Kisa Gotami

Questo post ha una genesi un po’ curiosa.
Mentre lavoro, studio, scrivo mi piace ascoltare della musica.
Ho dei gusti un po’ particolari, e questa mattina mi sono messo ad ascoltare l’ultimo lavoro di Nick Cave ‘Ghosteen’.
Questo disco è un piccolo gioiello di poesia, apprezzabile sopratutto se ‘masticate’ un po’ di inglese,  supportato da un’atmosfera minimale e rarefatta.
L’ultimo brano che compone il cd (Hollywood ) ha una strofa che mi ha molto colpito e che più o meno recita così:

Kisa andò sul monte e disse al Buddah
“Mio figlio sta per morire”,
il Buddah disse: “Non piangere Va in ogni casa e raccogli un seme di senape ma solo nelle case dove nessuno è morto”
Kisa andò in ogni casa del villaggio “Il mio bambino sta per morire (peggiora)”,
piangeva la povera Kisa.
Ma Kisa non raccolse nemmeno un seme, perché in ogni casa era morto qualcuno.
Kisa si sedette nella piazza del vecchio villaggio, abbracciò il suo bambino piangendo
e disse: “Tutti hanno perso qualcuno”
Poi si diresse alla foresta e seppellì il suo bambino.

Il racconto, quindi, di questo Sabato che voglio condividere con voi è una delle storie tradizionali del buddismo: la vicenda di Kisa Gotami.

Ai tempi del Buddha viveva una donna di nome Kisa Gotami.
Essa si sposò giovane e diede alla luce un figlio.
Un giorno, il bambino si ammalò e morì poco dopo.
Kisa Gotami amava molto suo figlio e si rifiutò di credere che suo figlio fosse morto.
Errava con il corpo del figlio abbracciato a se nel suo villaggio, chiedendo se c’era qualcuno che lo potesse guarire.
Tutti gli abitanti del villaggio sapevano che il figlio di Kisa era già morto e non che c’era nulla da fare.
Cercavano di consigliarla di accettare la sua morte e di preparare un degno funerale.
Mosso a compassione l’anziano saggio del villaggio si avvicinò a lei suggerendogli di consultare il Buddha dicendogli:

“Kisa Gotami, noi non possiamo aiutarti, ma potresti andare dal Buddha, forse lui può riportare in vita tuo figlio! ”

Le parole dell’anziano inondarono l’animo di kisa di nuova speranza ed essa si mise immediatamete in viaggio verso la residenza del Buddha in modo che questi possa fare in modo di riportare in vita suo figlio.
Il Buddha l’accolse dicendogli:

– “Kisa Gotami, ho un modo per riportare in vita tuo figlio.”
– “Mio Signore, farò di tutto per riportare indietro mio figlio”, rispose lei.
– “Se è così, allora ho bisogno che tu mi trovi qualcosa. Portami un seme di senape, ma deve essere preso da una casa in cui nessuno residente nella casa ha mai perso un membro della famiglia. Riporta questo seme a me e tuo figlio tornerà in vita. ”

Avendo grande fiducia nella promessa del Buddha, Kisa Gotami andò di casa in casa, cercando di trovare il seme di senape.
Alla prima casa, una giovane donna si offrì di darle dei semi di senape.
Ma quando Kisa Gotami le chiese se avesse mai perso un membro della famiglia, la donna le disse che sua nonna era morta qualche mese fa.
Kisa Gotami ringraziò la giovane spiegandogli perché i semi di senape non soddisfacevano i requisiti del Buddha.
Passò alla seconda casa, ma il marito della donna che l’accolse era morto da alcuni anni.
Nella terza casa le aprì un giovane uomo che aveva appena perso uno zio.
Continuò a spostarsi da una casa all’altra, ma la risposta era sempre la stessa: in ogni casa c’è stato un lutto.
Alla fine Kisa Gotami realizzò che non esiste nessuno al mondo che non abbia mai perso un membro della famiglia.
Capì che la morte è inevitabile ed essa è una parte naturale ed ineludibile della vita.
Mise, così, da parte il suo dolore ed andò a seppellire suo figlio nella foresta, poi tornò dal Buddha e ne divenne sua seguace.

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