I primi passi nella magia.

Questo che vi propongo, ritengo che sia proprio l’articolo che mancava a questo blog.
È da un bel po’ di tempo che volevo realizzare, miei cari lettori, una piccola e semplice introduzione alla magia esoterica, contenente tutte le istruzioni per cominciare ad avvicinarsi alla pratica base.
Oggi scartabellando fra i miei appunti ho trovato questo bellissimo articolo scritto da Luca Ariesignis Siliprandi un paio d’anni fa; lo condivido con piacere, sicuro che quanto scritto rappresenti un ottima guida per chi vuole fare i primi passi nella pratica della magia esoterica.
Questo articolo è pubblicato anche sul sito della Congrega F.d.R. che si ispira ai valori Wicca tradizionali. Vi assicuro che merita una visita; troverete diversi articoli ben fatti e accessibili a tutti quelli che vogliono conoscere i movimenti neo-pagani di ispirazione Wiccan, la loro filosofia e la notevole ricchezza culturale che condividono.
Buona lettura.

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Se vuoi più magia nella tua vita, c’è un unico modo: falla. Come abbiamo scritto diverse volte, fare incantesimi senza aver compreso il significato dell’approcciarsi a un rituale è un poco come sperare di risolvere una equazione di secondo grado a sei anni (anche per questo esistono i Gruppi di Studio!), ma da una qualche parte si deve pur sempre cominciare, no?
Per prima cosa devi credere in te, ATTENZIONE: non significa raccontarsi favole su super poteri, doni, nonne magiche e polverosi testi antichi; significa, più semplicemente e realisticamente, essere consapevoli che ognuno di noi ha la possibilità di fare magia, anche tu.
Per di più, è una questione di esperienza e allenamento.
Anche le persone con le più grandi doti e talenti naturali, nulla possono senza esercizio e dedizione.
Premesso che qualche buon libro per andare oltre alle cose più banali è sempre opportuno, iniziamo dunque con alcune cose semplici: il momento, il modo e le corrispondenze.

Il momento

La riuscita di un incantesimo non può prescindere dal momento in cui lo si fa, ovvero dal momento astrologico. Le Streghe, i Maghi e gli Stregoni più versati in astrologia controllano l’intero cielo, verificando posizione dei pianeti rispetto ai segni zodiacali e mille altre cose.
Trattandosi questo di un contributo dedicato a chi inizia, ci limiteremo per ora a considerare un solo aspetto, il più noto: la Luna.
Le fasi lunari indirizzano l’agire magico in modo potentissimo.
Inutile chiedere “accrescimento” (di qualunque cosa) in luna calante… ma vediamo più in dettaglio:

  • Luna crescente: Giovinezza, crescita, incremento
  • Luna piena: Maturità, pienezza, potere
  • Luna calante: Vecchiaia, termine, saggezza
  • Luna nuova (ossia nera, assente): Morte/rinascita, cambiamento drastico, rinnovamento

Il significato magico delle fasi lunari ci porta immediatamente a capire a quali incantesimi si possano prestare. Proviamo a farne un breve e semplice elenco:

  • Luna crescente: Ogni incantesimo che lavori a favore di un incremento anche inteso come “germinazione” di una situazione nuova che deve arrivare o affinché possa consolidarsi qualcosa di nuovo
  • Luna piena: Ogni incantesimo che vada a consolidare l’esistente o lo potenzi (anche in termini di salute, economicamente etc.). Anche purificazione
  • Luna calante Ogni incantesimo che lavori sul portare a conclusione uno stato di fatto o che voglia intervenire rispetto a una diminuzione, riduzione etc.
  • Luna nuova (ossia nera, assente) Ogni incantesimo che lavori sulla chiusura di una situazione, su un cambiamento anche in senso drastico e di rinnovamento in senso profondo

Come si diceva, la Luna è la guida più nota, ma non l’unica, anzi! Anche senza scendere troppo nel dettaglio, lo schema proposto si presta, con i medesimi significati e usi a individuare la stagione dell’anno o il momento del giorno più consono a una particolare operazione magica.

