L’angelo del Karma

Ascolta attentamente prima di addentrarti nel mondo della magia e degli angeli.
Tieni i pensieri di avidità lontano dalla tua mente per sempre.
Perché, come ci hanno insegnato gli avi c’è sempre un prezzo da pagare…..
La legge karmica afferma:

Nulla nell’universo è libero

e a volte non ne vale la pena coglierlo!

Lo leggerò più tardi, sospirò Ami, facendo scorrere i suoi lunghi capelli ramati sulle spalle. A causa del suo interesse per la magia, la madre di Ami, Mary, l’aveva avvertita del “lato oscuro”.
Ma Mary non riuscì mai a esternare completamente il senso e le fondamenta dei suoi avvertimenti, sempre interrotta da qualcosa.
Regalò, però, ad Ami il libro del Karma prima di morire l’anno successivo, portando con sé i suoi segreti.
Ami si chinò, mettendo il tascabile sull’armadietto nell’angolo della sua stanza.
Aveva quattro piccoli armadietti, uno in ogni angolo, con quattro lampade a candela che brillavano luminose davanti ai suoi quadri.
Amava le immagini dei suoi angeli, che sua nonna, Liz, le aveva regalato.
Liz e Mary erano streghe praticanti e avevano parlato ancora ad Ami dei loro incredibili incontri con gli spiriti.
Sapevano che anche Ami aveva l’istinto del “mestiere”, ma l’hanno tenuta lontana dalla pratica fino ai sedici anni, avvertendola di ascoltare e imparare prima di dilettarsi con l’arte della magia.
Ami, che ora ha 21 anni, non si è mai preoccupata di ascoltare gli avvertimenti e spinta dalla curiosità aveva deciso, comunque, di provare.
Non aveva idea di come fossero gli angeli in realtà, e dei discorsi di sua madre e di sua nonna aveva ascoltato solo le parti che le piacevano.
Sia Liz che Mary le avevano parlato della potenza della magia e del principio del “bisogno” in opposizione a quello dell’ “avidità”.
Ad Ami solleticava molto l’idea di cambiare la sua vita, invocando l’aiuto degli angeli. Aveva colto dai discorsi di sua nonna e di sua madre che essi potevano aiutarti ad avere successo, cosa che Ami desiderava ardentemente.
Quel giorno aveva modificato il suo soggiorno per la terza volta, cercando di prepararsi al rituale.
Non pensando molto alle sue azioni, cantava parole che aveva sentito usare da sua nonna, quando lei era ancora infante.
Non si rendeva conto che il pensiero aveva una forza dirompente nella pratica della magia.
Il primo pensiero allerta le forze delle tue intenzioni, alla seconda richiesta ‘essi’ ascoltano, mentre alla terza richiesta il tuo desiderio è esaudito.
Ami si considerava una potente strega e chiedeva una carriera di successo, senza considerane il prezzo o come ottenerla.
Sembrava così facile – basta chiedere 3 volte!
Ami aveva posizionato un tavolo al centro, addobbandolo per bene, posizionandoci sopra una statua di un dio (che trovò nascosta fra le cose di sua mamma), una dea con una falce di luna sopra la testa, due candele, un cristallo, un calice, un pentacolo e dei fiori freschi in un vaso. Il tutto ben sistemato su un telo verde.
L’altare è allestito!
Ami ebbe una strana sensazione; per un attimo le sfiorò nella mente che forse doveva leggere il libro del Karma regalatogli dalla mamma, ma non subito… quando ne avesse trovato il tempo.
E comunque, perché avrebbe dovuto leggerlo quando la magia era nel suo sangue?
Ami andò a letto, sopraffatta da una strana stanchezza. ‘Farò il rituale domani’, pensò.
Verso le tre del mattino Ami si svegliò disturbata da un crepitio che echeggiava per tutta la casa.
Ancora mezza addormentata, uscì barcollando dalla sua camera da letto.
Proprio mentre stava per entrare nel soggiorno, la porta si richiuse. Il rumore della porta, sbattendo, le fece fare un soprassalto, svegliandola completamente.
