Lo stramonio

Lo stramonio è una pianta molto diffusa nei climi temperati ed in particolare in Asia, Stati Uniti ed Europa.
In Italia lo stramonio cresce praticamente ovunque, spesso ai margini delle strade o vicino ai ruderi.
Conosciuto fin dai tempi degli Aztechi, lo Stramonio era utilizzato in molte culture come pianta necessaria per la divinazione.
Lo stregone, dopo aver ingerito foglie o semi triturati, cadeva in uno stato di trance durante il quale veniva posseduto dagli spiriti.
Al risveglio, poteva annunciare a tutta la popolazione i messaggi che gli erano stati svelati durante il sonno allucinatorio.
Durante i riti di iniziazione, lo stramonio era utilizzato come mezzo per ottenere visioni della vita futura dei ragazzi che passavano dalla giovinezza alla vita adulta.
In alcuni riti notturni africani, lo stramonio veniva fatto ingerire a ragazze filatrici di cotone, che riuscivano poi a essere risvegliate solo da un battitore di tamburo che le induceva a ballare una danza liberatoria.
Presso alcune popolazioni indiane, parti della piana venivano considerate fondamentali, mischiate ad altri ingredienti, per la preparazione di un potente afrodisiaco che veniva utilizzato per amplificare ed accelerare il piacere femminile.
In Europa lo stramonio, simbolo di inganno e depravazione, viene anche chiamato “erba delle streghe”, a causa delle proprietà narcotiche e allucinogene sfruttate durante i sabba per avere visioni e compiere riti.
Alcune credenze popolari narrano di come lo stramonio possa essere utilizzato per riconoscere streghe e stregoni: se venisse posta una pianta con fiore e frutto sul davanzale di una finestra, la strega che si trovasse a passar da quelle parti, non riuscirebbe più ad allontanarsi, catturata dall’odore irresistibile.
Spesso i ciarlatani usavano questa pianta per creare effetti tossici e malessere su persone a cui, ovviamente, tentavano di vendere miracolosi e, soprattutto, costosi rimedi.
Tutte le parti di questa pianta sono velenose, ma in particolar modo i semi.
Questa sua tossicità è dovuta alla presenza di elevate quantità di alcaloidi tropanici, in particolare iosciamina, atropina e scopolamina.
L’atropina non è nella pianta fresca, ma si forma per racemizzazione nell’essiccamento.
Questi alcaloidi vengono impiegati anche in ambito medico, in quanto classificati come anticolinergici.
In oculistica sono ad esempio usati per indurre midriasi o come antispastici o agenti preanestetici.
Si tratta di elementi naturali che si trovano in diverse piante, come l’atropa belladonna, con la quale lo stramonio ha diverse affinità. Anche in medicina però, visto l’elevato grado di tossicità, sono spesso sostituiti da alcaloidi artificiali, più sicuri ed efficaci
Le foglie di questa pianta spesso vengono essiccate e fumate come metodo di sballo a buon mercato ma attenzione che un’intossicazione di stramonio comune può dar luogo a gravi conseguenze.
Dalle allucinazioni si arriva a deliri, convulsioni, disturbi gravi della vista, coma per anossia cerebrale e nei casi più gravi provoca la morte.
Fra gli effetti dello stramonio vi è anche la secchezza delle fauci che provoca una voglia irrefrenabile di bere.
Questo a comportato che alcune persone siano state trovate morte ai bordi di ruscelli poco profondi nel tentativo di bere.

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