I reticoli geometrici del Karma

Si fa un gran parlare di karma, destino nemesi, quello che fai ricevi ecc, ma da cosa scaturisce il Karma? Karma (Karman) è un sostantivo che deriva dalla radice kṛi che significa “fare” o “produrre”, cioè azione. Karma usato in senso filosofico, ha un significato tecnico, che può essere meglio tradotto in Italiano con il termine conseguenza.
La sacra scrittura narra che in Principio lo Spirito di Dio si mosse come un Grande Soffio sulla superficie delle Acque dell’Abisso, cioè dello Spazio increspandolo. Geometricamente questa primaria azione è rappresentata da una linea verticale, che interseca una linea orizzontale la Materia, simbolicamente la superficie delle Acque, formando così una Croce. L’azione Primordiale appartiene allo Spirito, il Pneuma, e alla Materia, lo Spazio i due fattori primordiali. L’azione combinata del Cielo lo Spirito, e della Terra la Materia, ha come effetto la prima formazione dei mondi materiali, l’Universo, geometricamente la Croce nel Quadrato. La Crocifissione Cosmica ha a che fare con il Mistero del Primogenito che per manifestarsi si sacrifica e viene ucciso nella Croce della Materia donando la sua Vita per infondere Coscienza al creato.
Il quadrato nello spazio tridimensionale diventa cubo con sei facce ognuna segnata da due croci, le diagonali e le mediane, in totale 12 croci, ecco il primo reticolo spaziale, la prima rete tridimensionale del Karma. Platone parla del secondo potere della divinità: “Che imprime sé stesso in forma di croce sull’universo. Il Dodecaedro composto con 12 facce per i Pitagorici e per Platone era il simbolo dell’universo. “Il Dodecaedro giace celato nel Cubo perfetto”, dicono i cabalisti.
Il Destino di ciò che esiste si trova scritto nel firmamento.
Le Reti spaziali tese tra i mondi sono le radici del Karma. Filosofia della Vita e filosofia della forma. Le Divine Misure Auree sorgono dalle proporzioni cosmiche archetipiche.
Dalla nascita alla morte “con qualunque atto, sentimento, parola, pensiero tessiamo il nostro Destino, come il ragno la sua tela”. L’uomo terreno come l’Uomo Celeste opera attraverso reticoli energetici, egli attraverso le sue azioni, le sue parole, i suoi sentimenti e i suoi pensieri agisce sulla materia, cioè la sostanza che compone le vesti della Madre Cosmica, creando così il suo karma la sua rete di causa ed effetti.
Il Karma, il Destino è determinato dall’uomo che, si trasforma in eventi cui egli è sottoposto, essendone la causa, il responsabile. È essenzialmente la dottrina del libero arbitrio, perché l’entità che inizia un movimento o azione — spirituale, mentale, psicologico, fisico, o altrimenti — è responsabile, da allora in poi, della forma delle conseguenze e degli effetti che scaturiscono, e che prima o poi si riverseranno sull’attore che è stato il primo a metterli in moto.
Esiste un sentimento di bellezza matematica che rende all’armonia delle forme e dei numeri, una eleganza geometrica. La Scienza dei Numeri è la Scienza della Forma Geometrica e non possiamo parlare di Geometria Esoterica senza riferirci all’armonia esistente fra entrambe le Scienze.
Le figure geometriche puramente fisiche stanno ai Numeri nella medesima relazione della Materia con lo Spirito — i poli estremi della Sostanza Unica.
Le varie forme geometriche che si osservano, dalla molecola di un cristallo di sale fino all’organismo meravigliosamente complesso del corpo umano, sono tutte strutture nate dalla mente di Colui che geometrizza, il grande Architetto Cosmico chiamato in oriente Viswa-karmam. In sanscrito Viswa significa mondo, karman è azione, creazione. Nei due inni del Rig-Veda particolarmente dedicati a lui, si legge che “sacrifica sé stesso a sé stesso”. La creazione è un sacrificio e implica un Karma.
Il Tempio del cosmo è eretto sulla base di cifre e forme, numeri e sequenze, così comprendendo ed esprimendo la gloria del Signore. Il disegno geometrico, la progressione numerica e la Legge delle Corrispondenze non devono mai mancare per poter comprendere il Proposito e i Piani del Logos, stabiliti prima che i mondi fossero creati e i cui prototipi risiedono sul Piano (stato di materia) Mentale Cosmico.
Sappiamo che le forme geometriche statiche e dinamiche di tutti i corpi nello spazio sono l’espressione di legami elettrici e magnetici cioè di forze ed energie che sono alla base di tutte le forme. L’intero Universo è permeato di “reti geometriche di campi di forza spaziali”.
Le primissime forme della geometria elementare sono essere state suggerite dall’osservazione dei corpi celesti e dei loro aggruppamenti. Quindi, i simboli più arcaici della sapienza Misterica sono il cerchio, il punto, il triangolo, il quadrato, il pentagono, l’esagono ed altre figure piane con diversi lati ed angoli. Le figure a stella, triangolo e quadrato sono presenti in qualsiasi oroscopo – umano, planetario, sistemico e cosmico – costituiscono l’ordito su cui s’intesse la vita dell’Essere in questione. I quadrati o quaternari, si riferiscono all’apparenza materiale o alla forma; le stelle riguardano gli stati di coscienza, e i triangoli lo spirito e la sintesi. Il triangolo è la forma geometrica fondamentale di qualsiasi manifestazione, per i Pitagorici rappresentava l’atomo. I reticoli geometrici universali che sostengono i mondi fenomenici sono intimamente connessi al karma.
La Terra nello spazio traccia geometrie nei cicli composti con il movimento degli altri Luminari: per citare solo le principali, una Croce equilibrante con Mercurio (365/88 gg = 4) accompagnata ad un Triangolo di congiunzioni tra i due ogni anno; una stella costruttiva a 5 punte con Venere; una stella a 12 punte con Giove. Cinque, la stella a cinque punte è riferita all’Uomo, otto è il doppio quadrato che rappresenta i due poli quello del bene e del male, il karma positivo e negativo.
I movimenti di rotazione e traslazione degli astri creano forme geometriche che con la posizione geometrica nel firmamento causano nello spazio quelle condizioni, causa ed effetto, dunque karma solare, planetario ed umano, che producono i nostri particolari stati di coscienza.
