La santa patrona dei gatti: Santa Gertrude di Nivelles
Questa settimana, vi presento una figura storica affascinante: Santa Gertrude di Nivelles. La sua vicenda illustra chiaramente come personalità di grande carisma (un po’ come il nostro Padre Pio, l’esempio più celebre) possano generare credenze che sfociano, spesso oltrepassandoli, nei territori della magia popolare. Se siete amanti dei gatti e desiderate proteggerli, è lei la santa da invocare. La sua storia e le tradizioni che ne derivano sono tutte da scoprire.
È nata intorno all’anno 626 a Landen (nell’attuale Belgio) e apparteneva a una famiglia potente: era la figlia minore di Pipino di Landen, maggiordomo di palazzo in Austrasia e antenato di Carlo Magno, e della beata Itta.
Aveva, inoltre, una sorella di nome Begga, anch’ella venerata come santa.
Fin da giovanissima, Gertrude dimostrò una profonda vocazione: all’età di circa dieci o dodici anni, rifiutò sdegnosamente una proposta di matrimonio vantaggiosa, orchestrata per stringere alleanze politiche (le fonti citano il re d’Australia Dagoberto II o il figlio di un duca), dichiarando di volere solo Gesù Cristo come sposo.
Alla morte del padre Pipino (avvenuta intorno al 639-640), la madre Itta si trovò a dover proteggere la giovane Gertrude dalle mire dei pretendenti, attratti dal vasto patrimonio familiare in un’epoca in cui i rapimenti a scopo di matrimonio non erano rari. Su consiglio del vescovo Amando di Maastricht, Itta fondò a Nivelles (nel Brabante) un “monastero doppio”, una struttura rara e innovativa per l’epoca che ospitava un’ala maschile e una femminile, separate ma governate da un’unica badessa. Gertrude vi prese il velo assieme alla madre e alla sorella.
Inizialmente fu la madre Itta a governare come prima badessa, ma alla sua morte le successe Gertrude, intorno ai 26 anni, Gertrude portò grande vivacità culturale e spirituale al monastero. Pur accettando il titolo, preferì delegare gran parte dell’amministrazione pratica per dedicarsi interamente allo studio delle Scritture, all’istruzione di monaci e monache, e all’assistenza di malati, poveri e pellegrini.
Tra i suoi maggiori meriti si ricordano:
- Lo sviluppo culturale: fece arrivare da Roma numerosi libri liturgici e manoscritti, e chiamò dall’Irlanda monaci eruditi (come i santi fratelli Foillano e Ultano) per istruire la comunità e supportare l’evangelizzazione delle terre vicine.
- La pacificazione: ebbe un fondamentale ruolo politico e sociale, riuscendo a riportare la pace tra le famiglie signorili locali, le cui continue faide portavano solo saccheggi, miseria e razzie.
Gli ultimi anni e la morte Indebolita dai continui digiuni e dalle intense veglie di preghiera, Gertrude decise di abbandonare la guida del monastero a soli 32 anni, affidando l’incarico alla nipote Wilfetrude. Trascorse gli ultimi mesi di vita indossando il cilicio, pregando intensamente e preparandosi alla morte, che sopraggiunse il 17 marzo del 659 (alcune cronache postume riportano il 664), quando aveva appena 33 anni.
La venerazione per Gertrude (da non confondere con la mistica del XIII secolo Santa Gertrude la Grande di Helfta) fu immediata e si diffuse rapidamente, soprattutto in Belgio, Olanda, Inghilterra e in terra germanica. È invocata come patrona dei pellegrini e dei viaggiatori, ed è celebre per essere la patrona invocata contro le invasioni di ratti e topi.
Nell’iconografia classica (la potete vedere nell’immagine che accompagna questo articolo), Gertrude è ritratta con l’abito monastico, il pastorale da badessa e uno o più topi che si arrampicano sul suo mantello o sul bastone.
L’associazione con i roditori ha diverse origini:
- Protezione rurale: tradizionalmente si credeva che le sue preghiere e l’acqua del suo monastero scacciassero i topi, salvaguardando le scorte di grano e i raccolti.
- Anime del purgatorio: secondo alcune interpretazioni, Gertrude pregava assiduamente per le anime del Purgatorio, che nell’immaginario dell’epoca venivano talvolta raffigurate proprio sotto forma di topolini in cerca di purificazione.
- Folklore germanico: alcuni studiosi hanno notato che, nei paesi germanici, la santa avrebbe ereditato alcune caratteristiche dell’antica dea pagana Frija (o Holda), come la protezione dei defunti, le cui anime, nelle leggende popolari, abbandonavano il corpo sotto forma di topi.
