Miele di tarassaco

Le mie nonne erano solite, come ben sapete, andare a cogliere quello che loro semplicemente chiamavano ‘erbe’. Le raccoglievano e le mettevano in un cesto di vimini (realizzato durante le sere dei giorni invernali… quanta nostalgia di quella semplice serenità) quando decidevano di fare una passeggiata un po’ più lunga del solito ma la maggior parte delle volte era il loro grembiule, raccolto con la mano non abile, a fare da contenitore per le preziose erbe.
Il particolare dei fiori di tarassaco colti nelle giornate soleggiate di maggio e messi nel ‘grembiulone’ è una nitida fotografia impressa nella mia memoria.
Con questi fiori le mie due ave preparavano un fantastico miele di cui oggi, tramite questo articolo, condivido con voi come prepararlo.
Il miele di tarassaco è un ottima offerta per gli spiriti della terra, per le fate, per gli antenati e per gli dei ‘solari’.
In Irlanda i fiori di tarassaco erano chiamati ‘Brenan Brìde’ perché ritenuti sacri all’importante dea Brigid, definita spesso come ‘la freccia ardente’, (approfondirò in un prossimo articolo la figura di questa dea perché è fondamentale per molti aspetti della magia moderna che si rifà ai movimenti neo-pagani).
Per realizzare questa vera delizia recuperatevi questi ingredienti:

  • 700 gr. Fiori di tarassaco
  • 2,5 litri d’acqua pulita
  • 3 arance
  • 2 limoni
  • 2,5 Kg di Zucchero Semolato
  • Barattoli di vetro tipo quelli per la marmellata con il coperchio ermetico.

Prima di cominciare a illustravi il procedimento per realizzare praticamente questa ricetta  tenete presente alcuni consigli / raccomandazioni  per raccogliere i fiori di tarassaco in maniera corretta e sicura seguendo i punti che seguono.

  • Raccoglieteli in un luogo privo di inquinamento e lontano da posti frequentati da cani
  • L’ora ideale per raccoglierli, per produrre il miele, è quando i fiori sono più aperti cioè fra le 11 e le 14
  • Tornate a casa prima che i fiori si chiudano

La prima cosa che dovete fare è quella di pulire per bene quello che avete raccolto è separare i petali del fiore dal resto (è un procedimento un po’ noioso, che richiede un po’ di pazienza); tralasciate tutte le parti verde per evitare retrogusti amari.
Mettete sul fuoco una pentola di generose dimensioni d’acqua e portatela in ebollizione. Metteteci i petali di tarassaco, il succo spremuto dell’arancia e del limone.
Se avete avuto l’accortezza di acquistare o raccogliere limoni ed arance biologici con la buccia ‘edibile’ potete aggiungere anch’essa nella pentola.
Lasciate bollire il tutto per circa un ora a fuoco lento, aggiungendo acqua se necessario.
Fatto passare il giusto tempo spegnete il fuoco e coprite il tutto con un coperchio; lasciate riposare il tutto per circa 12 ore.
Filtrate, poi, i vostri fiori e le eventuali bucce, utilizzando un colino o un panno di mussola spremendoli bene in modo che il loro succo (alla vista è di colore giallo chiaro) torni interamente nella vostra pentola.
Aggiungete, ora, lo zucchero e fate bollire il tutto senza coperchio in modo che l’acqua evapori. Controllate spesso il contenuto della pentola (a seconda ‘del fuoco’ ci vuole un tempo che varia dai 45 minuti alle due ore e mezza) verificando la consistenza del vostro miele con un cucchiaio.
Quando il tutto a raggiunto la consistenza che vi aggrada, comunque non eccessivamente liquida, procedete a mettere il vostro miele nei barattoli (a caldo) utilizzando un mestolo; chiudete, per bene mi raccomando, il barattolo con il suo tappo.
Il sapore di questo miele è fantastico e molto delicato; si rivela eccellente come rimedio per il mal di stomaco e per curare il mal di gola in inverno.
È una sostanza profondamente generosa e confortante, lenitiva come il miele d’api.
Conservatelo in un luogo fresco e buio e tenetelo in frigorifero una volta aperto.
La durata di conservazione è di circa un anno se posto in un luogo fresco ed asciutto.

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