Qualsiasi elemento, per piccolo che sia, si trova in relazione elettrica e magnetica con qualche corpo celeste, essendo un punto geometrico attraverso il quale una funzione psicologica, di qualunque natura, avrà l’opportunità di esprimersi. I legami geometrici del microcosmo dipendono da quelli del macrocosmo. Su questi presupposti si basa l’astrologia esoterica. Il destino di qualsiasi essere, qualunque sia la natura della sua specie o gerarchia spirituale, viene inesorabilmente condizionato dalla forma del suo corpo fisico e dalla posizione geometrica che assume all’interno della struttura di cui fa parte.
Il Karma è il risultato della FORMA che assumono e della POSIZIONE che occupano, geometricamente parlando, le infinite vite e coscienze soggette all’incessante divenire dell’evoluzione.
Ogni azione produce una perturbazione e una risposta, cioè un effetto nello spazio, nella veste della Madre Cosmica: l’umanità crea e modifica, forme fisiche, forme emozionali, forme pensiero, che generano effetti, cioè causano negli stati di materia karma, positivo o negativo cioè nel bene e nel male.
L’energia del Pensiero Divino (Dzyu) agisce tramite Fohat, l’Igneo Turbine, la forza cosmica causa il movimento e l’aggregazione della materia. Sette sono i gradi o differenziazioni di materia spaziale, Tre appartengono al divino che vanno sotto il nome di Padre Aether, e Quattro al mondo della forma, anticamente indicati col nome di Elementi: Terra, Acqua, Fuoco, Aria.
Per i quattro stati di materia più densi sono preposti Quattro Signori del Karma, elevatissime entità Angeliche, quali supremi rappresentanti della Legge cosmica di Armonia. I Quattro Signori del Karma precedono la manifestazione ciclica di qualsiasi Universo, essendo situati – esotericamente parlando – in alto ed in basso, a destra e a sinistra di un punto nello spazio e hanno come simbolo la figura geometrica della Croce. Questo costituisce le basi del Quaternario Cosmico.
Il mistero dei Signori del Karma, che sono gli unici a ricevere i propositi della Mente dell’ENTITÀ Cosmica che include nella sua coscienza il nostro Logos solare. Quando dunque il lato esoterico dell’astrologia e della geometria mistica sarà stato studiato e ci sarà un’unione tra queste due scienze, una quantità di luce sarà fatta su questa materia del principio intelligente; quando l’operare interiore della Legge di Causa ed Effetto (la legge che governa tutte le azioni dei Signori Lipika) sarà meglio compreso, allora, e solo allora, i figli degli uomini potranno studiare con profitto il posto che il Manas occupa nello schema evolutivo.
I Signori del Karma la tradizione himalayana li indica come i Lipika, dal termine lipi, “scrittura” cioè Scribi. Essi sono gli Archivisti, i diretti amanuensi dell’Ideazione Eterna — o, come la chiama Platone, del “Pensiero Divino” che imprimono sulle tavolette (per noi) invisibili della Luce Astrale “la grande galleria dei quadri dell’eternità” – un registro fedele di ogni azione e perfino di ogni pensiero dell’uomo; e di tutto ciò che era, è, o sarà, nell’Universo fenomenico. Il Pensiero (manas) è movimento di materia; ed ogni particella della materia esistente deve essere un “registro di tutto ciò che è accaduto. La funzione di questi Esseri è la registrazione e mediante la Grande Legge di Retribuzione, determina ciò che sarà.
Sono identici ai quattro Angeli Registratori della Kabbalah, ai Chitra-Gupta nell’Induismo, ai quattro “Immortali” nell’Atharva Veda e ai Quattro (Tchatur) Mahârâjah o Devarâjâs – i Reggenti dei quattro punti cardinali. Questi Angeli Cosmici nella visione di Ezechiele sono le Quattro Creature Viventi “che somigliano all’uomo”, e che i traduttori della Bibbia chiamano: “Cherubini”, “Serafini” (Esseri di Fuoco). In ebraico Cherubino significa ‘completa conoscenza’ e questi angeli sono chiamati così proprio per la loro squisita sapienza, e quindi venivano impiegati per punire gli uomini. I Quattro Cherubini furono biblicamente rappresentati con i quattro volti di: Leone, Bue, Uomo ed Aquila. Corrispondenti ai quattro elementi alchemici: Fuoco, Terra, Aria, Acqua e ai quattro segni zodiacali, Leone, Toro, Acquario, Scorpione. I quattro volti di Dio.
Il Libro di Dzyan recita: “Un esercito di Figli della Luce sta a ciascun angolo; i Lipika nella ruota mediana” (Stanza V, 4).
I Lipika nella ruota mediana, tra Terra e Cielo, sono posti ai quattro angoli o regioni del cielo e guidano un esercito, una Legione di Esseri Angelici incaricati di guidare e sorvegliare ciascuna rispettiva regione, dall’inizio alla fine di un grande ciclo o tempo. Per ciascun Lipika vi sono tre gruppi principali e ogni gruppo è suddiviso a sua volta in sette sotto-gruppi. Sono i “Guardiani mistici” dei cabalisti cristiani e degli alchimisti, e sono in relazione con il sistema numerico dell’Universo, tanto simbolicamente quanto cosmogonicamente.
I Lipika circoscrivono il triangolo, il primo cubo, il secondo è il pentacolo dentro all’uovo. E’ l’anello chiamato “non passare”. (Dzyan, Stanza V, 6).
I Lipika corrispondono ai Quattro Cherubini. Queste le quattro Forze spirituali, guidano la discesa dell’energia nella materia. Essi delimitano dapprima le Tre Forze dalle quali verrà modificata la Materia, quindi la forma primordiale, rappresentata dal primo cubo. Il cubo è uno sviluppo del quadrato verso la terza dimensione, il “quadrato senza forma” che acquista la “forma”, dando forma e dimensione alla materia indifferenziata. Di seguito generano tutte le altre forze che daranno luogo alla manifestazione nel piano della materia. Il pentacolo dentro l’Uovo Cosmico è la figura geometrica nella stella a cinque punte dentro il cerchio che rappresenta l’anello non passare il limite invalicabile custodito dai Lipika. Sta a significare il numero cinque. I Quaranta (4×10) “Assessori” che, nella regione dell’Amenti, si trovano davanti ad Osiride che leggono il loro rapporto nel Cuore del Defunto come accusatori dell’Anima, appartengono alla medesima classe dei Lipika.
Il seguente brano è tratto dall’opera esoterica sugli Angeli di Vicente Beltran Anglada (1919-1988).
I Quattro Signori del Karma sono:

  • L’Angelo della Morte.
  • L’Angelo della Giustizia.
  • L’Angelo degli Archivi Akasici.
  • L’Angelo della Liberazione.

L’ Angelo della Morte

Ogni attività sviluppata nella vita della Natura che sia collegata con il fenomeno della morte, è governata da questo Signore del Karma. Niente muore e niente si estingue nell’onnicomprensivo seno della Creazione senza che intervenga direttamente questa Volontà esecutrice che distrugge incessantemente le forme consumate in un qualsiasi piano o livello dell’Universo, del pianeta o di ciascuno dei regni affinché sulle loro ceneri possano strutturarsi forme nuove sempre più belle e luminose, nell’incessante ricerca di un archetipo di perfezione. Il lavoro di distruzione affidato a questo Signore del Karma, apparentemente negativo, crudele e spietato – visto dall’angolo unilaterale degli esseri umani – è, tuttavia, eminentemente costruttivo e positivo dal punto di vista esoterico. Infatti, vengono unicamente distrutte le forme vecchie, consumate e cristallizzate incapaci di resistere alla dinamica pressione delle energie della Vita, costantemente rinnovate, che sorgono dal Grande Oceano Creatore.
Il Signore della Morte agisce all’interno dell’Opera occulta della Divinità affinché “il Movimento della Vita di Dio” non si paralizzi mai.

L’Angelo della Giustizia

Questo Angelo porta simbolicamente la Spada del Compimento nella sua mano destra e sostiene la Bilancia della Giustizia degli Atti nella sinistra. Alla sua visione tutto è buono nella vita della Natura: non premia e non castiga, ma si limita al compimento esatto della Legge.
Il Signore della Giustizia estrae una considerevole parte delle Sue energie dal pianeta Giove, il quale in tutti gli annali esoterici, astrologici e mistici è considerato come “Padre di Amore e di Giustizia” e rappresenta nella vita dell’Universo il Suo Logos Solare. Un’altra meravigliosa peculiarità del Signore della Giustizia è in rapporto con “l’Invocazione degli Avatar”, ovvero di Quegli Esseri cosmici che ciclicamente e periodicamente ritornano nel mondo o in altre parti dell’Universo “per far trionfare la Legge e per ristabilire l’Ordine”.

L’Angelo degli Archivi o dei Registri (Akasici)

Questo Signore del Karma viene esotericamente denominato la “Memoria Cosmica”. Questa straordinaria Entità Angelica mantiene in Sé non soltanto il vivo ricordo di tutti i fatti ed avvenimenti che accaddero nel passato, ma anche tutti quelli che avranno luogo nel futuro dei pianeti che costituiscono il nostro Sistema solare.
Questo Grande Signore somministrerà a tutti quelli che siano capaci di stabilire un contatto con la vita di qualcuno dei Suoi Angeli servitori, non soltanto le memorie del passato ma anche l’intuizione del futuro.

L’ Angelo della Liberazione

L’opera di questo Signore del Karma può essere sintetizzata nelle parole “rinnovazione e creazione”, poiché tutta la Sua attività nella vita dell’Universo consiste nell’introdurre le energie di Compimento universale in tutte le cose create ed in tutti gli esseri viventi. In questo modo prepara le condizioni necessarie affinché i Suoi Grandi Fratelli, il Signore della Morte, quello della Giustizia e quello dei Registri Akasici possano stabilire la Legge, l’ordine e la legalità in tutto il Sistema solare.