L’evoluzione di Santa Gertrude da protettrice contro i roditori a patrona dei gatti è il risultato di un affascinante intreccio tra logica popolare, abitudini monastiche e divulgazione moderna. Il motivo principale di questo legame è un’estensione diretta del suo patronato originario. Poiché Santa Gertrude era storicamente invocata per proteggere le comunità, i raccolti e le scorte dalle invasioni di ratti e topi, la saggezza popolare l’ha naturalmente associata ai gatti, i predatori per eccellenza dei roditori
Nell’immaginario comune, se la santa aveva il potere di scacciare i topi, di riflesso benediceva e proteggeva anche il lavoro dei felini. A questo si unisce un legame storico e pratico con la vita abbaziale. Diversi scritti confermano che Gertrude e le sue consorelle tenessero effettivamente dei gatti all’interno del monastero di Nivelles. Questi animali venivano amorevolmente curati e nutriti proprio per il loro prezioso ruolo di “cacciatori”, fondamentale per tenere lontani i topi dai granai e dai preziosi manoscritti della biblioteca. D’altronde, nel Medioevo i gatti erano compagni molto apprezzati e preziosi per monaci e monache
Sorprendentemente, però, la sua consacrazione popolare e globale come “patrona dei gatti” è molto recente. Si ritiene che la prima associazione esplicita in tal senso risalga solo al 1982, in seguito alla pubblicazione di un catalogo sui “gatti metropolitani” da parte del Metropolitan Museum of Art di New York.
Da quel momento la devozione dei gattofili per la santa è cresciuta a dismisura, consolidando tradizioni come quella del folklore fiammingo, dove il 17 marzo, giorno della festa di Santa Gertrude, in alcune chiese si tengono speciali celebrazioni durante le quali vengono portati e benedetti i gatti domestici.
Sebbene non esistano “tradizioni esoteriche” nel senso stretto e istituzionalizzato del termine, il culto di Santa Gertrude di Nivelles è profondamente intriso di misticismo, sopravvivenze pagane e pratiche di folclore magico-rurale, tanto da toccare talvolta i confini dell’occulto e della superstizione.La figura di Gertrude è storicamente legata a una forte dimensione invisibile: la devozione la descrive come una grande mistica, destinataria di visioni celesti, rivelazioni e apparizioni
Pratiche apotropaiche e “magiche” A livello popolare, la protezione della santa veniva invocata attraverso riti dal sapore fortemente superstizioso quali:
L’acqua e il pane magico: per secoli, l’acqua attinta dal pozzo situato nella cripta della sua collegiata e il pane cotto nel suo monastero furono impiegati per allontanare ratti e topi, attraverso modalità e rituali che oggi ci sono ignoti. Gli antichi canonici di Nivelles testimoniarono che, ungendo e aspergendo le case e i campi con quell’acqua, i luoghi venivano “miracolosamente” liberati dai roditori.
Il brindisi rituale: A lei è legata l’antica tradizione del “Sinte Geerts Minne” (o Gertrudenminne), una sorta di bevanda o brindisi propiziatorio che veniva consumato dai marinai nel medioevo per scacciare i mostri marini e garantirsi un viaggio sicuro
Secondo celebri studiosi di mitologia, come i fratelli Grimm e storici delle religioni antiche, il nome della santa ha fatto da magnete per cristallizzare e nascondere pratiche di origine pagana tipiche del mondo germanico
Gertrude avrebbe di fatto ereditato gli attributi arcani di antiche divinità come Frija-Frigg (o Holda), come la presidenza alla filatura al fuso e, soprattutto, l’oscuro ruolo di divinità funebre e “ostessa” per le anime dei trapassati
Persino l’emblema stesso dei topi, secondo alcune correnti accademiche, sarebbe in realtà un elemento di forte origine superstiziosa e pre-cristiana riadattato dalla Chiesa in epoca successiva
Il suo patronato sui gatti è un altro elemento che si colloca sul confine tra santità e oscurità. Nel Medioevo, e in particolare durante l’Inquisizione, la Chiesa sviluppò un rapporto molto conflittuale con i felini, spesso vittime di persecuzioni perché associati al demonio, alla stregoneria e ai riti pagani. Addirittura, chi veniva sorpreso a sfamare i gatti rischiava accuse formali di stregoneria
Proprio a questo legame esoterico-simbolico si rifà un’affascinante teoria legata al Codice Voynich, un enigmatico manoscritto rinascimentale scritto in una lingua ancora oggi del tutto indecifrabile e spesso associato a donne erboriste o a culti misterici. Nello Zodiaco illustrato di questo manoscritto, il segno dello Scorpione è stato anomalamante sostituito dalla figura di un grosso gatto nero. Secondo alcuni studiosi, questa singolare anomalia astrologica è un indizio lasciato dall’anonima autrice per richiamare proprio la protezione di Santa Gertrude di Nivelles. Rifiutare un segno minaccioso come lo Scorpione in favore di un gatto nero (creatura notturna e lunare per eccellenza) sarebbe una prova della natura profondamente e segretamente femminile del Codice, legata alle antiche curatrici delle erbe che la storia ufficiale finì poi per additare come “streghe”
Di seguito la famosa ‘preghiera’ / invocazione per la protezione dei gatti
“ O santa santa Gertrude di Nivelles, Patrona dei gatti,
Ti chiedo di pregare affinché i miei dolci gattini siano sempre contenti,
energici, curiosi, giocosi e bonari.Prego affinché i miei gatti siano una gioia per me e per coloro che amo.
Porta i miei gatti sul trono del Padre e chiediGli di benedire i miei gatti
con lunga vita e grande felicità.Prega cara Santa, affinché i miei gatti rimangano liberi dalle malattie e
che i miei gatti si sentano sempre al sicuro, protetti e amati.Grazie, Santa Gertrude, per aver chiesto benedizioni ai miei gatti.
Chiedi al Signore di riversare grazie speciali su tutti i gatti e sui loro proprietari.
Possano recarsi un grande amore l’un l’altro e vivere in pace e compagnia.
Amen, così sia