La tecnica

Esistono decine e decine di tecniche per “confezionare” un incantesimo. Le più note e semplici (nonché efficaci) provengono dalla magia naturale e/o dalla magia simpatica. Potenzialmente, ognuna si presta a ogni necessità, ragion per cui ciascuna è in grado di ottenere quanto otterrebbe l’altra e viceversa.
Anche se questo è vero, ogni tecnica tende a funzionare meglio su alcuni ambiti.
Vi propongo le tre più conosciute:

  • Magia delle candele: forse la più generica, una sorta di ‘passepartout’ e che, proprio per questo, è però poco ‘specialistica’. A questo limite si ovvia abbinandola spesso ad altre tecniche.
  • Magia delle corde e dei nodi: fissare o rompere situazioni, legamenti, stabilire un percorso di accadimenti
  • Magie delle erbe/pietre: guarigione/cura propria o altrui, lavoro spirituale individuale

Più che il metodo che utilizzerete, conta come questo sarà adeguato allo scopo ossia, ovviamente, sulla base del tipo d’incantesimo, sarà necessario utilizzare le corrispondenze adeguate.

Le corrispondenze

Anche nel caso delle corrispondenze ci troviamo d’innanzi a una miriade di possibilità, ognuna delle quali meriterebbe studi singoli approfonditi.
Noi, però, prendendo spunto dalla magia delle candele, ci limiteremo a parlare di una sequenza di corrispondenze fra le più semplici e al contempo utili dal punto di vista pratico: i colori.

  • Nero – Associato a Saturno. Materialità, corporeità (per questo alle volte usato in rituali di guarigione), interiorità, riposo, distacco, stabilità, la responsabilità. Opportunamente considerato, può trovare utilità anche in rituali di bando e protezione nonché per propiziare una trasformazione (spesso in associazione alla Luna Nuova).
  • Verde – Associato a Venere. Fertilità, crescita, creatività, bellezza, incremento, fortuna, prosperità (anche in termini di benessere fisico o denaro, per cui però è spesso preferito il colore oro). Ma anche amore (in senso lato perché, per tratti più passionali si preferisce il rosso o, per aspetti sentimentali il rosa). Protezione da invidia e gelosia. Rigenerazione dalle ferite emotive.
  • Giallo – Associato al Sole (ma anche all’elemento Aria). Felicità, conoscenza (specie intuitiva) intellettuale, energia e vigore (meno dell’arancio e del rosso) in senso di apertura al nuovo. Frequentemente utilizzato per rituali volti a far rifiorire o avviare attività lavorative e artistiche.
  • Arancione – Associato a Mercurio ma con tratti molto solari. Quindi, intraprendenza, espansione, vitalità, essere energici (contro la stanchezza). La vitalità, senza la forza “violenta” del rosso. Punto di equilibrio tra il giallo (Sole, mente-intelletto) e il rosso (sangue-vita, mondo dei sensi), Ottimismo, indipendenza, superamento d’inibizioni e condizionamenti.
  • Rosso – Associato a Marte. Da intendersi, qui, come energia vitale (dirompente), amore (come passione e sessualità), coraggio, forza. Impulso, desiderio nelle sue più diverse forme elementari e istintive. Spesso usato come catalizzatore e in associazione ad altri colori. Stimola anche la combattività (con toni piuttosto aggressivi) ed è anche per questo che assieme al nero è spesso utilizzato in rituali di protezione.
  • Viola – Associato alla Luna e all’Etere. Spiritualità, devozione, meditazione, sapere spirituale, idealità. Agisce principalmente sui piani spirituali energetici più “alti”, anche in termini di protezione. Intensifica i poteri psichici e di connessione con i reami astrali. In quest’ultimo senso è anche utilizzato, all’opposto, per ridurne l’influenza quando indesiderata. Espansione forza interiore e spirituale.
  • Blu – Associato tradizionalmente a Giove, ha tuttavia un più forte legame con l’elemento Acqua che a Giove, in un qualche modo estraneo. Armonia, pace, equilibrio, tranquillità, tenerezza. Rappresenta anche le profondità della nostra psiche e dell’Anima, per questo può essere utile nel “trovare la propria strada”, è la notte in cui una stella può guidarci ma anche il profondo abisso sconosciuto del mondo archetipale.
  • Azzurro – Simile al blu ma con connotazioni più eteree. Pazienza, tranquillità, calma, serenità, armonia ma anche medianicità e sensitività. Rilassante, purificante, utile per allontanare il male inteso come squilibrio.
  • Bianco – Generalmente associato alla Luna, è il colore della sacralità per antonomasia. Può sostituire pressoché ogni colore ma, proprio per questo, è spesso necessario lavorare con altre corrispondenze per meglio caratterizzarlo. Purificazione, protezione, luce, purezza, giustizia, spiritualità, pace, verità.
  • Argento – Luna, specialmente piena. Intuito, trasformazione, sensitività, divinazione.
  • Oro – Sole, da intendersi come energia, successo, l’avere giustizia, ricchezza e vittoria.

