La maledizione del limone

Il limone, con il suo profumo, la bellezza della sua zagara (il fiore), le sue qualità salutistiche e la sua particolare acidità, è da sempre uno degli elementi portanti della magia popolare dell’area mediterranea.
Su questo blog trovate già un rituale per riottenere le attenzioni di un vostro Ex, piuttosto efficace, che vede il limone come protagonista; oggi vi illustro come utilizzare questo agrume per inviare una potente esplosione di energia funesta a chi vi è avversario o nemico, portandogli sfortuna e crisi.
Gli esiti di questa pratica, secondo la tradizione, sono ad azione immediata ma nel contempo di breve durata….in poche parole costituisce quello che potrei definire ‘una botta e via’.
Se volete realizzare questo ‘esagono’ recuperatevi il seguente materiale:

  • Un limone
  • Un coltello
  • Un pezzo di carta e una penna nera o rossa.
  • Zenzero (potenzia ed accelera l’incantesimo)
  • Un peperoncino o del pepe nero
  • Un ripiano che possa farvi da supporto / altare.

Questa maledizione ‘della strega (o dello stregone)’ era spesso realizzata in cucina, cosa che vi consiglio anch’io di fare, se potete (essenzialmente per non imbrattare il vostro solito posto di lavoro).
Come tutti i rituali che derivano dalle tradizioni agresti e popolari non c’è bisogno di amplificare la pratica chiamando a se forze spirituali..bastano rabbia e convinzione.
Questo piccolo rituale non richiede giorni o lunazioni particolari…va fatto quando ne sentite l’impellente bisogno, magari approfittando delle energie della notte.
Vi assicuro che, a parte l’efficacia, questa pratica vi ‘manderà a stare meglio’ e a riposare molto più tranquilli se i rapporti con la vostra ‘vittima’ vi ossessionano.
Prima di tutto scrivete il nome del destinatario della vostro rituale su un foglietto utilizzando una penna nera o rossa; realizzerete quello che, in termine stregonesco, viene chiamato ‘taglock’
Ora appoggiatevi sul vostro ripiano e, utilizzando il coltello, tagliate a metà il limone.
Infilategli in mezzo alla polpa il foglietto, lo zenzero ed il peperoncino.
Ora chiudete le metà meglio che potete, ricomponendo il limone.
Ed ora sfogate tutta la vostra rabbia!!! Prendete il coltello e fate a pezzi completamente il limone…sminuzzatelo e trituratelo; potete esprimere epiteti a gran voce rivolti alla vostra ‘vittima’ o inveirci contro.
Lasciate che l’acido del limone esca e simboleggiando la vostra rabbia che si espande e colpisce.
Quando avete speso quasi tutte le vostre energie negative, fermatevi un attimo e respirate profondamente; ricomponetevi e recuperate la vostra tranquillità.
Potete chiudere il tutto rivolgendo un pensiero / preghiera alla vostra forza spirituale di riferimento.
Questo esercizio di canalizzazione dell’ira, potete farlo e ripeterlo tutte le volte che ne sentite la necessità; nonostante possa sembrare, in apparenza, di semplice realizzazione posso assicurarvi che è molto efficace e va dritto al segno.
Al termine pulite il tutto, buttando i resti nell’organico o in natura.

Seguimi!!

14 pensieri riguardo “La maledizione del limone

  1. Blu Sky ha detto:

    Lo zenzero e il peperoncino devono essere in pezzi o in polvere? Grazie

  2. Blusky ha detto:

    Giovedì sera ho fatto questo rito, ma il destinatario non ha avuto il ben che minimo effetto eppure di rabbia ne ho messa tanta,tanta, tanta

    1. Haimi Rem ha detto:

      La magia esoterica, come più volte ho detto, è anche l’arte del saper aspettare e della pazienza…
      Non possiamo pensare che gli effetti di una nostra pratica possano essere immediati (a volte succede, ma molto di rado).
      La tradizione consiglia di attendere sempre e comunque almeno una lunazione per vedere quello che succede.

  3. Sere ha detto:

    Se faccio questo rituale io che conseguenze potrei avere? Devo usare il cerchio magico di protezione? Per limone tagliato si intende inciso o tagliato a metà ? Come ricchiudo il limone dopo tagliato? Uso uno spago? Posso usare spezie essiccate (peperoncino) e omettere zenzero che non ho?