Ami riaprì la porta della sua stanza e improvvisamente, Suki, il gatto nero di Ami, inarcò la schiena e sibilò verso l’altare.
Ami si guardò intorno nella stanza, dicendo parole rassicuranti per calmare Suki quando una delle immagini degli angeli volò via dal muro.
Un forte tonfo e uno schianto di vetro squarciarono nuovamente il silenzio.
Lentamente e con grande cautela Ami si chinò per cercare di raccogliere la foto e i vetri della cornice.
Il sudore, ora, le colava lungo il corpo mentre la paura catturava i suoi nervi.
In quella fredda mattina del 21 dicembre, ha “sentito” una “presenza” proprio lì, nel suo soggiorno.
All’improvviso scintille di luce accecante iniziavano a creare lo spettacolo pirotecnico più spettacolare e spaventoso che avesse mai visto.
Ami prese Suki in braccio e andò a barricarsi nella sua camera da letto. Tremante e spaventata, guardò il libro.
Questa volta le parole del titolo le parvero più chiare del solito: ‘Attenzione all’ira del karma.’
Frugò velocemente tra le pagine, pregando di svegliarsi presto, se davvero dormiva.
Perché un’entità stava crescendo nel suo soggiorno?
Mentre cercava di leggere in fretta, Suki, ancora tremante dalla testa alla coda, iniziò a sibilare e sputare mentre una voce veniva da dietro.
“Hai chiamato!” Gridò una voce profonda.
Ami, si rese conto che l’entità era in piedi dietro di lei, si voltò, lentamente.
Era di gran lunga troppo spaventata per parlare.
Convinta che sarebbe morta, tutte le sue paure le sgorgarono dalla bocca dello stomaco e fissò lo spettacolo davanti a sé incredula.
C’era un magnifico angelo regale davanti a lei.
Due ali traslucide color pastello gli avvolgevano il viso, coprendo i suoi profondi occhi rossi. Il suo corpo aveva un bagliore intorno, come se si trovasse davanti a una luce brillante. Indossava un fluente abito di seta viola e le sue braccia muscolose portavano un’enorme spada a due tagli con un enorme rubino sull’elsa.
“Perché mi hai chiamato?” chiese con impazienza.
“No! Voglio dire, non l’ho fatto, mi dispiace… Signore”. Ami balbettò in risposta.
“ Non giocare con le forze che non conosci, non ti preoccupi per gli altri con la tua avidità e con quello che desideri? Non capisci il potere che possiedi figliola?
Rimuovi subito gli elementi dalle loro posizioni di richiamo.
Ti risparmierò ora e tornerò nel mio regno. Ma prima che io vada…..ricorda, chi pratica l’arte magica deve essere sempre preparato
Non chiamarmi più, perché la prossima volta non ti sarà risparmiata la mia ira! ”
Una luce accecante riempì di nuovo la stanza, costringendo Ami a coprirsi gli occhi.
Ami non osò guardare di nuovo. Sentendosi confusa e spaventata, accarezzò Suki mentre cadeva in un sonno profondo, simile a una trance.
Mentre Ami dormiva, Mary entrò nel suo sogno.
Il viso amichevole di sua madre le fece piacere.
Di nuovo le ripeté ciò che gli aveva sempre detto:
“Non giocare con la magia. Mantieni i tuoi pensieri puri. Sono stata con te per proteggerti in ogni momento, devi imparare di più. Il libro contiene gli avvertimenti e spiega come noi umani abbiamo dimenticato i pericoli della nostra brama di potere.
Ora sei al sicuro, ma ricordati dell’avvertimento: pensa all’amore perfetto e a pensieri perfetti e poi… Lascia che sia.”
Ami si svegliò di soprassalto. Era tutto un sogno?
Entrò nel soggiorno, si fermò perplessa e si chinò per  raccogliere la  foto di un bellissimo angelo e i vetri della cornice che la conteneva.

Tratto dai racconti di Lynda Archard.

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