Per fare qualche esempio pratico utilizzando questi tre “pilastri”, immaginiamo di voler fare un rituale utilizzando la magia delle candele e vediamo alcune combinazioni su casi particolari:

  • Per il recupero da una malattia: luna crescente, candela verde;
  • Per avere pace e serenità interiore: luna piena, candela azzurra;
  • Per interrompere un periodo difficile a livello fisico; luna calante, candela nera e bianca;

In realtà, il medesimo intento può essere ottenuto in modi differenti. Spesso si tratta di sfumature che è sempre comunque utile valutare ma, in generale, sarà non di rado sufficiente combinare nel modo opportuno le varie possibilità.

Un modo ‘semplice’ per fare incantesimi

Sempre restando a livello base, anche qui, come per la struttura nella composizione dell’incantesimo, nel realizzarlo dobbiamo tenere a mente almeno tre fasi, ognuna indispensabile e strettamente legata alle altre:

  • L’intento. Formulate il vostro intento, ossia lo scopo del vostro incantesimo in modo molto preciso tenendo conto che la magia funziona come l’acqua: segue il percorso più breve e di minore sforzo. Per cui chiedere “vorrei dei soldi”, potrebbe realizzarsi facendovi ereditiate dalla vostra amatissima nonna: siate specifici e, per quanto possibile, non lasciate nulla al caso. Allo stesso tempo, proprio perché non possiamo prevedere tutto, lasciatevi sempre un margine di sicurezza inserendo nell’incanto formule generiche come “e questo ottenuto senza nuocere a me o altri miei cari”, oppure “e comunque così come io lo intendo”. Immaginate quindi il vostro intento nella vostra mente e nel vostro cuore con chiarezza, in serenità, come se steste ammirando un panorama.
  • L’energia. Tenendo a mente l’intento, nell’esecuzione del rituale, cercate di suscitare e sollevare energia. Ad esempio, con formule ripetitive (magari anche cantandole, o scandendole con il movimento del vostro corpo). Esistono tecniche molto più efficaci per farlo, ma richiedono un minimo di apprendistato, a ogni modo, usate quel che avete e siete in grado di fare ora, sarà comunque esperienza in più.
  • La proiezione. Una volta che l’energia sia aumentata, ai suoi massimi livelli, la utilizzerete per proiettare il vostro intento (ad esempio sulla candela, o sui nodi del cordino etc.). L’immagine più simile a quel che normalmente si intende per “proiettare” è quella dell’arciere quando tende l’arco: l’intento è contemporaneamente sia il centro del bersaglio e sia la vostra freccia, l’energia è la corda tesa e l’arco curvato pronto a scoccare… la proiezione deve avvenire quando tutto questo è “limpido”, automatico, per così dire necessario: accade. Una volta che sia scagliata la freccia, l’incantesimo “è fatto”, “così sia”, “così è”.

