Il “Malleus Malleficarum”

Quello che condivido con voi questa sera è un interessantissimo articolo che parla del terribile e famigerato Malleus Malleficarum scritto da Padre Heinrich Krämer (Insistor).Il libro Infatti, piuttosto che presentare la dottrina cattolica ufficiale in materia di demonologia, si dilungava in numerosi capitoli che trattavano dell’effetto delle streghe sulla virilità dell’uomo, lasciandosi andare a dettagli scabrosi frutto di fantasie alquanto strane..
Rappresentò una delle più importanti ‘basi teologiche’ che giustifico i terribili supplizi inflitti a donne (e a volte anche uomini) innocenti accusati di stregoneria.
Questo pezzo è stato scritto da Gianmichele Galassi e pubblicato sul decimo numero della rivista ‘Secreta Magazine’ la quale non viene più pubblicata da diversi anni.Mi pare che sia confluita (se avete maggiori informazioni da condividere potete lasciare un commento) nella rivista Hiram (pubblicata con cadenza quadrimestrale) espressione della loggia Massonica ‘Il Grande Oriente d’Italia’.
Buona lettura.

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La magia che conosco è quella che vedo ogni giorno negli occhi di mia moglie, nell’affetto dei cari, nella solidarietà di qualcuno verso il proprio simile, nell’amore di una madre per sua figlia, nell’orgoglio della nonna per suo nipote, ecco l’alone magico che percepisco quotidianamente in quel grande ed enigmatico arcano che chiamiamo “essere umano”… Proprio quell’umanità che può giungere a vette altissime e che si è soliti attribuire alla sfera celeste, questa è la magia della vita che riconosco nel mistero insondabile dell’esistenza.
Sin dai primordi l’uomo si è sentito minacciato da ciò che non conosce, spaventato nel profondo dalle più violente forze della natura e, con il pensiero del destino riservatogli, ha da sempre tentato di consolarsi attribuendo poteri soprannaturali a creature umanizzate capaci di controllare fortuna e vita di tutti.
Nel corso dei secoli si sono man mano caratterizzati gli stessi concetti di bene e male identificandoli con mitiche figure angeliche o demoniache. Le ataviche paure si sono quindi incarnate nei demoni e nei loro adepti, ovvero uomini e donne che avevano ceduto alle lusinghe del “maligno”, mentre le più alte “speranze” venivano riposte in coloro che rappresentavano e perseguivano il “bene”; resta però da sottolineare il fatto che comunque, nell’arco dei tempi, il confine fra questi due mondi è sempre stato labile quando non si è addirittura sovrapposto…
Basti ricordare le numerose deità che pur essendo annoverate fra le benigne, talvolta si ritenevano capaci di orribili misfatti a danno di coloro che non dimostravano tutto il proprio timore verso il dio e la cui unica colpa era di non aver adeguatamente corrisposto il dovuto. In tutta questa messe di superstizioni e paure, un’ombra sfuggente della notte ha osteggiato l’uomo sin dal principio: la maga, l’incantatrice, la malefica o, più tardi, la “strega”, ovvero una donna sospettata di compiere le azioni più empie come malefici, sortilegi, “fatture”, tutte finalizzate al danneggiamento degli uomini tramite l’uso dei grandi poteri a esse garantiti dalle forze oscure e infernali. Naturalmente nelle varie epoche, riguardo a queste figure si sono tenuti atteggiamenti molto alterni.
Un ruolo predominante nell’opinione creatasi nell’immaginario collettivo, come spesso accade, è individuabile nella politica ufficiale della Chiesa di Roma, per millenni unica depositaria della volontà del “Bene” sulla Terra. È così che la sorte delle donne si è trovata in balia di alcuni uomini particolarmente deboli e paurosi che, insinuando negli animi più ignoranti le loro più profonde paure, hanno perseguitato l’altro.
La storia della caccia alle streghe inizia con un antico documento, il “Canon Episcopi”, a lungo ritenuto risalente al Concilio di Ancira (314), che conteneva vere e proprie istruzioni alle quali gli uomini di Chiesa dovevano attenersi per sradicare dai credenti la superstizione dell’esistenza delle “malefiche”: tutti coloro che non avessero accettato l’impossibilità del fenomeno, altrimenti riconducibile a fantasie e allucinazioni, avrebbero addirittura perso la “vera” fede, cadendo nelle braccia del diavolo. Per molto tempo quindi, la Chiesa e i suoi seguaci seguirono tale rotta che purtroppo, successivamente, venne abbandonata dando il via a una delle più bestiali e sanguinose cacce che la storia ricordi…
Così accadde che due figure preminenti della teologia, Alfonso Tostato (1400-55) ed Nicolas d’Eymerich, controvertirono acutamente quanto sino a quel momento affermato, sostenendo non solo che il volo delle streghe fosse possibile e reale, ma che fosse opera del Diavolo che, nelle vesti di dei pagani (di solito Diana), otteneva la sudditanza delle malefiche.
Negli anni 30 del XV sec., alcuni autori si fecero avanti sul tema della stregoneria, in aiuto alla Chiesa che, per poter intervenire con l’Inquisizione, necessitava del sostegno di argomentazioni teologiche valide. Fra coloro che ebbero maggior successo troviamo Johannes Nider che pubblicò il trattato Formicarius (1435), sotto forma di dialogo fra un teologo e il suo discepolo, anche se non si faceva riferimento direttamente alla figura della strega si parla di generici malèfici che utilizzano il potere del Diavolo per compiere il male.
