Rituale ‘cristallino’ per il rientro
Non so quanti di voi siano nella mia situazione, ma il mio breve periodo dedicato ad un sano ‘otium’ e al distacco dalle mansioni abituali è, ahimè, concluso.
Si ritorna alle normali attività e ad affrontare le sfide quotidiane: chi rientra in ufficio, chi riprende i propri strumenti in officina e chi torna ai ritmi cadenzati della propria realtà produttiva.
La fatica del rientro non è solo una sensazione personale: la scienza conferma che il nostro corpo subisce un vero e proprio shock quando deve riadattare i ritmi circadiani, alterati da una pausa rigenerante, ai ritmi incalzanti della routine produttiva. Questo sfasamento biologico influenza i livelli di cortisolo, lasciandoci spesso con la mente ancora legata al periodo di distacco, mentre il corpo viene richiamato a forza verso la propria postazione operativa, che sia una scrivania, un banco di lavoro o un macchinario.
La mente fatica a staccarsi dalla quiete appena vissuta, mentre il corpo è già proiettato verso le responsabilità del quotidiano.
Questi rituali personali di magia ‘simpatica’ sono molto utili, in quanto con la loro semplicità di esecuzione offrono momenti di profonda disconnessione dal caos quotidiano e permettono di focalizzare l’intenzione con estrema chiarezza. Non si tratta di pratiche complesse o esoteriche, nello stretto significato del termine, ma di piccoli gesti simbolici che aiutano la mente a creare un ponte tra lo stato di rilassamento tipico del riposo e la necessaria reattività richiesta dal ritorno alla routine. Attraverso l’uso consapevole di elementi naturali, questi riti consentono di interiorizzare il passaggio di fase, trasformando la transizione da momento critico a occasione di rinnovata consapevolezza.
Recuperatevi quindi, se volete cimentarvi nella pratica che vi sto per descrivere, questo materiale:
- Un cristallo di tormalina nera (la pietra del radicamento).
- Un ‘occhio di tigre’ (la pietra della prontezza, del focus e del pragmatismo).
- Una candela gialla o arancione (simbolo di vitalità e azione solare).
- Un ripiano che possa farvi da supporto / altare
- Un accendino
Prendetevi un po’ di tempo tutto per voi prima del rientro alle vostre normali attività: non importano lunazioni, ore, giorni.. dovete solo dedicarvi qualche istante.
Preparate il vostro spazio di lavoro posizionando la candela al centro dell’altare, la tormalina a destra di essa e l’occhio di tigre alla sinistra.
Rilassatevi, per qualche istante, osservando la fiamma. Quando vi sentite pronti prendete la tormalina e chiudetela nella vostra mano non dominante (quella ricettiva).
Chiudete gli occhi e richiamate alla mente le sensazioni più belle delle vostre vacanza: la lentezza, il mare (se ci siete stati), il riposo.
Lasciate che queste energie melanconiche salgano in voi, ma invece di trattenerle, usate il respiro per spingerle lungo il braccio e scaricarle direttamente nella pietra che le assorbirà. Quando sentite di esservi svuotati di quella ‘nostalgia’, poggiate nuovamente il cristallo, al suo posto, a fianco alla candela.
Respirate ancora profondamente e poi prendete l’occhio di tigre stringendolo saldamente nella vostra mano dominante (la mano dell’azione).
Fissate la fiamma della candela. Sentite la compattezza della pietra contro il palmo: è la materia e la realtà che vi richiamano all’ordine.
Lasciate che la vibrazione attiva dell’occhio di tigre risalga il braccio, accendendo la vostra lucidità.
Datevi ancora qualche istante e tenendo la pietra ben stretta, fate un respiro profondo e pronunciate queste parole (o simili) con voce ferma e autoritaria, come un ordine dato a voi stessi:
“ Il tempo del riposo è compiuto, il ciclo si chiude.
Cedo alla pietra la memoria del sole e la stasi dei giorni.
Richiamo nel corpo l’energia dell’azione.
Mente lucida, radici salde, presenza assoluta.
Così è, così sia “
Spegnete la candela ringraziando la tormalina che rimarrà a casa per assorbire i residui di “nebbia vacanziera”.
L’occhio di tigre, invece, diventerà il vostro talismano operativo: portatelo con voi. Ogni volta che la mente cercherà di evadere, vi basterà stringerlo un istante per riportare la frequenza cerebrale sul presente.

