La stellaria

San Bernardo di Chiaravalle fu uno dei padri dell’Ordine Cistercense.Ai suoi monaci chiedeva meno funzioni religiose, meno letture e tanto lavoro. I suoi seguaci più stretti erano miti dissodatori, apostoli con la zappa, che misero all’ordine la terra e l’acqua, e con esse gli animali, cambiando con fatica e preghiera la storia Europea.
Uno dei suoi motti più famosi recitava così:

Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi, le pietre e la natura ti insegneranno ciò che non si può imparare dai maestri.

Questo articolo è dedicato ad un’umile erba dall’aspetto delicato, che cresce rigogliosa da settembre fino ad aprile, per poi ritirarsi in estate: la stellaria.
Cresce particolarmente bene nei luoghi frequentati dall’uomo, come orti, giardini, dintorni di vecchi casali e vasi di fiori.
Questa pianta gradisce l’umidità e i luoghi freschi, quindi cresce preferibilmente in ombra creando tappeti erbosi di un verde chiaro brillante.
Negli orti è una delle maggiori piante considerate infestanti.
Il nome della pianta deriva dai suoi delicati fiorellini bianchi, simili a piccole stelle.
Uno dei nomi popolari ad essa attribuiti è ‘centocchio’, ma è anche molto conosciuta come ‘erba gallinella’, perché, appunto, le galline la trovano molto gustosa.
Le foglie della stellaria sono disponibili tutto l’anno poiché questa pianta resiste alle temperature invernali anche se molto rigide.
In primavera la stellaria fiorisce con fiori piccoli e bianchi formati da cinque petali che formano una stella a cinque punte, da cui deriva il nome.
Prima della fioritura si può raccogliere questa pianta spontanea scegliendo luoghi lontani dal traffico e il più possibile incontaminati, dove la vegetazione non viene continuamente calpestata.
Della stellaria si raccolgono le cimette e le foglie che possono essere consumate crude o leggermente scottate.
La stellaria è ricca di vitamine, in particolare vitamina C e vitamine del gruppo B. Contiene inoltre minerali come il magnesio, il potassio e il sodio.
La stellaria è un alimento rinfrescante, decongestionante e pare abbia azione antinfiammatoria sia per uso interno sia per uso esterno.
La tintura madre di stellaria viene utilizzata per trattare reumatismi e dolori articolari, disturbi legati alla digestione e per favorire il transito intestinale.
L’assunzione di stellaria sotto forma di infuso sembra favorire la diuresi e l’eliminazione di liquidi, portando a una diminuzione del peso corporeo: non è corretto però dire che la stellaria favorisca il dimagrimento, poiché non aiuta a eliminare il grasso in eccesso.
Può però essere utile a combattere la ritenzione idrica.
Esternamente la stellaria può essere utilizzata sotto forma di cataplasma riducendo le foglie in poltiglia con un mortaio.
Dato il contenuto in vitamina C è preferibile consumare quest’erba in insalata, da sola o insieme ad altre erbe oppure preparando succhi freschi da bere subito.
Una delle ricette della nostra tradizione contadina è proprio il Pesto di stellaria.
Per prepararlo raccogliete 50 grammi di cime di stellaria, lavatele e asciugatele. Mettetele in un frullatore insieme a 40 grammi di olio extravergine d’oliva, 2 cucchiai di semi di girasole e 2 spicchi d’aglio medi, pelati e tritati. Aggiungete anche un pizzico di sale e frullate fino a ottenere una crema liscia. La stellaria in sé non è molto aromatica: se volete arricchire e profumare la salsa potete aggiungere qualche seme di finocchio pestato oppure qualche foglia di prezzemolo o menta. Potete usare il pesto per condire piatti di cereali e pasta o per preparare dei crostini. Se volete conservarlo in barattolo, meglio sterilizzarlo in acqua bollente, per evitare di sottoporlo a calore, potete congelarlo in sacchetti di plastica formando uno strato sottile in modo da favorire uno scongelamento rapido o farne dei cubetti.
Se invece si decide di cuocere la stellaria, è sufficiente lessarla in acqua per un paio di minuti. L’acqua di cottura si può bere come infuso rinfrescante e utile ad eliminare i liquidi in eccesso.
Bisogna porre però attenzione a non consumarne una quantità eccessiva: la pianta contiene saponine che,assunte in eccesso, potrebbero essere leggermente tossiche.
Fondamentale è anche non confonderla con un’erba non commestibile, l’Anagallis arvensis che, prima della fioritura, è davvero molto simile; vi basterà rigirare lo stelo tra le dita: nella stellaria è tondo. Mentre nell’Anagallis è quadrangolare.
In Omeopatia la Stellaria è usata principalmente in una serie di condizioni legate al dolore, come ad esempio sindromi premestruali e reumatiche. La sintomatologia e le modalità si avvicinano sia a quelle di Rhus Toxicodendron che di Bryonia. Stellaria ha dolore forte ai movimenti (come Bryonia) ma migliora anche col movimento continuato (come Rhus toxicodendron).
Agisce nei casi reumatologici in cui Bryonia fallisce e i dolori sono migranti, come in Pulsatilla o in Berberis.
La stellaria ha anche interessanti utilizzi in cosmetica; uno degli esempi che vi posso fare è come realizzare con essa un’efficace maschera dalle caratteristiche lenitive.
Nell’uso esterno, la stellaria è una delle piante migliori per combattere le dermatosi.
È antinfiammatoria e rinfrescante, molto utile per trattare diverse problematiche della pelle. Potete facilmente preparare una maschera per il viso tritando 15 grammi di cime fresche di stellaria, mescolate a 2 cucchiai di yogurt bianco, anche vegetale.
Per aumentare l’efficacia della preparazione potete unire 1 cucchiaino di oleolito di elicriso, anch’esso molto benefico per le irritazioni cutanee.
Se poi volete aumentarne la densità, aggiungete un cucchiaino di farina d’avena. Mescolate e applicate la maschera sulla pelle del viso pulita e asciutta.
Lasciate in posa 10 minuti, dopodiché risciacquate e applicate un tonico. Completate con una buona crema idratante lenitiva, ad esempio all’aloe o alla calendula.
La stellaria può essere efficace anche per trattare vene varicosa o punture d’insetti, riducendola in poltiglia e applicandola sulla parte interessata, ripetendo l’operazione più volte nel corso della giornata.
Uso in magia esoterica

Nonostante l’aspetto ‘gentile’ ed umile questa pianta ha una potente energia che può tornarci molto utile nella pratica della nostra antica arte.
Essa è in grado di potenziare tutti i rituali di protezione e guarigione.
Il simbolismo intrinseco a questa erba è veramente notevole: i petali sono accoppiati e si staccano in cinque raggi.
I sepali (le piccole foglie dietro i petali) formano un pentagramma.
Il pistillo ha una forma che ricorda molto triscele.
Tanto simbolismo magico è presente in questo fiore minuscolo e senza pretese.
Questa erba ha dei connotati molto femminili, e per la tradizione è un erba ‘lunare’ a tutti gli effetti.
È un’eccellente guardiana (allontana presenze ed energie indesiderate) discreta e potente, per tutti coloro che la coltivano e la accolgono.

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