    1. Haimi Rem ha detto:

      I cerchi di protezione sono necessari, secondo la tradizione, solo se si invitano, per darci un aiuto, forze spirituali. Il discorso sui cerchi di protezione (possono essere anche cerchi d’inclusione) è molto complesso e richiede approfondimenti a parte.
      Di norma i rituali di magia esoterica, presenti su questo blog (incluso questo), non li richiedono.
      Il limone va tagliato e poi ricomposto meglio possibile (poi va distrutto.. la cosa è simbolica) non serve che sia unito perfettamente e nemmeno legato….
      Si, in questo caso il peperoncino al posto dello zenzero ci può stare.

  4. Giorgina ha detto:

    Posso farlo domani? Anche se siamo ancora nel l’energia della luna piena? È pericoloso per me? Devo purificarmi dopo?

    1. Haimi Rem ha detto:

      Cito una parte dell’articolo che mi pare risponda in modo esauriente alle sue questioni:

      “Come tutti i rituali che derivano dalle tradizioni agresti e popolari non c’è bisogno di amplificare la pratica chiamando a se forze spirituali..bastano rabbia e convinzione.
      Questo piccolo rituale non richiede giorni o lunazioni particolari…va fatto quando ne sentite l’impellente bisogno, magari approfittando delle energie della notte.
      Vi assicuro che, a parte l’efficacia, questa pratica vi ‘manderà a stare meglio’ e a riposare molto più tranquilli se i rapporti con la vostra ‘vittima’ vi ossessionano.”

  5. Melania Salvini ha detto:

    Buongiorno, posso inserire più di un destinatario nel rito? grazie

    1. Haimi Rem ha detto:

      Se i destinatari del rito sono in qualche modo legati fra loro (sono una coppia o due amici, per esempio ) si, in quanto l’intenzione rivolta ad essi può essere comune; nel caso contrario bisogna fare un rituale per ogni persona a cui si vogliono destinare le nostre intenzioni.
      Nessuno vieta, se si hanno le energie necessarie, di fare più rituali nella stessa sezione di ‘lavoro’.

      1. Melania Salvini ha detto:

        Perfetto, la ringrazio

  6. Riri ha detto:

    Chiedo consiglio e aiuto per un rito. Da decenni subisco vessazioni (a dir poco) da parte della sorella del mio fidanzato, una persona cattiva e invidiosa, che crea situazioni orribili. Nella vita è stata allontanata da tutti, quindi sono rimasta l’unico oggetto del suo odio. Non posso non averci a che fare purtroppo. Non vuole che io mi crei una famiglia col fratello, non vuole che io abbia cose positive, vuole solo il mio male. Non sto a spiegare tutta la faccenda perché è difficile, ma sta addirittura tramando affinché io non abbia figli. Trama cose orribili contro di me continuamente. E mi diffama, diffama accusandomi di cose orribili, io non ho più una nominata perché persone che nemmeno mi conoscono hanno saputo da lei cose orrende e non vere su di me. Ad aiutarla ovviamente ci sono la madre e il padre, che sono completamente manipolati da lei e fanno tutto ciò che lei dice. Tutta questa situazione mi sta creando gravi problemi di salute e questo non lo voglio. Voglio che tutto quello che mi fa subire le torni tutto indietro. Pratico magia ma non lo faccio senza pensarci, questo è frutto di un lungo pensiero e qui ne va della mia salute, il mio istinto di autoconservazione ha la meglio su eventuali etiche. In tutta franchezza non mi interessa se soffrirà, ma deve provare tutto quello che negli anni ha fatto subire a me. Non mi ha risparmiato bullismo e altri atti vili neanche in situazioni gravi davanti alle quali tutti farebbero un passo indietro. È consono questo rito o c’è altro? Il mio scopo è ripagarla con la stessa moneta. Non è cattiveria, è difesa. Chiedo anche come proteggermi affinché io non abbia conseguenze. Ho già patito troppo.

