La morte non esiste, lo dimostra la fisica quantistica

A volte mi piace ‘ospitare’ sul mio blog alcuni articoli che provengono da fonti diverse e che spostano leggermente le argomentazioni abituali che il visitatore si aspetta nell’approdare in un sito come il mio.
Come ho scritto, all’inizio di quest’anno, cercherò di rendere questo blog un po’ più personale proponendovi articoli che come sempre incuriosiscono ed intrigano ‘l’altra parte del mio essere razionale’ ma che si discostano dall’argomento magico / occulto;  articoli che spero rappresentino una piacevole lettura anche per Voi.
Quello che vi propongo questa sera è un interessante pezzo che è stato pubblicato diverso tempo fa (mi pare nel 2015) su un sito che personalmente ritengo molto interessante e degno di attenzione  (anche se sospeso fra fantascienza, realtà e complottismo) e che vi invito a visitare: segnidalcielo.it.

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Sono moltissimi anni che dedico la mia ricerca, non solo agli UFO e alla visita extraterrestre, ma soprattutto alla “Vita dopo la morte”, alle esperienze di premorte o NDE (sigla dell’espressione inglese Near Death Experience). Visto che sono uno tra i pochi in Italia (riferito a dati ufficiali, ma di sicuro ce ne sono moltissimi di casi simili che non si conoscono ancora ufficialmente), che ha avuto una NDE con ricordo successivo di tale esperienza, posso anche permettermi (senza esagerare..) di accennare a questa scoperta incredibile, ma che in parte sentivo mia già da tempo. Vi spiego. Nel 1984, sono vittima di un incidente stradale avvenuto a Roma, durante il servizio militare. Sono stato in coma per parecchio tempo, non ricordo quanto, ma so di essere stato partecipe di un qualcosa che va ben oltre la Fisica, ma che appunto riguarda sicuramente al Fisica Quantistica.
Uscito dal mio corpo, sono entrato.. ma come risucchiato.. all’interno di un tunnel di luce. Credo che questo tunnel si molto simile a quello descritto nella fisica dei ‘Worm Holes’.
Dopo un breve viaggio all’interno del tunnel, sono arrivato in una stanza luminosissima dove incontrai una entità, che non sono riuscito a vedere nel volto, ma riuscivo solo ad osservare la sua sagoma scura aldilà di una sorta di “velo” bianco luminescente che ci separava. Non credo sia stata una presenza ostile, ma al contrario neutrale. Sono riuscito, mentre la osservavo, a percepire le parole: “non ora…è troppo presto..fai ritorno..”. Ecco che ad un tratto sono stato risucchiato di nuovo all’interno del tunnel e come in un lampo, mi sono ritrovato in una stanza. Dentro questa stanza riuscivo a vedere il mio corpo disteso su un lettino, illuminato da alcune lampade. Sicuro che fosse la sala operatoria, dove una infermiera cantando, mi stava mettendo dei punti di sutura alla gamba, ferita dopo l’incidente e dove avevo riportato una serie di fratture. Avevo la sensazione di volare all’interno della sala e ascoltavo la musica della radio e la bellissima voce dell’infermiera. Lavorando in ospedale da moltissimi anni, e aver operato nell’ambito sanitario anche nelle sale operatorie, so bene che la musica rilassa molto e ti fa lavorare meglio.
Rammento che non avevo la minima cognizione dello spazio e del tempo, soprattutto del “tempo” che stava trascorrendo.
So solo che dopo un pochino sono stato di nuovo risucchiato, ma questa volta dal mio corpo. Mi svegliai e mi ritrovai in una stanza su un letto dell’Ospedale. Osservai le mie mani, erano sporche si sangue.. e da qui capii che era accaduto qualcosa.
Dopo due tre anni dall’incidente e dal mio ricovero in Ospedale, pian piano riuscivo a ricordare cosa era accaduto durante l’incidente che mi ha mandato in come, riportando un grosso trauma cranico, fratture varie in tutto il corpo.
Mia madre mi disse che ero stato fortunato, miracolato.. e il perché lo vidi subito dopo aver visto le fotografie scattate dalla Polizia stradale, che mostravano la mia macchina, schiacciata, distrutta nella parte anteriore. Ma la cosa che mi ha fatto venire i brividi, è stato vedere il volante della macchina completamente attaccato al sedile di guida. Tra il sedile e quel volante c’ero io. Il medico legale mi disse che non sapeva come ero rimasto illeso, visto che i vigili del fuoco per tirarmi fuori, hanno dovuto praticamente tagliare in due l’automobile. Avrei dovuto riportare lo schiacciamento della cassa toracica, con conseguente decesso. Ma qualcosa è accaduto e mi ha lasciato in vita.
Avevo compreso bene che il nostro corpo è solo una capsula materiale, una sorta di involucro che viene abitato dalla nostra coscienza. Sappiamo bene che la coscienza è insita nel DNA e il DNA si trova in ogni singola cellula del nostro corpo. Abitiamo il nostro corpo, ritenuto dai Monaci tibetani, dai Nativi Americani, come il “Tempio Sacro”. In effetti è cosi. Viviamo all’interno del corpo come se fossimo all’interno di un mezzo meccanico, di un Robot che riusciamo a muovere, a far camminare. Con esso interagiamo attraverso i filamenti sinaptici delle cellule, che appunto collegano la “coscienza” al corpo umano.
Ma siamo sempre ospiti. La nostra mente, le nostre emozione, l’intelligenza tutta, non si trova nel cervello, ma nel DNA di ogni singola cellula. Sarebbe la nostra coscienza ad essere la vera “Intelligenza”, quella che io chiamo Coscienza Intelligente, quella che immagazzina la consapevolezza cosmica, la consapevolezza di essere qui, a bordo di una bellissima astronave, la Terra.
Una delle maggiori preoccupazioni dell’uomo è sapere ciò che gli accadrà dopo la morte. Continuerà la vita o sprofonderemo nel buio totale nel quale la coscienza cessa di esistere? Questa domanda è talmente importante che alcune persone sviluppano una preoccupazione intensa che sfocia nella paura della morte.
Tuttavia, secondo Robert Lanza, un biologo che lavora nella Advanced Cell Technology, che insegna come professore aggiunto presso la Wake Forest University School of Medicine, la morte non esisterebbe, o almeno non così come la concepiamo. Secondo questo illustre biologo che in questi ultimi anni si è dilettato nel mondo della fisica quantistica, la morte sarebbe solo un’illusione creata dalla nostra coscienza. Per dimostrarlo, utilizza appunto la stessa fisica quantistica.

