Il ponte del desiderio
Con l’avvicinarsi della fine di maggio, il calendario ci offre un’occasione preziosa per la riflessione e il rinnovamento interiore. Questo periodo di sospensione è il momento ideale per un piccolo rito simbolico, capace di trasformare l’attesa in azione e il desiderio in realtà concreta.
Il mio scrivere segue sempre l’ispirazione del momento e oggi desidero presentarvi una pratica che ho recuperato dai miei appunti e che mi sembra molto adatta al periodo: il “ponte del desiderio”. Ho scelto di condividere questo rituale pensando specificamente a chi è curioso, ai non praticanti o a chiunque desideri approcciarsi alla magia con estrema semplicità. Il cuore di questa pratica risiede nella metafora del ponte: un gesto immediato e potente per visualizzare e attuare il superamento di qualsiasi ostacolo con naturalezza e facilità.
Questo rito può essere utilizzato per affrontare piccole insicurezze, superare un blocco creativo, o visualizzare l’avvicinamento a un obiettivo specifico (non si addice a operazioni di magia difensiva o di bando).
Questa pratica serve per creare un percorso simbolico e fisico tra una condizione attuale (la “sponda di partenza”) e una condizione desiderata (la “sponda di arrivo”), visualizzando l’intenzione che attraversa l’ostacolo con facilità.
Se volete cimentarvi, recuperatevi questo materiale:
- Due piccoli oggetti che possano simboleggiare le sponde del fiume ( due sassi piatti, due candeline, due monete… )
- Una piccola ciotola bassa o un piattino riempito d’acqua che simboleggia la distanza, la difficoltà o l’ostacolo da superare.
- Un foglietto di carta lungo e stretto e una penna, del colore che ritenete
- Un pezzo di spago, filo colorato o nastro sottile
- Un ripiano che possa farvi da supporto / altare
Preparate con cura il vostro spazio di lavoro e concentratevi bene focalizzando il vostro obiettivo.
Questo è il momento ideale se ritenete (questo passaggio è lasciato al vostro sentire) affidarvi a una vostra forza spirituale di riferimento.
Quando vi sentite pronti, posizionate il simbolo del vostro ostacolo (il piattino o la ciotola) al centro del vostro altare. Posizionate il primo oggetto che avete scelto su un lato della ciotola; sarà la vostra sponda del “qui”. Questo è il punto di partenza: visualizzate la situazione attuale, l’ostacolo, il vostro desiderio mai avverato..
Fate tutti i gesti con la giusta ‘lentezza’.
Dopo il primo posizionate il secondo oggetto che avete sul lato opposto della ciotola. Questo è il vostro arrivo: visualizzate chiaramente e con emozione il vostro obiettivo raggiunto, la soluzione trovata, il tanto agognato desiderio avverato…
Prendetevi ancora un istante per concentrarvi e rimanere con voi stessi; poi scrivete sul foglio di carta la vostra intenzione e costruite il ‘ponte’ stendendo per bene lo spago o il nastro, collegando i due oggetti, facendolo passare sopra l’acqua. Lo spago deve essere teso e rappresentare un passaggio sicuro e diretto.
Arrotolate il foglietto e posizionatelo con delicatezza sullo spago. Spingetelo (o lascialo scorrere) lentamente, visualizzando il vostro fine che “cammina” con leggerezza e sicurezza attraverso l’ostacolo, rappresentato dall’acqua. Non occorre che fate un gioco di equilibrismo.. potete accompagnare tranquillamente il vostro foglietto sul filo con la vostra mano abile.
Mentre il vostro intento attraversa idealmente l’ostacolo, recitate con un sorriso (e con tono convinto) questa semplice formula (potete personalizzarla a vostro piacimento):
“L’acqua non mi ferma, la distanza non è più. Il Ponte mi porta al [il tuo obiettivo / desiderio].”
Quando il foglietto raggiungerà la “sponda di arrivo”, prendete il foglietto e avvolgetelo sull’oggetto che avete scelto per simboleggiarla. Sentite la sensazione di sollevamento e chiarezza che deriva dall’aver unito le due sponde. L’ostacolo non esiste più, l’avete attraversato!!!
Ora potete ‘sciogliere’ il vostro altare ma conservate il vostro oggetto avvolto dal vostro obiettivo in un posto dove potete, ogni tanto, lanciare uno sguardo. Può essere la vostra scrivania, un comodino o un piccolo spazio che avete eletto a vostro altare personale, purché sia un luogo che frequentate quotidianamente e che vi permetta di richiamare alla mente, con un solo battito di ciglia, il voler raggiungere il vostro intento.
Non è necessario che l’oggetto rimanga esposto per sempre: la sua funzione è quella di un “ancoraggio” visivo e psicologico che deve accompagnarvi finché non sentirete che quel desiderio si è pienamente manifestato nella vostra realtà materiale.