L’ opera dei Signori del Karma

Prima di tutto vi è da supporre, come base della Creazione e delle sue possibili ripercussioni nell’Ordine evolutivo, l’esistenza di un tremendo ed indescrivibile impulso dinamico proveniente dalla Volontà di Compimento della Divinità, che sorge dalle misteriose viscere universali e crea le precise condizioni affinché il Signore degli Archivi possa registrare il processo. In seguito interviene la Volontà del Signore della Giustizia che cerca la perfezione di tutte le forme create, ed impone un Ritmo in base all’evoluzione delle coscienze che utilizzano quelle forme per manifestarsi.
Quanto questo Ritmo viene scompensato, quando manca l’equilibrio necessario o esiste una notevole resistenza da parte della forma, appare il Signore della Morte che distrugge con i suoi “dardi di fuoco” – come misticamente si dice – quelle strutture incapaci di seguire il Ritmo che la Legge della Giustizia esige e consegna al Signore della Liberazione “i corpi e le anime” delle unità di vita che non poterono resistere al sacro impulso del dinamismo cosmico. Quindi questo Grande Signore, utilizzando adeguati metodi di vibrazione, rinnova quelle forme e, come si dice in antichissimi scritti esoterici, “brucia negli Altari del Cuore Silenzioso del Logos tutti i germi di limitazione esistenti”, creando per le Forme un Sentiero di Redenzione e per le anime un altro confronto di rinnovamento e liberazione. Mentre tutto ciò ha luogo, il Signore dei Registri prende nota del processo.
L’azione primordiale della divinità che delimita se stesso in uno spazio delimitato dal quadrato cioè il Karman è un Sacrificio. In altri termini l’Agnello di Dio che si sacrifica all’inizio del mondo. Il Karma iniziale è il risultato della FORMA che assume e della POSIZIONE che occupa, geometricamente parlando, le infinite vite. Il Quadrato è il risultato di una discesa verticale nella superficie della materia orizzontale, geometricamente due linee perpendicolari.
Secondo la cosmologia indiana l’ordine universale assume una forma antropomorfica l’Uomo Cosmico detto in India Maha-Purusha, nella specie di un grande gigante nel cui corpo rannicchiato con le estremità coincidenti con gli spigoli di un quadrato (in realtà un cubo come la tenda ebraica del Sancta Sanctorum), si distende tutta la creazione. Purusha nella filosofia Sankya è lo Spirito, l’Uomo Divino, in contrapposizione a Prakriti, la Materia. Dal Sacrificio dell’Essere Primordiale Purusha racchiuso nei quattro angoli del cielo, ha avuto origine l’universo, il cui coincide con il “centro” con il suo ombelico (nabha-cakra) i cui confini sono i lati di un Quadrato: il Vāstu-Purusha-Mandala. Purusha è rappresentato con la faccia in giù nel terreno rivolta a nord-est e i piedi a sud-ovest. Migliaia di templi indù e buddhisti sono stati costruiti e progettati sulla base del diagramma architettonico del Vastu-Mandala suddiviso in otto parti da due croci (le diagonali e le mediane) che individuano otto 2×4 punti della bussola, quattro cardinali e quattro intermedi.
Analogamente al Quadrato indù Vāstu-Purusha, in occidente abbiamo il Tabernacolo ebraico, il Sancta Sanctorum Quadrato eretto da Mosè nel deserto, una tenda all’interno della quale si trovava il Santissimo.

“Fa ancora una cortina… e fa cinque colonne … per sospenderla… quattro anelli di rame nei quattro angoli… delle assicelle di legno fine per le quattro parti, Settentrione, Mezzogiorno, Ponente e Levante”.

Clemente Alessandrino negli “Stromata”, e lo storico ebreo Giuseppe Flavio nel quinto capitolo del suo “De bello Judaico”, associano i quattro colori della tenda che separava l’ingresso ai quattro Elementi della tradizione classica.

”Il bisso si riferisce alla terra che dal suo grembo fa spuntare il lino (violetto); la porpora, il mare che si tinge di rosso col sangue di una conchiglia; l’aria deve essere indicata dal giacinto (bianco); lo scarlatto può essere simbolo del fuoco”.

La tenda era fatta con quattro colori diversi, che rappresentavano i Quattro Punti Cardinali ed i Quattro Elementi terrestri. Una quinta colonna era posta come il nabha-cakra di Purusha, al centro del quadrato simbolo dell’Asse del Mondo, che collega la Terra con il Cielo. Unendo i Cinque vertici delle colonne del Tabernacolo si traccia una X, una croce.
Lo Zohar afferma che i quattro elementi Fuoco, Acqua, Aria e Terra corrispondono ai punti cardinali del Nord, del Sud, dell’Est e dell’Ovest.
Dopo che l’Eterno ebbe stabilito i quattro Punti cardinali, il Nord, il Sud, l’Est e l’Ovest … fece i quattro Elementi: il Fuoco e l’Aria, l’Acqua e la Terra, per mezzo dei quali tutte le cose sono state create. Li distribuì come segue: il Fuoco, che è caldo e secco, prese posto al Nord, che è freddo e umido. L’Acqua, fredda e umida, fu posta al Sud che è caldo e secco.

FUOCO – NORD – scarlatto ARIA – EST – bianco
ACQUA – SUD – porpora TERRA – OVEST – violetto

Qui è stata fatta un’inversione. La collocazione corretta in base all’affinità delle caratteristiche (caldo/freddo secco/umido) dei quattro elementi, nei quattro Punti cardinali: Sud-Fuoco, Nord-Acqua, Est-Aria, Ovest-Terra. La Primavera inizia quando il sole entra in Ariete, un segno di Fuoco; che l’Estate inizia quando il sole entra nel segno del Cancro, un segno d’Acqua; che l’Autunno inizia quando il sole entra in Bilancia, un segno d’Aria, e che l’Inverno inizia quando il sole entra nel Capricorno, un segno di Terra. Primavera e Autunno dominate dai due elementi maschili, l’Aria e il Fuoco, e l’Inverno e l’Estate, governate dai due elementi femminili, l’Acqua e la Terra. A Est l’Arcangelo Mikhaël domina l’Autunno, le foglie cadono, i frutti maturi si aprono per permettere ai semi di disperdersi. L’aria, proprio come l’elemento maschile, non assorbe ma diffonde, è attiva, dinamica, trasporta il seme lontano. Il 29 settembre, si festeggia S. Michele Arcangelo, che nell’iconografia viene sempre raffigurato con una spada e una bilancia. Anche a Sud, Raphaël domina una stagione di grande espansione: dopo la lunga pausa invernale, le piante tornano a germogliare, i semi si schiudono, di nuovo il movimento è dal centro verso la periferia. Come il fuoco che sale verso l’alto e si espande se trova materiale infiammabile, così in Primavera, la vita, là dove la terra è fertile, si manifesta ed esplode in tutta la sua bellezza e vitalità.
Le vesti della Madre Cosmica erano in passato simbolizzate nei veli del Dea, come i sette veli di Iside, che forniscono il corpo di manifestazione allo Spirito. Le sacre scritture ebraiche ci dicono Quattro erano i Veli che nascondevano il Sancta Sanctorum. Alla morte del Cristo narrano i Vangeli, si lacera il Velo del Tempio, si citano due veli, ma sappiamo che in origine i Veli del Tempio mobile nel deserto erano Quattro. Giovanni narra che quando ebbero crocefisso Gesù, presero le sue Vesti e ne fecero Quattro parti.
Nell’uomo la tenda ebraica quadrata con i Quattro Elementi, ancorata al suolo è il centro energetico Muladhara il più basso, con quattro petali, i cui vertici tracciano un quadrato.
Dal quadrato interno ai petali escono 8 lance o folgori disposte come la rosa dei venti.
Il Quaternario inferiore è la personalità o l’insieme dei quattro corpi dell’uomo, corpo fisico, veicolo eterico, corpo emozionale, mente inferiore, attraverso cui egli opera con gli Elementi a sua disposizione e crea il proprio karma. Il Quaternario è misteriosamente collegato ai quattro petali a forma di croce del centro energetico Muladhara alla base della spina dorsale. L’unione dei vertici dei quattro petali, descrive un quadrato, che indica la stabilità della forma.
Il Quadrato è la rappresentazione geometrica del Quaternario, è in tutte le tradizioni assimilato alla Terra, che in questo senso diventa l’elemento base di partenza di tutti gli sviluppi successivi, l’insieme «coagulato» di tutti gli elementi che progressivamente troveranno una loro esistenza individuale. Il Quadrato implica, infatti, un’idea di solidificazione e di stabilizzazione, nel tempio indù è fissazione, cristallizzazione dei cicli celesti.
Il Noumenico Numero Quattro per Legge di Corrispondenza ed Analogia che lega fra loro tutti i mondi o tutti gli stati di esistenza è misteriosamente collegato a:

  • Ai quattro elementi conosciuti: Terra, Acqua, Fuoco, Aria, corrispondenti ai quattro piani di materia Fisica, Emozionale, Mentale, Buddhica;
  • Ai quattro veicoli periodici dell’uomo, il quaternario inferiore: corpo fisico, veicolo eterico, corpo emozionale, mente inferiore;
  • Ai quattro punti cardinali: Nord, Est, Sud, Ovest;
  • Alle quattro fasi della Luna: nuova, crescente, piena, e calante;
  • Al quarto Raggio di “Armonia tramite Conflitto”;
  • Ai quattro Regni della Natura: minerale, vegetale, animale ed umano.

I Quattro Elementi, Terra, Acqua, Fuoco, Aria, determinano la nostra via evolutiva dall’elemento fisico, la Terra, a quello emozionale, Acqua, per passare al mentale, Fuoco, e infine giungere all’intuizione divina o chiara visione, Aria.
Nell’uomo il Quaternario inferiore, è misteriosamente collegato ai quattro petali a forma di croce del centro energetico Muladhara alla base della spina dorsale ed è formato dal corpo fisico, veicolo eterico, corpo emozionale, mente inferiore. L’unione dei vertici dei quattro petali, descrive un quadrato, il fondamento, la base su cui è edificata la forma della forma.
I quattro petali del centro basale per la Legge di Corrispondenza ed Analogia esprimono l’energia del quaternario personale o inferiore, ma i piani o stati di materia dove agisce sono solo tre: fisico, emozionale e mentale. Il quarto piano ha come per la Legge di Corrispondenza e Analogia il quarto sottopiano che è un etere del piano fisico, quello più denso. Allora il quarto Elemento l’Aria corrisponde al quarto eterico fisico, cioè al corpo eterico.
I quattro petali del centro basale o Muladhara corrispondono:

  • Alla mente inferiore – Fuoco;
  • All’apparato emozionale – Acqua;
  • Al doppio eterico – Aria;
  • Al corpo fisico – Terra.

