I funghi

Durante la notte, come per magia, i funghi spuntano dal terreno.
In quanto esseri viventi appartenenti al regno vegetale possiedono caratteristiche molto atipiche: sono privi di clorofilla e necessitano, per vivere, di sostanze già precedentemente lavorate da altri esseri viventi, non potendo elaborarle e produrle da sé.
Nascono e si sviluppano all’interno di veri e propri substrati di macerati, dove umidità, foglie e altri tipi di muffe creano i presupposti per la loro proliferazione; in uno strato di natura, apparentemente morto, ecco che il fungo trae la sua forza vitale.
La rielaborazione antropologica dell’immagine del fungo lo trasforma nel simbolo per eccellenza della metempsicosi e l’apparente origine spontanea di questi meravigliosi prodotti naturali si aggiunge al loro intrigo mistico.
Diverse culture diverse credevano che il fungo fosse un simbolo dell’anima umana.
Altrove, si crede che il fungo rappresenti l’illuminazione.
Il fungo può anche rappresentare la mascolinità, per il suo simbolismo (di forma e di sostanza) legato alla fertilità e alla virilità maschile.
La letteratura ci dice, anche, che il fungo è un simbolo di immoralità ed eccentricità ma anche il simbolo del regno psichedelico e della fantasia.
Tuttavia, i funghi sono visti in modo molto diverso a seconda delle varie tradizioni.
In Inghilterra e Irlanda, sono legati alla morte e al decadimento, e la paura circonda queste potenziali piante velenose; sono conosciuti come il frutto di Satana e legati alle streghe e/o alle fate.
Nell’Europa orientale i funghi sono tenuti in grande considerazione e visti come una preziosa fonte di cibo, ed alcune varietà vengono ritenute molto pregiate (pensate solo al porcino o al tartufo) .
I funghi sono da sempre considerati un cibo ‘povero’ e nelle tradizione popolare vi sono numerose credenze sull’origine di questo meraviglioso prodotto della natura.
In una di queste storie Dio e San Pietro camminano in un campo di segale.
San Pietro afferra un gambo di segale e lo mastica. Dio rimprovera Pietro dicendo che la segale non è per lui e che dovrebbe sputarla.
Pietro obbedisce e Dio afferma: “

Da quel grano crescerà un fungo; esso sia per i poveri».

In Lituania, i funghi erano considerati le dita di Velnias, dio lituano dei morti, che si protendeva dal mondo dei morti per nutrire i poveri.
In entrambi questi racconti, i funghi sono direttamente collegati ai poveri.
Nei mesi autunnali diventavano piuttosto abbondanti e venivano raccolti come cibo “gratuito” in tutta Europa.
Anche varie tribù africane hanno identificato i funghi come un alimento comune e popolare.
Nella zona del Pacifico c’è un detto Tonga molto famoso:

“Mweenzu wa fulwe ulalila bowa”
(L’ospite della tartaruga ha funghi per cena);

Questa massima va interpretata come: ‘l’ospite non dovrebbe aspettarsi stravaganze da chi l’accoglie’; indica che si deve fornire il cibo e l’ alloggio che possiamo permetterci a chi accogliamo (possiamo dare anche dei semplici funghi a pranzo e a cena) senza sforzarci di strafare.
Data la loro prevalenza come cibo, non sorprende che ci siano molte superstizioni che ruotano attorno alla determinazione se un fungo è velenoso o meno.
Una credenza comune (attenzione è completamente errata!!) era che se si vedevano lumache o altri animali consumare i funghi questi erano sicuri.
Tuttavia, è bene dirlo, numerose sostanze sono velenose per l’uomo ma non lo sono per gli invertebrati o altri animali.
Il metodo più diffuso nelle dicerie popolari (anche questo completamente fallace) per identificare un fungo velenoso è quello di cuocerlo in acqua mescolando con un cucchiaio d’argento. Se il cucchiaio diventava nero si pensava che il fungo fosse velenoso.
L’amanita muscaria è uno dei funghi più iconici nella tradizione dell’Europa centrale.
In Germania l’ Amanita muscaria o Glückspilz è un simbolo di buona fortuna.
Questo fungo si trova spesso sotto i pini e si ipotizza che il rosso e il bianco del Natale e l’uso dei pini possano essere collegati ad essi.
L’ Amanita muscaria è anche il fungo più comune rappresentato nell’arte degli anelli delle fate.
Tuttavia, gli anelli delle fate possono essere formati da qualsiasi cerchio di funghi.
L’anello di funghi, noto in Francia come “anelli dello stregone” e nel Sussex come “tracce di strega”, può variare notevolmente di dimensioni e può persino diventare stabile, rimanendo in un punto per anni.
Si pensava che i cerchi avessero origini fantastiche.
In Germania si credeva che nascessero dalle streghe che ballavano la sera prima.
Nella tradizione olandese l’anello era il segno lasciato dal bidone del latte di Satana.
Si credeva che le code fiammeggianti dei draghi causassero i cerchi in Austria, e nei racconti popolari inglesi e celtici l’anello era il luogo in cui ballavano le fate o gli elfi.
L’influenza dell’anello fatato era tanto variabile quanto la sua origine, con alcune culture che credevano che l’anello portasse buona fortuna, mentre altri lo vedevano come i segni di una terribile maledizione.
Spesso l’anello era visto come un portale per un altro regno e si raccomandava cautela prima di rompere l’ integrità del cerchio (anche per errore); coloro che lo avessero fatto andavano incontro a dei terribili destini.
I funghi sono importanti anche nel contesto onirico.
I funghi sono un regalo del bosco, una deliziosa scoperta, una sorpresa inaspettata, per chi ama cercarli (e trovarli) e per chi ama cucinarli e mangiarli.
Se riportiamo tutto questo a livello onirico, trovare funghi nei sogni sarà come trovarsi faccia a faccia con qualcosa di inaspettato e positivo che, nel percorso a volte faticoso e sofferto della vita, segnerà una piccola pausa, un momento di illuminazione e consapevolezza.
I funghi nei sogni possono essere collegati a ciò che si può incontrare sul proprio cammino e che può essere fonte di gioia, sorpresa o inganno. Non va dimenticato, infatti, che esistono funghi tossici la cui ingestione può portare anche alla morte.
Quindi il sognatore dovrà riflettere sulle sensazioni e impressioni che i suoi sogni lasciano nei suoi sogni: la consapevolezza di trovarsi davanti a funghi velenosi può essere interpretata come un messaggio importante dell’inconscio, un segnale di attenzione e prudenza di fronte a sollecitazioni esterne e alle varie sorprese che il mondo reale può riservare.
Nel simbolismo dei funghi la predilezione per l’ambiente umido, l’elemento favorevole della pioggia e della luna piena, la rapidità con cui nascono e crescono (quante volte li sentiamo dire: cresce come un fungo) che collegano li alla fecondità, va considerata anche alla ricchezza, all’abbondanza.
Mentre la forma eretta e fallica di alcune specie è considerata dagli interpreti freudiani come simbolo di un pene piccolo, e di un possibile complesso di inferiorità del sognatore, oppure del desiderio sessuale o della paura del sesso del sognatore.
Tuttavia è sempre bene non cristallizzarsi su interpretazioni preconfezionate e statiche, ma concentrarsi sul contenuto manifesto del proprio sogno, sulle sensazioni e associazioni che provoca. Oltre a fermarsi a valutare l’importanza dei funghi nella propria realtà.

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