L’ ermetismo.

Ho deciso di integrare il blog con il mio quaderno di appunti – rivista ‘Esoterica’.

Sto approntando il terzo numero e il mio desiderio è quello di darle realmente una certa periodicità.Ho pensato, quindi, che blog e rivista potessero andare pari passo in modo che ‘Esoterica’ (o ‘appunti esoterici’ per tutte le piattaforme diverse da Amazon) possa essere l’integrazione e l’approfondimento di haimirem.com.
Questo articolo rappresenta il primo ‘esperimento’ in tal senso.
La prima parte la trovate qui (Il contenuto che trovate in modalità ‘free’ e di pubblico dominio ha comunque un capo ed una coda) ed il corposo approfondimento sarà disponibile sul prossimo numero di ‘Esoterica’.
Sarà mia cura di rendere disponibile sempre ‘Esoterica’ ad un prezzo ‘popolare’ e leggibile in modalità ‘gratuita’ sulla piattaforma ‘kindle unlimited’ per gli abbonati al servizio.

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La filosofia ermetica è costruita sulla base di un insieme di scritti apparentemente apparsi in Egitto sotto il periodo della dominazione romana (tra il primo e il quarto secolo d.C.) e sono tutti accomunati dalla firma (o comunque da una dichiarata ispirazione / invocazione) di un personaggio che molti storici considerano mito: Ermete Trismegisto.
Ermete è la versione greca di Mercurio (Hermes) e Trismegisto significa Tre volte grandissimo: sarebbe stato nipote di Mercurio il Vecchio, a sua volta nipote del fisico Prometeo e fratello dell’astrologo Atlante, contemporaneo di Mosé; e l’appellativo di tre volte grande sarebbe originato dal fatto di aver vissuto tre volte in Egitto cumulando la sapienza delle precedenti esistenze.
Probabilmente, l’ermetismo è il “tentativo ellenico” di sistematizzare filosoficamente parte del dottrine religiose e mistiche della cultura tardo-egiziana (anche se non vi è alcuna ragione per escludere altre influenze “Orientali”, come ad esempio quella l’israelita).
Inoltre, è molto probabile che questa sistematizzazione filosofica o “colta” sia stata effettuata sulla base di altri precedenti scritti di scienze occulte (il cosiddetto ermetismo tecnico o popolare).
In questa definizione resteremo fedeli a questi scritti tardo antichi, che serviranno da base per l’intero (e molto vasta) produzione ermetica successiva.
La tradizione ermetica si sarebbe “sciolta” con parte della struttura neoplatonica e il cristianesimo incipiente con la religione cattolica, lo scisma luterano e la Kabbalah cristiana, attraverso i filosofi (platonico, ermetico) e i maghi del Rinascimento e del Barocco, ma i fondamenti sono giunti fino a noi.

L’ermetismo è riuscito ad ispirare, con il suo potere seduttivo, molte correnti occulte del XIX secolo.Il suo universo vivente e la sua esaltazione dello spirito umano, serve oggi come serviva nel rinascimento.
Un caso a parte è la tesi (dovuta in gran parte a Yates) che pone la filosofia ermetica come uno dei motori propiziatori dell’avvento della scienza moderna nel diciassettesimo secolo.
Non entreremo nelle numerose critiche questa teoria avventurosa, ma sottolineeremo che è solidamente basata sulla concezione della magia naturale.
È molto difficile delimitare la segretezza filosofica (mistica) dell’ermetismo tecnico (occulto).
Quasi con totale sicurezza possiamo dire che i filosofi ermetici erano legati a concetti comuni scientifici del periodo come l’astrologia , l’alchimia (sopratutto) e un certo tipo di magia cerimoniale greco-egiziana.
Non dimentichiamoci che dobbiamo considerare l’ermetismo come un costrutto filosofico (un amalgama di stoicismo, ‘medioplatonismo’, ‘neopitagorismo’ e qualcosa di aristotelico), ma con fini “pratici”.
L’obiettivo di tutto il bene Ermetico è raggiungere la comunione con Dio attraverso la rivelazione teurgica, la ricezione del ‘nous divino’ o palingenesi (Rinnovamento, rinascita, rigenerazione).
Non c’è stata molta enfasi sulla tesi di Festugière (André-Jean Festugière è stato un religioso, filologo classico e storico delle religioni francese, specialista del neoplatonismo, in particolare di Proclo.
Si deve a lui la traduzione e l’edizione critica degli scritti attribuiti ad Ermete Trismegisto), che cerca di delimitare la “gnosi ottimistica” della “gnosi” pessimista “, nel senso di considerare la filosofia ermetica come una forma degenerata di filosofia mistica Greca.
Secondo il mio parere questa separazione e questa presunta “degenerazione” non sono supportate effettivamente nei testi.
D’altra parte, è evidente che i “filosofi ermetici” non intendevano erigere un’assemblea filosofica infallibile, paragonabile al discorso platonico.

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