I Quattro Maharaja gli agenti planetari del Karma scelgono, per la composizione del doppio eterico, gli elementi adatti alle qualità che devono essere espresse per suo mezzo e questo doppio eterico diviene così uno strumento karmico adatto per l’espressione dell’Ego, perché gli conferisce la base per l’espressione delle facoltà che deve sviluppare e, nello stesso tempo, le limitazioni imposte dai suoi errori trascorsi e dalle opportunità perdute.
In questa croce di quattro corpi si trova inchiodato l’uomo quale «Figlio del Karma». Quattro sono i bracci della Croce. La liberazione dal karma umano si realizza nel momento in cui l’uomo abbandona il braccio inferiore della croce (Elemento Terra) e i bracci orizzontali della croce (Elementi Acqua e Fuoco) che lo tenevano inchiodato e sale libero dai Tre chiodi del karma fisico emozionale e mentale, sul quarto braccio quello verticale superiore (Elemento Aria) ed entra coscientemente nel piano buddhico, o della chiara visione divina. Il numero Quattro, l’Elemento Aria dentro un Universo settenario, occuperà sempre il centro mistico dell’evoluzione e marcherà il percorso di ascesa verso nuove forme superiori di vita.
Alla base della spina dorsale si trova il Centro Basale, Muladhara, il cui nome significa «radice» cioè principio-energia capace di assicurare sviluppo e nutrimento a ogni cosa. Nel centro basale Spirito e Materia, per legge di evoluzione, si congiungono e la vita viene correlata alla forma. È la fonte di vita di tutta la sostanza del corpo, dei tessuti fisici e della materia, ha una funzione di sintesi. È il chakra della Grande Madre, da cui scaturisce ogni essere.
Nell’uomo la tenda quadrata ancorata al suolo con i quattro Elementi, è il centro energetico più basso con quattro petali i cui vertici tracciano idealmente un quadrato, ulteriormente visualizzato nel quadrato interno ai quattro petali. Il numero 4, espresso dai petali del fiore, è il simbolo della manifestazione universale. È l’Essere che si è materializzato. Il Quattro è pertanto tutto ciò che esiste nella realtà fenomenica.
All’interno del quadrato in basso un elefante grigio con Sette proboscidi che simboleggia la stabilità e la solidità della terra. L’elefante in oriente è anche il simbolo orientale della memoria, sembra indicare che i percorsi, gli schemi, le forme lungo le quali la manifestazione (o il corpo) sono qui già «memorizzato», in qualche modo rappresentano un archivio dove possono leggere i Lipika, i Quattro Signori del Karma.
Ai lati del quadrato presiede Brahma il creatore dell’universo, qui rappresentato come un fanciullo. La sua cavalcatura è l’oca bianca. Sul lato opposto la dea Daini, che indica il potere o Shakti, l’energia cosmica femminile, terrificante dea su un loto rosso che si apre all’interno del fiore principale. Daini, risplendente come il sole nascente, vestita di nero, con volto feroce e occhi rossi, ha quattro braccia, simbolo della forza «materializzante», dell’avvenuta caduta dello Spirito nella Materia o meglio, della loro “coagulazione”, come direbbero gli alchimisti.
La Terra è un quadrato, di colore giallo e il suo mantra è LAM. Là risiede Brahma, con quattro braccia, quattro volti, splendenti come l’oro. (Ṣatcakranirūpaṇa, 14-15).
Nel centro del quadrato si trova un triangolo rosso con il vertice rivolto in basso (cioè femminile) che è anche l’inizio del canale energetico Sushumna che sale verso l’alto e rappresenta l’asse della sua vita. Il canale energetico Sushumna contiene al suo interno altri tre canali detti Nadi, abbiamo così il numero quattro. All’interno del triangolo vi è lo swayambhu lingam color fumo, il potere creatore di Brahma. L’imboccatura del lingam, il Brahmadvara, cioè la «Porta di Brahma», la bocca l’apertura di Sushumna è ostruita da Kundalini l’energia della materia, attorcigliata come un serpente intorno alla base della colonna vertebrale poco sotto l’organo sessuale, tre volte e mezzo (la metà di sette), cioè «addormentata». Abbagliante come una folgore e dolcemente «ronzante» come uno sciame di api. Signora degli esseri, ammaliatrice, fonte del suono, confonde il mondo con i suoi giochi illusori. Kundalini viene descritta come una splendida giovane seduta su un leone, con Tre Occhi e Quattro Braccia, in totale Sette.
Il fuoco di Kundalini, di cui tanto si è detto e scritto in Oriente, e in modo crescente anche in Occidente, è in realtà l’unione di quei tre fuochi, focalizzati da un comando della volontà illuminata e per impulso dell’amore, nel centro basale. Il centro energetico situato alla base della spina, con quattro petali o vibrazioni, sintetizza il fuoco di Kundalini e i fuochi di energia polarizzata (prana), che salendo verso la testa lungo la colonna vertebrale nel canale energetico Sushumna, si fondono infine con il fuoco della mente e quindi con il fuoco dello Spirito, producendo così la consumazione del karma.
Nel centro basale il “serpente divino” subisce due trasformazioni: “Si trasforma nel serpente della saggezza”. Il serpente della saggezza si eleva e diventa il drago di luce vivente”.
Come il principio vita “risiede nel cuore”, così la volontà-di-essere in tutte le parti della struttura umana, risiede nel centro alla base della spina.
Il cuore dell’uomo che è considerato la dimora dello Spirito è segnato da una Croce. Quattro cavità inferiori e tre divisioni superiori, per un totale di 4+3 Sette. Il cuore è dunque segnato dal 4 (cavità) e dal 3 (divisioni). Il Chakra energetico del cuore ha 12 petali, tre gruppi di quattro petali 3×4. Il Chakra del Cuore è il Quarto, il Chakra Basale indicato come il primo chakra è il settimo contando dall’alto. Il Chakra basale è di color rosso, il chakra del cuore è verde, colore di acquietamento, di equilibrio, di pace; né caldo, né freddo, dove il giallo oro della terra e il blu del cielo si congiungono.
Non sarà quindi un caso se il centro di forza Muladhara, alla base della colonna vertebrale, ha la forma di un loto a 4 petali racchiusi in un quadrato, e le cui diagonali tracciano la forma geometrica della Croce; e che il Quarto chakra Anahata, del cuore, ha forma di un loto con 12 petali racchiusi in un dodecagono, e le cui diagonali tracciano geometricamente di tre croci, che karmicamente alludono alle tre croci sul Monte Calvario.
La parola Anahata del chakra del cuore è l’unione di an- (non), e āhata (battuto), il suono che nasce senza dover percuotere due oggetti, a significare che in questo luogo vicino al cuore lo yogin sente per la prima volta il divino suono (voce) di Brahman.
Il centro alla base della spina dorsale ha una funzione peculiare. È la fonte di vita di tutta la sostanza del corpo, dei tessuti fisici e della materia, ha una funzione di sintesi. Questo centro con quattro petali o vibrazioni, a forma di croce situato nel punto più basso della spina dorsale. Le due croci ruotate di 45° formano una X. Entrambi i centri (cuore e base spinale) sono in relazione con la forza vitale e sono segnati da una croce.
Il Centro o Chakra Muladhara alla base della spina dorsale ha nel suo simbolo il loto ardente di color Rosso a quattro petali, al cui vi è un Quadrato, e un elefante, simbolo della materia, con “Sette proboscidi”, che simboleggiano le sue sette suddivisioni o i sette stati della materia.
Sulla schiena dell’elefante appoggia il canale terminale di Sushumna col triangolo col vertice in basso come la punta di una lancia. In questo centro vi è una potente manifestazione delle due polarità, poiché i petali del centro che è sede di Kundalini, ed il fuoco o vitalità che li anima, sono negativi e positivi nel reciproco rapporto. Da questo centro originano le tre lunghe correnti d’energia che salgono e scendono lungo la colonna vertebrale. In uno di questi tre canali Pingala fluisce l’energia che alimenta la materia (Madre). Un altro, Ida è connesso al sentiero della coscienza e allo sviluppo della sensibilità psichica (Figlio). Il terzo centrale Sushumna è la via dello Spirito puro (Padre).
Nel Chakra basale Quattro petali o vibrazioni e Tre correnti di energia. Nel cuore fisico Quattro camere di vita e Tre diramazioni da esse. La somma del Tre con il Quattro fornisce il Sette. Per Pitagora il numero Sette è il “Veicolo di Vita”, in quanto contenitore della Vita stessa essendo un Quaternario, la base il contenitore, più una Triade, lo Spirito la Vita che anima la Materia.
La Crocifissione Cosmica ha a che fare con il Mistero del Primogenito che per manifestarsi si sacrifica e viene ucciso nella Croce della Materia donando la sua Vita per infondere Coscienza alla manifestazione. Egli personifica l’immolazione o il sacrificio dello spirito sulla croce della materia, della forma o sostanza, affinché tutte le forme divine, compresa quella umana, possano. Vivere.
Il dramma della crocefissione cosmica trova compimento nella crocefissione terrena. Sul Monte Calvario, Cristo al termine della sua manifestazione terrena Cristo fu inchiodato su una Croce. Prima di spirare un raggio di Luce folgorante precipitò su di Lui, e pronuncia delle parole sacramentali (grande Mantram), apparentemente diverse da ogni evangelista.