Un cenno alla fisica quantistica

Nel secolo scorso abbiamo assistito a dei cambiamenti epocali nei paradigmi scientifici e numerose scoperte hanno spostato le fondamenta del nostro tradizionale modo di vedere e comprendere la realtà. Alcune di queste scoperte hanno raggiunto un punto che potrebbe sembrare pura fantascienza, ma non lo è.
Tuttavia, ora sappiamo che la materia è costituita per il 99% di spazio vuoto e che le particelle quantistiche sono punti di dimensione pari a zero. Ora sappiamo che viaggiare nel futuro è possibile a condizione di spostarsi ad una velocità enorme, che le particelle possono teletrasportarsi attraverso un muro e possono anche essere presenti in due posti contemporaneamente.
Oggi la fisica quantistica è molto di più di una serie di leggi e teorie esclusive di poche grandi menti, perché i suoi risultati potrebbero avere un impatto sulla nostra comprensione del mondo e nella quotidianità.
Lanza propone una nuova disciplina, il biocentrismo, in cui la biologia ha un ruolo essenziale dal momento che secondo questo scienziato, è la nostra stessa coscienza che crea l’universo e non il contrario.
Lanza spiega attentamente questa teoria in un libro che ho appena iniziato a leggere la settimana scorsa (in inglese): “Biocentrismo”.
Secondo questa teoria, non sarebbero stati i fenomeni fisici a creare la realtà ma la vita stessa. Questo suggerisce che la coscienza determinerebbe l’esistenza degli oggetti nell’universo e anche molti fenomeni che diamo per scontati, come lo spazio e il tempo.
Pertanto, quando accettiamo che lo spazio e il tempo siano sono solo strumenti della nostra mente che usiamo per orientarci, la morte diventa priva di significato perché non è un punto di arrivo, non è un fine a se stesso. Il problema consiste nel fatto che ci è stata trasmessa l’idea che la morte è associata al corpo fisico e questo, prima o poi muore. Tuttavia, la nostra coscienza è molto di più che semplici proteine e acidi nucleici.

Un esperimento incredibile: La doppia fenditura

Lanza dice che ciò che vediamo non potrebbe esistere senza la coscienza, la quale ha la sua importanza nell’universo.
Pertanto, comprendere l’universo dal punto di vista del biocentrismo prevede di considerare che la nostra esperienza sensoriale non sia altro che un vortice di informazioni che si verificano nella nostra mente. Se accettiamo questa concezione dello spazio e del tempo, allora non c’è la morte, perché questa sarebbe una forma per trascendere il nostro pensiero di tutti i giorni.
Nel suo libro, Lanza cita numerosi esperimenti nel campo della fisica quantistica che gli scienziati non sono ancora giunti a capire approfonditamente, ma che si adatterebbero perfettamente come pezzi di un grande puzzle nella teoria del biocentrismo.
Uno degli esperimenti più interessanti è quello della “doppia fenditura”. In pratica, questo esperimento consiste nella emissione di un fascio di luce su di uno schermo sul quale esistono due fenditure. La cosa divertente è che quando i fisici concentravano la loro attenzione su di una particella questa attraversava una fessura o l’altra comportandosi come materia. Al contrario, se non veniva osservata, la particella attraversava entrambe le fenditure contemporaneamente sotto forma di onda.
Secondo Lanza, ciò significa che il comportamento di questa particella è determinato, in qualche modo, dall’osservatore esterno, che a sua volta indicherebbe che materia ed energia hanno un legame comune e che il loro comportamento dipenderebbe dalla percezione della persona che osserva.
Le implicazioni del biocentrismo sono molte, nel caso in cui questa teoria che è anche strettamente collegata con i precetti del buddismo venisse accettata dalla comunità scientifica. Per ora, stimola molte domande: Come vivremmo se la nostra percezione della morte cambiasse e smettessimo di considerarla un punto di arrivo? Cosa farebbero le persone se sapessero di avere la capacità di influenzare la realtà? Sarebbe questa la fine della presunta oggettività tanto osannata dalla fisica classica e più in generale dalla scienza?

Massimo Fratini

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