Una volta che l’incantesimo sia stato proiettato, è poco utile rimuginarvi sopra ancora, anzi, rischia d’invalidarne l’efficacia; lasciate che la freccia voli e percorra la sua traiettoria.
Non parlatene e cercate il più possibile di “dimenticarlo”. Così mi è stato insegnato e, in effetti, credo ancora che mi fu dato un buon consiglio. Non sempre si riesce, è normale

Qualche trucco insegnato dall’esperienza

Può capitare di avere necessità di un intervento magico ma, per dire, ci troviamo purtroppo in una fase lunare assolutamente sbagliata. Eppure, come per un’equazione dove con le dovute attenzione si possono spostare i suoi elementi da una parte all’altra del segno uguale, con qualche astuzia è possibile rimediare. Immaginiamo di avere necessità d’intervenire per una purificazione rispetto a energie negative. Come da schema, le fasi lunari migliori sarebbero quella crescente o di Luna piena. Mettiamo però il caso che, ahinoi, si sia in luna calante: sarà sufficiente agire sull’intento “girandolo”.
Ovvero, piuttosto che lavorare sulla “purificazione” utilizzerò la fase lunare calante per interrompere e/o ridurre la negatività, ottenendo di fatto il medesimo risultato. La magia e la stregoneria richiedono sì precisione e studio, ma anche una discreta dose di ‘fluidità’, di faccia tosta, condita da qualche pizzico di sana anarchia.

Parole e ritmo

Nel costruire formule che accompagnino il vostro incantesimo, fate attenzione al ritmo delle parole. La ritmicità, infatti, è di grande aiuto nel porvi nel giusto stato energetico. Anche per questo, non di rado, tante formule tendono a essere costruite con rime baciate o alternate. Sì, può sembrare un po’ infantile (a ricordo delle filastrocche), ma in molti casi è pure tremendamente efficace.
Perdete qualche tempo nello studiare come ‘cadono’ le parole o come certe assonanze e onomatopee abbiano certi effetti. Ad esempio, l’uso ripetuto di ‘t’ e ‘p’ tende a creare ritmicità, le ‘s’ e i suoni sibilati così come le vocali, fluidità. Non ha senso usare parole altisonanti quando queste rischiano di spezzare una “cantilena” o la musicalità dell’invocazione, date precedenza a questo aspetto.

Aspettando che funzioni

Aspettare, magari contando i giorni, che un incantesimo agisca e funzioni è quanto di peggiore si possa fare per la sua efficacia. Come si diceva, è importante che l’incantesimo sia lanciato e poi, per così dire, dimenticato. A ogni modo, a seconda del tipo d’incantesimo, tradizionalmente si considera che questo andrà a realizzarsi in un periodo variabile fra una e tre lunazioni complete (per gli incantesimi più complessi). Nel caso non si realizzasse e voleste ripeterlo, un suggerimento: aspettate almeno una lunazione prima di cimentarvi nuovamente nell’incanto. Analizzate cosa avete fatto, magari c’è qualcosa da perfezionare o migliorare?
Ripercorrete con la mente le sensazioni che avete avuto, avete sentito ‘cali di energia’ durante il rituale? In che momento? Di solito è quello il segnale che vi suggerirà dove intervenire.
Non abbiate paura di sbagliare, errare è umano ed è parte importante del nostro processo di apprendimento. Agite sempre, però, con lucidità: rabbia, collera, paura, disperazione o senso d’ inadeguatezza, sono terribili consiglieri.
La magia, e senz’altro la stregoneria, non è per i deboli di cuore e, così come chi ha la passione per il giardinaggio si sporca le mani infilandole nel terreno, allo stesso modo, l’unico possibilità per imparare a fare incantesimi è provare.
Certo, sempre similmente al giardinaggio, può capitare di pungersi con una spina.
Nessuno può evitarlo, nemmeno la più potente delle magie.

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