L’anima segreta degli oggetti.

Questo articolo nasce dal desiderio di dare una continuità alle riflessioni e agli argomenti che scaturiscono da questo momento dell’anno; un tempo ‘sospeso’ che dovrebbe essere dedicato al silenzio, al ricordo e ai bilanci personali (Invece, lo abbiamo trasformato in una gran ‘caciara’ in pieno stile americano, che non ci appartiene).
In questi giorni mi sono imbattuto in alcuni oggetti che appartenevano ai miei genitori e mi sono ritrovato a gestire delle energie molto particolari che mi hanno portato alla mente alcuni pensieri che volevo condividere con voi, caro pubblico.
Ogni oggetto diventa una memoria silenziosa, una traccia di vita che resta anche quando le voci si spengono.
Avete mai notato come un oggetto, magari appena comprato o ereditato, possa subito farvi sentire a vostro agio… o, al contrario, provocarvi un inspiegabile senso di disagio?
Non è solo una questione di estetica o di gusto personale.
Ogni cosa intorno a noi non è inerte: è un piccolo contenitore di energia, un testimone silenzioso delle persone e delle storie che l’hanno attraversata.
La polvere, in fondo, non è che la parte più visibile di qualcosa di molto più sottile.
Ogni oggetto, nel suo modo discreto, assorbe qualcosa da ciò che lo circonda: le emozioni, i gesti, perfino i pensieri di chi lo ha toccato o usato.
Un mobile di famiglia, un dono ricevuto in un momento difficile, un souvenir di un viaggio che non è andato come speravi…tutti conservano una sorta di impronta. Alcune vibrazioni restano leggere, altre diventano più dense, fino a influenzare l’atmosfera della casa e, a volte, anche il nostro stato d’animo.
Quante volte ci sentiamo inspiegabilmente stanchi in una stanza, o percepiamo un senso di pesantezza senza un motivo preciso? Spesso è solo energia stagnante: residui di emozioni non nostre, che chiedono di essere liberate.
Quando siamo preda di queste emozioni proviamo a fermarci un attimo e ascoltare attentamente noi stessi

  • Ci sentiamo improvvisamente tristi o svuotati quando guardiamo o tocchiamo quell’oggetto?
  • La zona intorno a esso sembra fredda, immobile, priva di vita?
  • Ne conoscete, magari la storia e sapete che proviene da una persona o da un periodo difficile?

Sono tutti segnali (vi ho fatto solo alcuni esempi, ma molti altri ne potete cogliere, se ponete attenzione) che quell’oggetto sta trattenendo memorie energetiche che non vi appartengono più.
Non serve allarmarsi: ciò che è stato assorbito può essere ‘resettato’ e trasformato procedendo a una sorta di ‘purificazione’ che può riportare le energie in equilibrio.
Purificare un oggetto non è un gesto superstizioso: è un atto di cura. È come prendere per mano quella parte di casa che è rimasta indietro, aiutarla a respirare di nuovo.
Eccovi alcuni modi semplici per liberare e riequilibrare le energie:

  • Fumo Sacro: bruciate un po’ di salvia bianca, palo santo o incenso. Passate l’oggetto nel fumo, immaginando che le vecchie energie si dissolvano come nebbia al sole.
  • Acqua e Sale: se l’oggetto lo permette, lavatelo con acqua e sale marino. In realtà basta il gesto aspergendone qualche goccia sull’oggetto (sopratutto se l’oggetto è delicato e di larghe dimensioni) asciugandolo con cura con un panno.
    Se un oggetto simbolico e fortemente legato a una persona (può esse un anello, un bracciale, una collana…) lasciatelo qualche ora in una ciotola con sale grosso. Poi buttate via il sale: ha fatto il suo lavoro.
  • Luce solare o lunare: il sole ricarica e vitalizza, la luna purifica e calma. Lasciate che la luce faccia il suo corso
  • Suono: un tocco di campana tibetana, un diapason o anche un semplice battito di mani a cui avete dato un profondo significato: il suono rompe le energie stagnanti e riporta movimento.
  • Cristalli: appoggia una selenite, un quarzo ialino o un’ossidiana accanto all’oggetto per 24-48 ore. Sono i migliori “filtri” naturali che esistano.
  • Riprogrammazione: quando sentite che l’oggetto è “pulito”, tenetelo fra le mani o toccatelo rendetelo vostro, infondendogli le vostre personali energie, dicendo queste parole (o simili): “Da ora porti armonia, luce e serenità in questa casa.”

    Gli oggetti ereditati meritano un’attenzione particolare: purificarli non significa cancellare il ricordo, ma liberarlo dal dolore. È un modo per onorare chi li ha posseduti, permettendo al loro amore di continuare a fluire senza pesi.
    Purificare gli oggetti non è solo un gesto “magico”: è un modo per ristabilire un dialogo silenzioso con ciò che ci accompagna ogni giorno. In un certo senso, è come mettere ordine nei ricordi, lasciando che ciò che è stato trovi finalmente pace.

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