“PADRE NELLE TUE MANI RACCOMANDO IL MIO SPIRITO” (Luca 23, 46).

Otto (2×4) Parole. Sintetizzate nella quadrupla formula riportata nel più misterico dei Vangeli: “TUTTO E’ STATO CONSUMATO” oppure OGNI COSA È COMPIUTA (Giovanni 19, 30). Quattro Parole.
Alla morte del Cristo narrano i quattro Vangeli, si lacerò il Velo del Tempio. Si citano due veli, ma i Veli del Tempio mobile di Mosè nel deserto erano Quattro. Giovanni precisa che quando ebbero crocefisso Gesù, presero le sue Vesti e ne fecero Quattro parti. Il Velo, le Vesti sono i nostri rivestimenti materiali.
A cosa alludono le ultime parole di Cristo “tutto è stato consumato”? Si riferiscono alla redenzione o sublimazione della sostanza e alla liberazione della luce contenuta in essa, perché portano a compimento il Piano divino di Redenzione, Armonia ed Equilibrio. Cristo dopo aver pronunciato le parole: “Padre nelle tue mani raccomando il mio Spirito” muore nel corpo. Libero dai Tre chiodi del karma fisico emozionale e mentale, misticamente sale sul quarto braccio della croce quello verticale superiore privo di chiodi.
La Chiesa afferma che Cristo tolse i peccati al mondo, ma in quella occasione Cristo consumò occultamente del karma planetario riferito ai tre stati di materia mentale, emozionale, fisico (i peccati), che impedivano il processo di redenzione o di eliminazione del karma del genere umano. Egli consumando il karma porta equilibrio nella materia caotica, e diviene un punto di riferimento, Luce nel Mondo, per gli uomini la cui mente è oscurata da paure, desideri, avidità, oppressione, che nel mondo sono in balia del karma da loro creato.
La Crocifissione di Cristo fu un evento con implicazioni planetarie, i tre corpi materiali di Cristo furono “consumati” cioè resi radianti, lasciando soltanto l’immagine del vivente Uomo Celeste con le braccia distese nello spazio, nel quarto Elemento l’Aria, cioè la sostanza della chiara visione. Il Cristo libero dai chiodi della materia inferiore cosmica si eleva in direzione nord, a sud, e stende le sue braccia a est e a ovest, su quella che viene chiamata la “Croce Fissa dei Cieli”.
L’uomo alla quarta iniziazione detta crocefissione, si eleva come il Cristo sui tre mondi materiali per dimorare come coscienza nel quarto stato di materia detto in oriente Buddhico e in occidente Cristico.
Il destino finale del karma «dentro e fuori dell’Universo» è la perfezione di tutto ciò che esiste. Il bene e il male che si producono come causa ed effetto degli attriti, assumono ora un significato chiave: «energia», cioè la potenzialità di un proposito divino che vince la resistenza offerta dalla sostanza materiale, che gli serve da veicolo, riportandola progressivamente allo stato di purezza verginale, radiante, luminosa.
La potenza dei numeri Quattro (il Karma) e Tre (lo Spirito) che ci accompagna durante la nostra esistenza e la nostra ascesa, numeri che ritroviamo nell’evento planetario del Monte Calvario.
Sul Monte Calvario quello della morte simbolica dell’anima nella carne, Tre Croci, ognuna composta di Quattro bracci. Tre erano i discepoli sul monte furono presenti alla Trasfigurazione del loro Maestro. La croce posta al centro del Monte Calvario era occupata dal Cristo, quale eterno simbolo dell’anima superiore dell’uomo crocefissa con Tre chiodi nella forma. I chiodi erano con testa quadrata e sezione triangolare, di nuovo il quattro e il tre.
Ai lati della Croce centrale di Cristo si ergono le croci del ladro buono a destra, e del ladro cattivo a sinistra. La Croce sulla destra simbolizza l’aspetto solare, o polo positivo, quella sulla sinistra l’aspetto lunare, o polo negativo. La Croce centrale rappresenta l’equilibrio.
Nell’uomo al centro di forza alla base della spina vi è una potente manifestazione delle polarità, poiché i quattro petali sono due negativi e due positivi nel reciproco rapporto. È il centro da cui originano le Tre lunghe correnti d’energia: Ida, Pingala e Sushumna che salgono e scendono lungo la colonna vertebrale. . In uno di questi tre canali Pingala fluisce l’energia che alimenta la materia (Madre). Un altro, Ida è connesso al sentiero della coscienza e allo sviluppo della sensibilità psichica (Figlio). Il terzo centrale Sushumna è la via dello Spirito puro (Padre).
Applicando la legge dell’analogia, le tre croci del Monte Calvario corrispondono nell’uomo ai canali Ida e Pingala, ai due serpenti di Fuoco che abbracciano il canale centrale Sushumna e ascendono dal centro basale, mentre per il Cristo sul Monte Golgota ascendono dalle viscere della Terra, alle croci dei due ladroni quali componenti dell’Albero del Bene e del Male posizionato al centro dell’Eden.
L’uomo, Figlio della Madre Terra con Padre Celeste, nella sua ascesa interiore partendo dal centro basale, il regno della Madre simbolizzato da Kundalini, per giungere a quello della sommità della testa, al regno del Padre, passa attraverso gli Elementi che compongono il suo corpo, equilibrando con reti energetiche triangolari volta per volta le due energie opposte, rendendo gli elementi del suo corpo ad imitazione del Cristo sempre più radianti, e alla fine dell’ascesa può anch’egli affermare “tutto e’ stato compiuto”.
Il discorso karmico per l’uomo è valido nei rapporti reticolari di causa ed effetto che legano gli individui in gruppi e nazioni. Ecco perché oltre al karma individuale vi è anche un karma di famiglia, di gruppo, di etnia, di nazione e planetario, perché in Lui viviamo, ci muoviamo e siamo.
La creazione è opera del Terzo aspetto della divinità, lo Spirito Santo, Brahma, l’Intelligenza Cosmica, l’Anima Universale del Mondo, il Noumeno Cosmico della materia, la base delle operazioni intelligenti della Natura. Il Principio della Mente Universale chiamata in oriente Mahat, irradia, cioè produce il Principio pensante Manas, che nel mondo della forma si polarizza, diventa duale, una parte guarda verso il Padre Spirito, l’altra guarda in basso verso la Madre Materia. Questi due aspetti di Manas sono detti Mente Astratta e Mente Concreta.
Sui livelli cosmici Manas, la Mente Astratta, è l’agente grazie al quale la Divinità formula i Suoi piani ed i Suoi disegni. Questi piani e disegni si cristallizzano nel corso dell’evoluzione in forme concrete per mezzo dell’aspetto mente concreta. Abbiamo dapprima il concetto astratto, un modello, poi il mezzo che provvede alla manifestazione nella forma, infine la forma che viene costruita per mezzo del principio del Manas. La manifestazione è l’incarnazione nella forma di una concezione cosmica, e la sua espressione nella forma concreta. Il Manas o intelligenza sarà il fattore fondamentale del processo ed il mezzo con cui vien fatto il collegamento tra l’astratto ed il concreto.
Come in alto così in basso l’uomo a sua volta è un creatore che utilizza la mente per formulare progetti. Come l’uomo pensa, tale egli è; i suoi pensieri governano i suoi desideri e le sue azioni, e così ne consegue il futuro. Egli crea da sé il karma che ne risulta.
La Mente Manas è quella facoltà discriminante che utilizza uno specifico stato della materia spaziale una materia radiante, fredda, diatermica, plastica, creatrice nella sua natura fisica, correlativa nelle sue parti e nei suoi aspetti più grossolani, immutabile nei suoi principi superiori. Questa materia è uno dei Sette Veli della Veste della Madre Cosmica.
Quando un’entità agisce, attraverso un flusso di energia, questo ha impatto sull’ambiente circostante, la natura, in altre parole, reagisce contro l’impatto. Il Fuoco della Materia è il fuoco dinamico del moto, che mantiene in attività ogni atomo di materia. Il Fuoco della Mente è l’impulso coesivo ed il proposito che sospinge le forme (costruite con materia attiva) lungo sentieri predeterminati. Di conseguenza è impulso karmico, causa originante e volontà operante. Manas e proposito intelligente sono praticamente sinonimi. La combinazione del flusso di energia e della natura che reagisce a questo impatto — è ciò che è chiamato karma, essendo una combinazione di due fattori.
Manas è il Quinto stato o piano di Materia, il Maestro D.K. ci informa che il Cinque, la totalità del Manas, la Stella di Brahma. Il Terzo Raggio esprime l’energia di Brahma, l’intelligenza Attiva, cioè Manas. La fusione dei Quattro Raggi di attributo con il Terzo Raggio crea la stella a Cinque Punte quella di Brahma o del Manas. Brahma è il Signore Cosmico dell’Attività Intelligente ed è in relazione con il III Piano Cosmico. L’Uomo è una stella a cinque punte o un Pentagono. Brahma è anche descritto con cinque facce o cinque teste (Panchasya).

