Nulla succede per caso.

Oggi voglio condividere con voi un articolo che offre interessanti spunti di riflessione sulle coincidenze che molte volte ci segnano l’esistenza, apparendo come eventi che paiono completamente fuori dal nostro controllo.
Ma siamo sicuri che sia proprio così?
Non è che a volte gli accadimenti che noi definiamo causali siano in realtà risposte ed occasioni che ci sono proposte dalla natura e dalle energie dell’universo?

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A tutti è capitato almeno una volta nella vita di vivere delle coincidenze “assurde” e impensabili che hanno, in qualche modo, segnato la nostra quotidianità.
Molti parlano di destino, altri di fato, altri di divino altri ancora di semplici coincidenze temporali. Segni e coincidenze, come interpretarli nella vita quotidiana?
Jung si riferisce a queste coincidenze con il nome di “eventi sincronistici”, fenomeni in grado di cambiare l’immagine che abbiamo di noi stessi, il nostro modo di vedere il mondo e di aprirci a nuove prospettive.
Termine, dunque, per indicare gli eventi collegati fra loro da un principio a-casuale, ovvero non casuale. Accade, per esempio, quando pensiamo a una persona e subito dopo riceviamo “a-casualmente” la sua telefonata.
Oppure quando leggiamo una frase particolarmente significativa per noi e la ritroviamo nelle parole di qualcuno a distanza di breve tempo.
Ma il concetto di sincronicità affonda le radici in un passato ben più lontano, addirittura a Platone, che sosteneva l’esistenza di un mondo delle idee in grado di plasmare, indirizzare, modificare quello materiale. Anche gli stoici ripresero il concetto convinti che ogni evento si ripercuotesse inevitabilmente su ogni altro.
Capita però che la sincronicità venga confusa con il principio di causa ed effetto, secondo il quale ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, ma i due concetti non sono uguali. Il principio causa ed effetto agisce nella materia e sul piano emotivo (pianto un chiodo, mi colpisco il dito, provo dolore e conseguente rabbia) attribuendo al caso gli eventi che non sono spiegabili secondo tale logica.
La sincronicità va oltre tale principio ritenendo che alcuni eventi siano strettamente connessi gli uni agli altri anche in assenza di (apparenti) cause scatenanti.
Si tratta delle cosiddette coincidenze, tutti quegli avvenimenti che sfuggono a spiegazioni logiche/razionali ma difficilmente attribuibili al caso.
Queste due leggi in realtà non si contraddicono, potremmo anzi definirle complementari, l’una attinente alla manifestazione fisica, l’altra al mondo “divino”, ultraterreno, invisibile o comunque lo si voglia chiamare.
Ai giorni d’oggi l’argomento non ha smesso di esercitare il suo fascino tanto da aver conquistato diversi studiosi, primo fra tutti il ricercatore e divulgatore spirituale Gian Marco Bragadin, che all’interpretazione di segni e coincidenze ha dedicato quasi l’intera vita.
Fra i suoi libri più famosi sull’argomento va citato “Segnianalisi – Come interpretare segni e coincidenze”, dedicato interamente all’interpretazione dei segnali che l’Universo ci invia nella quotidianità.
Nell’universo di Bragadin, che è anche il nostro, nulla avviene a caso, non esistono coincidenze prive di senso ma ogni evento ha in sé qualcosa di miracoloso, anche il meno sospetto. Nel suo libro e nelle numerose conferenze, il ricercatore ci conduce nel mondo “dell’acausale” portando esempi concreti, fatti realmente accaduti a conoscenti, ammiratori, amici.
Fra le tante storie analizzate il ricercatore riporta quello di una ragazza che sospettava il tradimento del fidanzato.
Finché una mattina, mentre era al bar con un’amica, un uomo, di fronte a lei, aprì il giornale. Le cadde l’occhio sulla pagina ove era scritto, a caratteri cubitali, “Tony ha tradito”.
Tony, guarda caso, era il nomignolo con cui era solita chiamare il fidanzato ma il giornale si riferiva al caso di un calciatore omonimo che aveva abbandonato una squadra. Sta di fatto che per lei il segno fu inequivocabile.
Puro caso o coincidenza del destino?
Secondo Bragadin ovviamente si trattò di un segno, a dimostrazione che l’Universo risponde a chi chiede e che gli eventi non dipendono esclusivamente dal principio di causa ed effetto, c’è qualcosa che ci sfugge ma che ci lega.
In realtà anche chi non chiede è circondato di messaggi simbolici, persino noi in questo momento, consapevoli o meno, siamo attorniati, secondo Bragadin, da eventi, segni, coincidenze.
Perché non ce ne accorgiamo?
Perché il loro linguaggio non è verbale ma simbolico, rigettato dalla nostra cultura materialista, progressivamente allontanatasi dalla Madre Terra e dalle dimensioni invisibili, ben note a molti popoli dell’antichità.

Fonte principale: http://psicoadvisor.com/

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