kahiki:
Se volete potete crearvi anche una zona rituale nel vostro Kahiki:
E’ la soluzione ottimale per ogni problema che si presenta quando si vuol fare magia cerimoniale: il luogo, il tempo, gli oggetti, la calma e la privacy.
Chi vi potrà mai disturbare in una stanza che esiste solo dentro voi stessi?
Perché aspettare una festività per fare un rituale quando dentro di noi spazio e tempo non esistono?
Nel Kahiki potete fare come vi pare. Se per un rituale vi serve l’altare fatto in un certo modo, lo avrete. Sarete voi a costruirlo dal nulla. Se vi serve una certa data per operare potete cambiare dentro di voi il tempo. E’ come nei sogni, magari sognate di stare ancora con la ex ragazza oppure sognate i tempi della scuola, o magari sognate di vivere in un tempo che non esiste… è uguale, è la stessa cosa… non c’è limite alla vostra fantasia.
Dentro di noi possiamo avere 3000 natali e 50000 capodanni e nessuno potrà dirci che non è possibile. Siamo noi a stabilire tutto. Se vi servono oggetti assurdi potete trovarli senza problemi dentro voi stessi. Un rituale chiede di cogliere cipresso a natale e rugiada in primavera? Benissimo, in 5 minuti li avrete entrambi perché potrete coglierli dentro di voi. Una volta trovati tutti gli oggetti necessari potete procedere facendo il rituale che volete.
Tutto sarà fatto a livello “immaginativo”… e a chi dice che è solo fantasia rispondo che l’immaginazione crea e che il mago è un visionario che rende reali le sue visioni poiché è capace di smuovere le giuste energie nel giusto modo per ottenere il giusto risultato.
In questo modo avremo risolto molti problemi e potremo fare tutti i rituali che vorremo.

N.B. Questo articolo l’ho trovato fra i miei appunti e non mi appartiene, ma non ne conosco nemmeno la fonte. Se qualcuno, leggendo questo articolo, ritiene di esserne l’autore mi contatti che sono più che contento di citarne la fonte.

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