Fu così che lentamente si giunse al Dicembre 1484, data in cui Papa Innocenzo III promulgò la bolla “Summis Desiderantes Affectibus”, con la quale incaricava ufficialmente i suoi “diletti figli”, Padre Heinrich Krämer e Padre Jacob Sprenger, di combattere la stregoneria in Germania, nominandoli Grandi Inquisitori, l’uno per il sud e l’altro per il nord del Paese…
Sino a questo momento credere alla stregoneria era stata un’eresia, adesso la peggior eresia era il non crederci, come dimostra il primo verso del Malleus: La credenza che le streghe esistano è una parte talmente essenziale della fede cattolica, che sostenere ostinatamente l’opinione opposta sa manifestamente di eresia.
Heinrich Krämer (Schlettstadt, 1430 – Brno, 1505), conosciuto come “Institor”, traduzione latina del suo cognome, ottenne notevole potere e successo ai suoi tempi. Seppe sempre come guadagnarsi il favore della Santa Sede, eludendo le numerose denunce di corruzione rivoltegli nel corso degli anni. Fine utilizzatore della recente scoperta della stampa a caratteri mobili, inventata dal tedesco Johann Gutenberg nel 1455, riuscì a diffondere le proprie idee, veicolandole in pubblicazioni utili al proprio fine. Parlo di “Insistor” in quanto fu egli l’autore del Malleus, mentre Jacob Sprenger (Rheinfelden, 1436 – Strasburgo, 6 dicembre 1495) servì più che altro ai suoi scopi…
La motivazione principale che condusse l’autore alla stesura dell’opera, è individuabile essenzialmente nel fallimento del grande processo di Innsbruck del 1484 che vide 57 persone alla sbarra con l’imputazione di stregoneria: a seguito dell’incontrovertibile difesa nessun imputato venne condannato, tant’è che il Vescovo della città irritato dal fascino dimostrato da Krämer verso le tendenze sessuali delle streghe fece cadere di colpo tutte le accuse, affermando che il Diavolo fosse nell’Inquisitore (Insistor) piuttosto che nelle streghe. Cosicché, come vendetta e rivalsa, nacque il nefando testo.
Il Malleus, a un attento esame, lascia intravedere come in realtà sia l’opera di un bigotto ignorante, mosso da una violenta misoginia. Lo conferma il fatto che la raccomandazione dell’Università di Colonia, contenuta nelle copie del Malleus, è una vera e propria contraffazione: non appena finito, Spreger lo presentò alla facoltà, chiedendone l’approvazione, ma questa prontamente, nel 1490, fece arrivare la condanna dell’Inquisizione al libro, motivandola con l’assoluta illegalità e immoralità del contenuto che non rispecchiava affatto la linea ufficiale della Chiesa.
Infatti, il testo, piuttosto che presentare la dottrina cattolica ufficiale in materia di demonologia, si dilungava in numerosi capitoli che trattavano dell’effetto delle streghe sulla virilità dell’uomo, lasciandosi andare a dettagli scabrosi e frutto di fantasie alquanto strane..
L’infimo livello teologico e la pochezza descrittiva (mancano infatti riferimenti precisi ai sabba e ai segni utilizzati dalle streghe) non consentirono al Malleus di essere adottato largamente dalla Chiesa e dai suoi Inquisitori, ma purtroppo non avvenne altrettanto nei normali tribunali dove, invece, causa l’ignoranza sul tema, si ritenne che il testo fosse degno di fiducia in quanto approvato dalla Chiesa e dal Papa.
Krämer, ancora una volta, si dimostrò molto astuto nell’utilizzare la nuova tecnologia di stampa: egli non si limitò ad inserire in ogni copia del Malleus il parere favorevole della Facoltà di Colonia contraffatto, ma pensò di allegarvi anche la bolla “Summis Desiderantes Affectibus” che, nel contesto, sembrava avvalorare le tesi espresse nel libro
Fu così che per lungo tempo il testo ebbe un enorme impatto, nel 1520 era già alla sua tredicesima edizione, almeno sino all’arrivo di volumi ben più attinenti all’argomento come il Compendium Maleficarum del 1608.
Inchiesta e interrogatorio sono elementi essenziali della caccia alle streghe e Krämer, sfruttando la notevole esperienza acquisita, specificò ampiamente le tecniche da utilizzarsi per ottenere o estorcere informazioni. Da evidenziare sono soprattutto le sottili tecniche psicologiche utilizzate per turbare e terrorizzare l’imputato, la cui mente veniva sottoposta a incessanti pressioni, accompagnate da tecniche d’ isolamento che conducevano a uno stato confusionale in grado di far cadere il malcapitato negli astuti tranelli dell’inquisitore. Queste tecniche venivano poi estese anche ai testimoni, in quanto la regola applicata per provare la colpevolezza dell’accusato si basava sul principio di assoluta verità di un fatto se riportato da due o più deposizioni giurate.
Un semplice esempio consisteva nel domandare all’imputato se avesse creduto o meno all’esistenza della stregoneria e che si potessero scatenare tempeste o affatturare uomini e animali, al che, la maggior parte degli interrogati, affermando di no, ammetteva immediatamente la propria eresia.
Per comprendere la crudeltà utilizzata contro le donne accusate di stregoneria basti ricordare alcuni metodi di tortura fra i tanti utilizzati:

  • ANNODAMENTO: era una tortura specifica per le donne. Si attorcigliavano strettamente i capelli delle streghe a un bastone. Robusti uomini ruotavano l’attrezzo in modo veloce, provocando un enorme dolore e in alcuni casi arrivando a togliere lo scalpo e lasciando il cranio scoperto.
  • CULLA DELLA STREGA: questa era una tortura a cui venivano sottoposte solamente le streghe. La strega veniva chiusa in un sacco poi legato a un ramo e veniva fatta continuamente oscillare. Apparentemente non sembra una tortura ma il dondolio causava profondo disorientamento e aiutava a indurre a confessare. Vari soggetti hanno anche sofferto durante questa tortura di profonde allucinazioni.
  • PERA: era un terribile strumento che veniva impiegato il più delle volte per via orale. La pera era usata anche nel retto e nella vagina. Questo strumento era aperto con un giro di vite da un minimo a un massimo dei suoi segmenti. L’interno della cavità ne risultava orrendamente mutilato, spesso mortalmente. I rebbi costruiti alla fine dei segmenti servivano per aumentare il danno fisico. Questa era una pena riservata alle donne accusate di avere avuto rapporti sessuali col Maligno.
  • SEDIA DELLE STREGHE: La sedia inquisitoria comunemente detta sedia delle streghe, era un rimedio molto apprezzato per l’ostinato silenzio di talune indiziate di stregoneria. Tale attrezzo, pur universalmente diffuso, fu particolarmente sfruttato dagli inquisitori austriaci. La sedia era di varie dimensioni, diverse fogge e fantasiose varianti; tutte comunque chiodate, fornite di manette o blocchi per immobilizzare la vittima ed, in svariati casi, aveva il pianale di seduta in ferro, così da poterlo arroventare. Vengono riportate notizie di processi dai quale risulta come l’uso di questo strumento potesse venir prolungato, sino a trasformarsi in vera e propria pena capitale.
  • IL TRIANGOLO: Altro terribile strumento di tortura analogo alla pera e all’impalamento.
    L’accusato veniva spogliato e issato su un palo alla cui estremità era fissato un grosso oggetto piramidale di ferro. La presunta strega veniva fatta sedere in modo che la punta entrasse nel retto o nella vagina. Alla fine alla poveretta venivano fissati dei pesi alle mani e ai piedi…
  • IL TOPO: Tortura applicata a streghe ed eretici. Un topo vivo veniva inserito nella vagina o nell’ano con la testa rivolta verso gli organi interni della vittima e spesso, l’apertura veniva cucita. La bestiola, cercando affannosamente una via d’uscita, graffiava e rodeva le carni e gli organi dei suppliziati. Chissà come i disgraziati riuscissero a sopportare il terrore provocato alla sola vista del topo che da li a poco sarebbe entrato nel suo corpo.