  • Il Signore Cosmico dell’Intelligenza Attiva (verde).
  • Il Signore Cosmico dell’Armonia e dell’Arte (giallo).
  • Il Signore Cosmico dell’Intelligenza Concreta (arancione)
  • Il Signore Cosmico dell’Idealismo Astratto o Devozione (rosa)
  • Il Signore Cosmico della Magia Cerimoniale (violetto)

I Cinque Uomini Celesti sono stati chiamati i Cinque Figli nati dalla Mente di Brahma. Essi sono la vita dei Cinque Piani inferiori, e la Loro sfera d’influenza principale è sulla divisione inferiore, o terza divisione dell’universo manifestato, ossia sui Piani Quinto Sesto e Settimo: Mentale, Astrale e Fisico. Questi Cinque Signori Cosmici formano la stella a Cinque punte di Brahma, il suo quintuplice aspetto. L’individualizzazione della grande Entità cosmica che chiamiamo Brahma, ed i Quattro costituirono il contenuto del Suo corpo. Questi Cinque Signori Cosmici svilupparono il Manas nel sistema solare precedente.
L’allegoria dei volti di Brahma il creatore dell’universo indica che il Dodecaedro, la figura dell’universo è delimitata dai Pentagoni. La filosofia misterica afferma che l’universo è costruito simmetricamente utilizzando come modello pentagoni regolari, che uniti tra loro forma ovviamente un Dodecaedro, il modello geometrico imitato dal Demiurgo nella costruzione dell’universo materiale. “Il Dodecaedro giace celato nel Cubo perfetto”, dicono i cabalisti. Secondo Platone, la più elevata Divinità costruì essa stessa l’Universo nella forma geometrica del Dodecaedro, ed il suo “Primogenito” nacque dal Caos e dalla Luce Primordiale.

Fonte: Sapienza misterica

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