Il rituale del pentacolo della mela

Pubblico questa interessante pratica, come promesso, qualche giorno prima del 31 Ottobre per dare il modo, a chi volesse eseguirla, di fare tutti i preparativi necessari.
Il ‘pentacolo della mela’ è uno dei rituali divisori e propiziatori più antichi e affascinanti della tradizione per celebrare Samhain e Halloween.
E qui, permettetemi, è giusto fare un piccolo ‘tuffo’ nella storia e nel mito.
Nella tradizione celtica gaelica (in particolare in Irlanda), l’aldilà non era concepito come un luogo sotterraneo o tenebroso, ma come un isola paradisiaca piena di luce chiamata Emain Ablach, traducibile letteralmente come “Emain, regno delle Mele” o “Il Meleto di Emain” (notate la similitudine con il giardino dell’Eden?).
In questo reame senza tempo risiedeva il dio del mare ‘Manannán mac Lir’ e veniva addestrato il dio della luce  ‘Lugh Lámhfhada’ .
Etimologicamente, il termine Ablach deriva dall’antico irlandese aball (mela), parente stretto del gallese afal e del bretone aval.
Quando nel 1136 l’erudito Goffredo di Monmouth tradusse nei suoi testi le antiche tradizioni britanniche e gallesi, ‘latinizzò’ questo regno magico chiamandolo ‘Insula Avallonis’ e successivamente ‘Insula Pomorum’ (L’Isola delle Mele o della fortuna).
È proprio in quest’isola leggendaria che venne forgiata la spada Excalibur e dove Re Artù fu condotto dalla Fata Morgana per essere curato dalle sue ferite mortali.
Nelle antiche saghe gaeliche (come ‘La navigazione di Bran’ o ‘l’avventura di Connla’), il viaggio verso il regno fatato del Sidhe comincia sempre con l’apparizione di una fanciulla sovrannaturale che reca in mano un ramo di melo d’argento dai fiori brillanti o una mela d’oro magica.
Il ramo di melo agiva come un vero e proprio ‘talismano d’accesso’ (scusatemi la definizione un po’ presa per i capelli): era la chiave che permetteva di varcare in sicurezza la soglia tra i mondi, garantendo l’immortalità, la guarigione da ogni male e la suprema saggezza.
Proprio per questa sua natura di ponte con l’altra parte della strada, i Druidi sceglievano frequentemente il legno di melo per scolpire le proprie bacchette rituali e i loro bastoni d’incantesimo.
Il melo racchiude interessanti elementi di geometria sacra; se si seziona una mela in senso orizzontale, la disposizione interna dei semi rivela una perfetta stella a cinque punte (il pentacolo oggetto di questo articolo).
Nella tradizione esoterica e neopagana, questa struttura rispecchia i 5 petali del fiore del melo e simboleggia l’unione dei quattro elementi naturali (Terra, Aria, Fuoco, Acqua) governati dallo Spirito (la quinta essenza), incarnando il ciclo eterno della fertilità, della rigenerazione e della conoscenza profonda della Dea Madre.
La mela, quindi, non è un semplice frutto: è il simbolo stesso del passaggio tra i mondi, della rigenerazione e dell’aldilà.
Fatta questa lunga (ma spero interessante) introduzione vengo alla descrizione di questo antico rituale che va svolto, tradizionalmente (anche se può essere eseguito con soddisfazione lungo tutto il periodo autunnale), nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre quando il limine tra i mondo reale e quello delle anime si fa tenue.
Preparate con cura il vostro spazio di lavoro, ricordandovi di dedicare un piccolo spazio agli antenati, e recuperatevi il materiale che vi elenco.

  • Una mela bella e matura (preferibilmente rossa o selvatica).
  • Una candela bianca, candida o viola.
  • Un coltello, possibilmente nuovo.
  • Un piccolo piatto.
  • Un ripiano che possa farvi da supporto / altare
  • Un accendino

Nella penombra del vostro spazio di lavoro accendete la candela, posizionandola al centro del vostro altare, per creare un momento intimo e silenzioso con voi stessi e con chi vi ha preceduto nel cammino terreno raccolto e silenzioso.
Prendete la mela fra le vostre mani per qualche istante e concentratevi su un desiderio per il nuovo anno ‘esoterico’ (si, perché come vi ho detto nell’articolo scorso, il Samhain coincide con il capodanno, per chi esercita l’antica arte).
Ora prendete il coltello e tagliate la mela a metà lungo il suo”equatore” (in orizzontale). Separando le due metà, apparirà il ‘pentacolo naturale’ formato dai semi.
Posizionate la mela così divisa sul piattino e mettetela davanti alla candela.
Osservatene i semi e otterrete delle indicazioni sull’anno che sta per cominciare.

  • Semi intatti e ben formati: simboleggiano prosperità, forza e progetti che giungeranno a compimento nel corso dell’anno.
  • Semi in numero pari: un numero pari di semi visibili indica stabilità e relazioni armoniose
  • Semi in un numero dispari: suggeriscono cambiamento, crescita personale e nuove sfide creative.
  • Se un seme viene inciso dal coltello indica che occorrerà superare un piccolo ostacolo o prendere una decisione importante prima di raccogliere i frutti del proprio lavoro.

Fatto questo piccolo esercizio di divinazione, che serve principalmente per assimilare la protezione del pentacolo al fine di procedere a mente serena al vero fulcro del rituale, procedete tagliando la mela a spicchi. Mangiatene qualche pezzo e lasciatene altrettanti nel piattino, vicino alla candela.
Ora, riprendete la concentrazione e mettetevi comodi. Osservate la fiamma della candela e pensate ai vostri antenati o al vostro spirito guida… Provate a sentirli vicini, invitateli a condividere la mela con voi. Fategli le domande che vi stanno a cuore. La notte che porta al giorno di Ognissanti è l’ideale per la divinazione e per ricevere risposte che potete avere solo in questo momento dell’anno. Creare comunione con chi sta al di là del velo vi darà una visione chiara di quello che potrà accadere nei giorni e nei mesi che seguono.
Non aspettatevi manifestazioni sorprendenti; vi sentirete sfiorare e portati via da sensazioni che vi faranno sentire sospesi nel tempo. Potreste sentirvi a disagio, avere un irrefrenabile voglia di piangere oppure, al contrario, potreste sentirvi molto sereni… Tutto questo sarà molto soggettivo.
Fatevi guidare dal tempo della candela (dovete essere in grado di tornare alla realtà, per il vostro benessere mentale); quando questa si spegne fermatevi e salutate i vostri ospiti.
Regalate alla terra il resto della mela avanzato nel piattino; quel che rimane della candela lo potete tranquillamente gettare nell’indifferenziato.

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