Chiropratica

Questo blog, come sapete, non si occupa solo di magia esoterica (che volendo ben vedere è anch’essa una scienza se questa la intendiamo come ‘risultato delle operazioni del pensiero’) ma anche della cosiddetta ‘scienza di confine’ cioè quella parte delle teorie / ricerche scientifiche che si pongono ai confini della corrente principale delle discipline accademiche convenzionalmente riconosciute.
Fra queste scienze di confine rientrano anche tutte quelle pratiche di benessere che si rifanno all’approccio cosiddetto olistico.
Ho tralasciato un po’ questo argomento nel mio blog ma vi prometto che con il tempo colmerò ‘questa mancanza’ proponendovi pezzi (spero interessanti) sull’argomento.
L’articolo che state per leggere è inerente ad una di queste pratiche la quale piano piano (come l’agopuntura, in fondo) sta entrando anche nella medicina ufficiale: la chiropratica.
La chiropratica è una pratica di medicina alternativa, che si concentra sulla diagnosi, sul trattamento e sulla prevenzione delle malattie meccaniche del sistema muscolo-scheletrico, nella convinzione che le suddette patologie abbiano ripercussioni negative sulla funzionalità del sistema nervoso e sullo stato di salute generale dell’essere umano.


La chiropratica è una tecnica manuale, quindi chi la esegue fa uso delle mani.
Al centro della chiropratica c’è la manipolazione della colonna vertebrale, in cui risiede il midollo spinale, una delle due componenti del sistema nervoso centrale (l’altra è l’encefalo).
Secondo la definizione fornita dal Consiglio Generale di Chiropratica (in inglese General Chiropractic Council, o GCC), la chiropratica è: “una professione sanitaria che ha interessi per la diagnosi, il trattamento e la prevenzione delle malattie meccaniche del sistema muscolo-scheletrico e per gli effetti che le suddette malattie hanno sulle funzioni del sistema nervoso e sullo stato di salute generale”.
Il termine chiropratica deriva dall’unione di due parole greche, che sono: “keir” (κειρ) e “praxis” (πραξις). La parola “keir” vuol dire “mano”, mentre la parola “praxis” significa “azione”.
Quindi, il significato letterale di chiropratica è “azione manuale” o “azione con le mani”.
Il fondatore /ideatore di questa pratica è il canadese Daniel David Palmer, vissuto tra il 1845 e il 1913.
In base ai principi di D.D. Palmer, molte malattie e disturbi muscolo-scheletrici sono il frutto di disallineamenti della colonna vertebrale, tali per cui il flusso di “energia vitale”, che scorre all’interno del corpo umano, risulta alterato.
L’energia vitale citata da D.D. Palmer e detta anche “forza vitale” è ciò che garantisce all’essere umano il benessere e la salute del corpo, a patto che scorra senza interruzioni, fluentemente.
All’interno di questo quadro, D.D. Palmer proponeva la chiropratica come metodica capace di ristabilire il corretto flusso di energia vitale, laddove ci fosse un’ostruzione, allo scopo finale di apportare benefici tangibili al corpo umano.
Da dopo il 1895, i dibatti, in merito alla chiropratica e alla sua effettiva efficacia terapeutica, furono numerosi.
Del resto, l’argomento in questione era interessante e allo stesso tempo controverso e oggetto di critiche.
Per i primi studi scientifici sulla chiropratica degni di tale definizione, bisogna attendere gli anni ’70 del XX Secolo; mentre per i primi riconoscimenti da parte delle comunità mediche e da parte dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), occorre aspettare gli anni ’90.
Il riconoscimento legale della chiropratica in Italia è abbastanza recente; risale, infatti, al 2007.
Scartate le idee di D.D. Palmer per mancanza di basi scientifiche, i moderni chiropratici sostengono che la manipolazione della colonna vertebrale, liberando quest’ultima da eventuali blocchi o infortuni, determini un miglioramento delle funzionalità del midollo spinale, miglioramento dal quale dipende, in secondo battuta, un benessere generale del sistema muscolo-scheletrico.
La manipolazione della colonna vertebrale è alla base della chiropratica e dei suoi effetti benefici.
Tuttavia, secondo molti chiropratici, un aiuto al benessere della persona deriverebbe anche dalla combinazione tra la suddetta manipolazione e una dieta adeguata, esercizio fisico costante e l’adozione di uno stile di vita sano.
Secondo chi la pratica e la promuove, la chiropratica sarebbe particolarmente indicata in caso di:

  • Dolore alla zona lombare della schiena
  • Dolore al collo
  • Dolore o disturbi della spalla
  • Protrusione discale e, in generale, le discopatie non particolarmente gravi
  • Dolore agli arti inferiori
  • Sciatalgia
  • Dolore o problemi alle anche, alle ginocchia e/o alle articolazioni del piede (caviglie)
  • Dolore o problemi ai gomiti, ai polsi e/o alle mani
  • Fibromialgia.

