Il potere dei funghi medicinali

Quest’anno vorrei arricchire maggiormente la sezione dedicata alle cure naturali e olistiche, proponendovi alcuni articoli dedicati alla naturopatia e alle sostanze medicinali che possiamo trovare in natura.
La naturopatia non si pone come sostituto della medicina classica occidentale, ma come strumento complementare; si occupa di preservare il benessere dell’individuo a 360°, aiutandolo a integrarsi nei cicli naturali della vita, ristabilendo gli equilibri del benessere.
Fatta questa piccola premessa (tornerò sull’argomento nei prossimi articoli) cominciamo parlando di funghi.
I funghi hanno una lunga storia di uso nutrizionale e medicinale per il trattamento di numerosi stati patologici, grazie alle loro proprietà uniche e straordinarie, in grado di favorire notevoli miglioramenti dello stato della salute.
Sono disponibili in una grande varietà di forme e contengono un’ampia gamma di costituenti importanti per le loro facoltà medicinali.
Sebbene gran parte della ricerca, fino a oggi, si concentri principalmente sulle varie proprietà immunologiche e chemioprotettive di alcuni di essi, non dobbiamo dimenticare che offrono anche altri importanti benefici per la salute, tra i quali:

  • Antinfiammatorio
  • Antimicrobico
  • Aiutano ad abbassare la pressione sanguigna
  • Antiossidante
  • Protezione e disintossicazione del fegato
  • Aiutano ad abbassare i livelli di zucchero nel sangue
  • Aiutano a proteggere il muscolo cardiaco e la funzione
  • Alcuni hanno proprietà antiallergiche

Se usati insieme, i funghi medicinali hanno un effetto sinergico. ‘Sinergia’ è generalmente definita come “l’interazione di due o più agenti per produrre un effetto combinato che è maggiore della somma dei loro effetti individuali”.
Quando si utilizzano funghi medicinali, è meglio combinare diversi tipi di funghi piuttosto che usarne uno solo, poiché ogni specie ha le sue proprietà che vengono potenziate se usate insieme.
Nei punti che seguono vi descrivo le principali tre famiglie di funghi utilizzate per le interessanti ed efficaci proprietà medicali.

Ganoderma o Reishi

Sono due specie di funghi (Ganoderma o Reishi Rosso e Ganoderma o Reishi Nero) che si dice abbiano proprietà miracolose. Sono dei funghi saprofiti della quercia e del castagno; il fungo reishi è uno dei più antichi funghi medicinali mai registrati ed è spesso definito il “fungo dell’immortalità” per i suoi effetti benefici sul sistema immunitario e sull’aspettativa di vita.
Reishi è in grado di aumentare l’immunità e ha dimostrato di essere antitumorale, antimicrobico, antinfiammatorio, antiossidante e anti età.

Shiitake (Lentinula edodes)

Il fungo Lentinula edodes rappresenta oggi, per importanza, il secondo fungo alimentare al mondo.
Il nome shiitake deriva dall’unione di due parole giapponesi: shii che indica la Castanopsis cuspidata una fagacea affine al castagno (da cui il nome) e take che significa fungo.
Il nome di questo fungo deriva proprio dalla sua particolare predilezione a crescere spontaneo sui tronchi o sulla segatura di questo albero.
Viene anche chiamato “fungo della foresta”e in Cina la sua coltivazione è addirittura anteriore a quella del riso e per il suo gradevole aroma, è ampiamente consumato come alimento.
Secondo la medicina popolare cinese infatti il consumo regolare del fungo è consigliato a persone di tutte le età, e per proteggere gli individui giovani e attivi dalla stanchezza e dall’eccessivo affaticamento.
Durante la dinastia Ming fu definito “elisir di lunga vita” per l’azione sul sistema immunitario.
Sia rinforzante che riparatore, lo shiitake è riconosciuto per il miglioramento delle malattie quando il sistema immunitario funziona in modo inefficace, nelle infezioni acute e croniche, nel cancro, nelle allergie, nell’epatite e nei problemi cardiaci come ipertensione, iperlipidemia e diabete.

Maitake ( Grifola frondosa)

Il Maitake è un fungo medicinale capace di rinforzare le difese dell’organismo.
Conosciuto in particolare perché ha riconosciute proprietà nel controllo della glicemia, è utile anche per il controllo dell’ipertensione.
Nella lingua giapponese il termine Maitake significa “fungo della danza”; una leggenda narra che la gente ballasse quando trovava questo fungo nella foresta.
Un’altra storia narra che il nome derivi dalla forma del corpo fruttifero che appare come una nuvola di farfalle danzanti.
Cresce in gruppi e ha solitamente grandi dimensioni; infatti, può arrivare fino a 40 – 45cm di diametro.
I gambi si fondono tra loro alla base di alberi di quercia o di faggio (si trovano anche nei pressi di ceppi d’albero ormai morti).
I cercatori di funghi in Giappone custodivano gelosamente i posti in cui cresceva il Maitake e li tenevano segreti; queste aree erano chiamate “isole del tesoro” e dove fossero era strettamente segreto.
Molti raccoglitori mantenevano questo segreto per tutta la vita e lo rivelavano al figlio maggiore nel testamento affinché soltanto lui conoscesse la “strada del tesoro”.
La ricerca attuale sul Maitake conferma che questo fungo migliora e regola la funzione immunitaria, può inibire la crescita delle cellule tumorali e migliorare condizioni come l’ipertensione, il diabete, l’ipercolesterolemia, l’obesità e l’infezione da epatite B.
Questo fungo ha due principali campi di azione: l’area immunitaria e quella metabolica.
Il maitake possiede principi attivi capaci di rinforzare le difese dell’organismo, rappresentati soprattutto dai betaglucani.
Più precisamente, l’assunzione di Grifola frondosa stimola l’attività di particolari globuli bianchi, quali macrofagi, linfociti T e cellule NK (natural killer), potenziando la risposta immunitaria.
Negli ultimi anni la scienza ha valutato gli effetti protettivi che il Maitake può esercitare anche nei confronti di alcune patologie neoplastiche a tendenza metastatica o ad alto tasso di recidiva.
Ancora più recentemente alcune ricerche hanno investigato l’efficacia di estratti di Maitake nell’indurre l’apoptosi (morte programmata) delle cellule del tumore alla prostata e del cancro al seno.
È stato inoltre evidenziato il contributo di questo fungo nell’alleviare alcune conseguenze indesiderate della chemioterapia, sembra infatti, da studi scientifici, che possa essere utilizzato contemporaneamente a essa diminuendone gli effetti avversi.

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