    1. Haimi Rem ha detto:

      Comprendo la stanchezza, la rabbia e il senso di accerchiamento che traspaiono dalle sue parole. Quando una situazione dura da anni, coinvolge la famiglia, mina la reputazione e arriva a intaccare la salute, è naturale sentire che l’istinto di sopravvivenza prenda il sopravvento. Questo non la rende una persona “cattiva”: la rende una persona ferita che sta cercando di difendersi.
      Detto questo, sento però il dovere di essere molto chiaro con lei e mi scuso immediatamente se le mie parole le sembreranno eccessivamente franche.
      Il rituale “La maledizione del limone” non è adatto a una situazione come la sua, non perché il suo dolore non sia legittimo, ma perché è un rituale attivo di aggressione energetica, e quando l’avversario è qualcuno con cui si è forzatamente in relazione (famiglia, ambiente condiviso, legami indiretti), questo tipo di lavoro tende quasi sempre a prolungare il legame, non a scioglierlo. In pratica: invece di chiudere il ciclo, lo alimenta.
      Inoltre, quando si lavora spinti da anni di accumulo emotivo e da una sofferenza reale, il rischio non è “etico”, ma energetico e psicologico: si rimane agganciati alla stessa vibrazione che ci ha già logorati. E lei, mi sembra, ha già pagato abbastanza. Se il suo obiettivo è l’autoconservazione, tutela della salute, cessazione delle vessazioni e neutralizzazione del danno, allora la strada più efficace, secondo il mio personalissimo parere, non è la vendetta
      Esistono pratiche molto più adatte al suo caso: rituali di blocco, di specchio, di ritorno all’origine senza intenzione di sofferenza, e soprattutto lavori di separazione forzata dei destini, che fanno sì che l’energia dell’altra persona non possa più raggiungerla né influenzarla. Questi lavori non “puniscono”, ma impediscono di nuocere, ed è una differenza fondamentale.
      Lei chiede anche come proteggersi da eventuali conseguenze: questa è una domanda intelligente e necessaria, e dimostra che non sta agendo alla cieca. La protezione non è un accessorio, è il fulcro del lavoro. Senza una protezione solida e reiterata nel tempo, qualsiasi rito aggressivo diventa un boomerang emotivo prima ancora che energetico.
      Prima di qualsiasi lavoro più strutturato, però, c’è un passaggio che considero imprescindibile: far sbollire la situazione. Quando le acque sono così cariche di rabbia, paura e dolore accumulato, qualunque atto rituale rischia di essere solo una valvola di sfogo, non una soluzione. E lei non ha bisogno di sfogarsi: ha bisogno di ritrovare spazio, respiro e lucidità.
      Il primo vero atto di difesa, in questi casi, è raffreddare il campo, interrompere l’escalation, ridurre la pressione emotiva ed energetica. Solo quando l’onda si è abbassata è possibile intervenire in modo efficace, senza rimanere intrappolati nello stesso circuito che ha causato il danno.
      Non la consideri una resa, né una minimizzazione di ciò che ha subito. È buon senso operativo: si spegne l’incendio prima di ricostruire.
      Da lì in poi, ogni passo può essere valutato con maggiore chiarezza, e soprattutto senza continuare (e qui mi pare giusto ripetermi) a pagare un prezzo che non le spetta più. Questo percorso dovrà essere ben calibrato, valutando una cosa per volta. La prima cosa da fare, ora, se devo darle un consiglio è questa: mettere distanza, ‘abbassare la temperatura ‘e proteggersi, amandosi.

  7. Cla ha detto:

    Salve. Sono molto arrabbiata nei confronti di una persona che mi ha fatto molto male e ho bisogno di sfogare tutto il dispiacere che ho dentro perché trattenere le emozioni mi fa solo che male. E consigliabile fare questa pratica?

    1. Haimi Rem ha detto:

      Salve, capisco benissimo il suo stato d’animo. Quando subiamo un torto e veniamo feriti, la rabbia è una reazione assolutamente sana, e ha ragione: trattenere le emozioni e reprimerle fa malissimo al corpo e allo spirito.
      Tuttavia, Le sconsiglio vivamente di eseguire questa o altre pratiche magiche in questo esatto momento. In esoterismo (così come in psicologia), agire mentre si è dominati da una rabbia accecante è molto pericoloso. La magia non è un contenitore per lo sfogo emotivo. Se opera mentre è travolta dal dispiacere e dal rancore, quell’energia caotica non colpirà il bersaglio, ma infetterà il rito stesso, legandola a livello energetico ancora di più alla persona che le ha fatto del male. Invece di liberarsi, rischierebbe di ‘avvelenarsi’ (mi passi il termine) da sola.
      Il mio personale consiglio è questo: sfoghi la sua rabbia prima, e in altri modi. Ad esempio, scriva tutto ciò che prova su un foglio e poi lo bruci, si conceda di piangere, faccia una corsa, svuoti quel ‘contenitore’ emotivo in modo fisico e materiale.
      Solo quando l’onda della rabbia sarà passata e sarà tornata a uno stato di lucidità, freddezza e centratura, si chieda se desidera ancora eseguire il rito. Spesso, una volta ritrovato il proprio centro, ci si rende conto che la vera magia è tagliare del tutto i ponti, senza disperdere altra nostra energia preziosa per chi non lo merita.

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