Inoltre, secondo alcuni chiropratici, il trattamento che propongono sarebbe utile anche in presenza di:

  • Asma;
  • Allergie;
  • Coliche nel neonato;
  • Mal di testa e/o emicrania;
  • Ipertensione;
  • Mestruazioni dolorose;
  • Depressione, ansia, disturbi dell’ansia e/o fobie;
  • Patologie gastrointestinali.

La chiropratica è un trattamento che, in genere, si suddivide in un ciclo di almeno 10 sedute.
La prima seduta è diversa da tutte le altre, perché prevede una fase preliminare in cui il chiropratico indaga sullo stato di salute del paziente ed esegue una sorta di anamnesi medica.
Questa fase preliminare ha un’importanza fondamentale, in quanto permette al terapeuta di stabilire su quali punti della colonna vertebrale è bene agire, per essere di beneficio al paziente.
La manipolazione della colonna vertebrale secondo la tecnica chiropratica è una sorta di massaggio, che interessa i muscoli, le ossa e/o le articolazioni della colonna e della schiena in generale.
Per poterla eseguire, il chiropratica fa spogliare e accomodare il paziente su una sedia o una lettino apposito.

Azioni sulla colonna vertebrale:

  • Spinte brevi ma taglienti. L’intento è migliorare le restrizioni articolari e migliorare la mobilità delle articolazioni;
  • Muovere gradualmente le articolazioni in direzioni diverse. Lo scopo è ridurre le tensioni all’interno delle articolazioni;
  • Allungare i muscoli in varie direzioni. La finalità è rinforzare i muscoli interessati e migliorarne la funzionalità.

Di norma, la chiropratica è indolore; tuttavia, per alcuni individui, è causa di dolore o fastidio.
In caso di dolore o fastidio, è bene che il paziente comunichi con il chiropratico, riferendogli nei dettagli la sintomatologia avvertita.
Si segnala, inoltre, che la manipolazione della colonna vertebrale è spesso rumorosa.
Si tratta delle articolazioni che scricchiolano per effetto del massaggio.
In genere, la prima seduta di ogni ciclo di chiropratica dura tra i 30 e i 60 minuti; le sedute successive alla prima, invece, hanno una durata canonica tra i 15 e i 30 minuti.
Sulla durata delle sedute di chiropratica incide, principalmente, l’entità e il numero di problematiche esposte dal paziente, al momento dell’anamnesi medica.
La manipolazione della colonna vertebrale, prevista in caso di chiropratica, presenta alcuni rischi. Infatti, potrebbe dare luogo a diversi effetti avversi e ad alcune serie complicazioni.
Per effetti avversi, i medici intendono problematiche di lieve entità.
I principali effetti avversi della chiropratica consistono in:

  • Rigidità o indolenzimento a livello del collo e/o della schiena;
  • Aumento temporaneo della sensazione dolorosa, per la quale il paziente si era sottoposto al trattamento;
  • Senso di stanchezza generalizzato.

Questi effetti tendono a comparire entro 4 ore dal termine della manipolazione e a risolversi spontaneamente nell’arco di uno o due giorni.
Secondo certi studi statistici, circa il 50% delle persone sottoposte a chiropratica lamenta almeno uno dei sopraccitati disturbi.
La chiropratica è ormai da diversi anni oggetto di indagini scientifiche, volte a dimostrarne l’effettiva efficacia terapeutica.
Attualmente, la scienza ha evidenziato che la chiropratica:

  • Giova sicuramente alle persone che soffrono di lombalgia, specie se è associata ai trattamenti di medicina tradizionale (antidolorifici, fisioterapia ecc);
  • Potrebbe avere un effetto benefico in presenza di condizioni quali l’emicrania, il mal di testa, la spalla congelata, i dolori acuti alla schiena, i dolori acuti al collo, l’artrosi dell’anca, l’artrosi del ginocchio, il gomito del tennista e il dolore al cingolo scapolare;
  • È sicuramente inefficace in caso di allergie, fibromialgia, ipertensione, depressione, disturbi dell’ansia, fobie, dolori non connessi alla colonna vertebrale, coliche infantile, sindrome del tunnel carpale, asma e mestruazioni dolorose. L’inefficacia della chiropratica nelle suddette circostanze rappresenta il motivo per cui i medici ne sconsigliano vivamente l’utilizzo, soprattutto se questo comporta il mancato ricorso  ai trattamenti di medicina tradizionale con una più che comprovata validità.

Nonostante le conclusioni della scienza, il dibattito tra chi sostiene la chiropratica e chi invece ne sminuisce il potere continua.

Fonte : my-personaltrainer.it

 

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