Azioni queste che fanno sentire i brividi anche solamente a leggerle, è quasi incredibile cosa l’uomo possa riuscire a fare al proprio simile… La cosa più incredibile è l’attenzione riposta nel sorvegliare gli accusati affinché non si togliessero la vita: con lo scopo di farli sopravvivere alla tortura per poi bruciarli ancora vivi e coscienti, immersi nel catrame e dati alle fiamme senza alcuna pietà.
I numeri della caccia sono impressionanti: la maggioranza dei ricercatori è concorde nel valutare la cifra delle vittime intorno ai 60.000 individui, ma alcuni si spingono molto più in là sino a qualche milione; purtroppo dobbiamo basarci solamente su stime approssimative in quanto gran parte dei documenti della Chiesa relativi all’Inquisizione sono andati perduti o non sono stati resi pubblici. Resta comunque la certezza che in poco meno di tre secoli questa assurda persecuzione casuale ha crudelmente mietuto vite e speranze, scrivendo una delle pagine più buie dell’intera storia dell’umanità…
L’uomo non riesce ancora a imparare dai propri errori e questi secoli di terrore di matrice fanatico-religiosa, non ci impediscono di perseverare su questa strada lastricata di anime innocenti che in tutto il mondo continuano a sperare in un’esistenza scevra dall’inutile e ceco odio dell’ignoranza. Proprio noi che viviamo in un ambiente culturalmente avanzato, dovremmo iniziare a dare il buon esempio, smettendo di preoccuparci di perdere l’opulenza ostentata, mentre dovremmo essere inquieti e apprensivi per il rapido e progressivo deterioramento delle nostre risorse basilari come l’aria che respiriamo o l’acqua che beviamo.
So di essere impopolare, soprattutto in questo momento, ma credo che oggi siamo istigati ancora una volta a cacciare le streghe piuttosto che preoccuparci di coloro che si arricchiscono oltre ogni limite a scapito di tutti, riversando impunemente petrolio, cromo esavalente e altri veleni invisibili nell’acqua che poi esce dai nostri rubinetti e nell’aria che respiriamo cose che molto probabilmente renderanno difficile, se non impossibile, il nostro futuro…

Le streghe hanno smesso di esistere
quando noi abbiamo smesso di bruciarle.

Voltaire

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