Rituale dello specchio e del fungo amaro
La vita non va sempre liscia, le persone con cui interagiamo quotidianamente possono non essere sempre oneste, arrivando persino a infliggerci torti e malesseri senza una chiara ragione.
Da questo spunto vorrei partire per proporvi la descrizione di questo efficace rituale, proveniente dalla tradizione della religione Wicca.
Serve a creare una specie di scudo riflettente attorno a voi e a rimandare indietro le energie negative, lasciando che sia il cosmo a gestire la “giustizia” della situazione, mentre tu ti liberi dal peso del rancore.
È fondamentale, a questo punto, fare una premessa importante: la Wicca è una religione e una tradizione spirituale il cui credo etico principale è la ‘Rede Wiccan:’
“Finché non fai del male a nessuno, fa’ ciò che vuoi”.
Questo principio, unito alla Legge del Tre (ogni energia inviata ritorna al mittente tre volte più forte), rende la Wicca intrinsecamente incompatibile con la “magia nera” intesa come pratica per nuocere o manipolare gli altri. L’obiettivo, quindi, non sarà danneggiare, ma restituire al mittente l’energia negativa che ci ha inviato, proteggendo noi stessi e recidendo il legame tossico. È un atto di autodifesa, non di attacco.
Queste pratiche hanno bisogno principalmente delle vostre energie, vi consiglio di farle all’aperto a contatto con la natura. Preparate uno zainetto con le poche cose richieste e gli elementi naturali li trovate nel bosco o in un parco.
Sono consigliati, per la realizzazione di questo rituale (ma ricordatevi sempre, che se lo fate per voi vale il principio di urgenza), i periodi di luna calante o luna nera (nuova) e il giorno di Sabato.
Vi sarà necessario il seguente materiale:
- Un pezzo di fungo a Mensola (lo potete vedere nella foto che accompagna questo articolo) . É un fungo legnoso, molto comune, che cresce sui tronchi degli alberi, facilmente riconoscibile e non confondibile con funghi commestibili, che incarna perfettamente l’energia di cui abbiamo bisogno.
Questo fungo è un decompositore. La sua energia è quella di smantellare ciò che è morto o marcio (la situazione tossica) per trasformarlo in qualcosa di neutro. Rappresenta il ciclo naturale della fine. - Una piccola candela nera: Il nero non è il colore del male, ma dell’assorbimento, della protezione, del vuoto primordiale e del potere di bandire. Assorbirà la negatività della situazione.
- Un piccolo specchio rotondo: È lo strumento principale della restituzione. Non crea energia negativa, ma riflette quella che è già stata inviata, agendo come uno scudo.
- Un sasso piatto e una scheggia di selce o un pezzetto di roccia appuntito. Il sasso piatto rappresenta la solidità e la concretezza della Terra, la base su cui si imprime la realtà. La scheggia appuntita evoca l’incisione primordiale, l’atto di registrare un fatto con la forza e la memoria della roccia stessa, qualcosa di indelebile, un “segno” che torna alla fonte.
- Spago o filo di cotone nero.
- Opzionalmente (se siete Wiccan, e tracciate il cerchio rituale) sale nero o sale grosso: Per la purificazione e la creazione di confini invalicabili.
- Un ripiano che possa farvi da supporto/altare (in questo caso può essere anche una pietra o un tronco d’albero.. potete imbastire il vostro altare anche per terra, facendo anche un bel gesto simbolico di radicamento)
- Un accendino
Preparate il vostro spazio di lavoro. Se la vostra pratica lo prevede tracciate un cerchio protettivo attorno a voi con il sale.
Accendete la candela nera e posizionatela al centro del vostro altare.
Respirate profondamente, centrando la vostra energia. Non dovete provare rabbia, ma un freddo e lucido senso di giustizia e autodeterminazione.
Quando vi sentite pronti prendete il sasso piatto. Con la scheggia di selce (o roccia appuntita), incidi sulla superficie del sasso un simbolo che rappresenti per voi il torto subito o la persona che vi ha danneggiato. Non deve essere per forza il nome, potrebbe essere una croce, un cerchio spezzato, una linea a zig-zag, o un simbolo che vi evoca la sua energia. Concentratevi sull’azione di “incidere” il problema nella pietra, come un’impronta lasciata indelebilmente.
Posizionate il piccolo specchio davanti a voi. Appoggiate sopra di esso il sasso, con la parte incisa rivolta verso la superficie riflettente. Sopra al sasso, posiziona il pezzo di fungo a mensola ottenendo, così, una “pila” di tre elementi: specchio, sasso, fungo.
Prendete lo spago nero e lega insieme i tre oggetti, avvolgendoli più volte fino a creare un piccolo pacchetto ben saldo. Mentre legate visualizzate il legame, tossico che questa persona/situazione ha con voi, che viene imprigionato e neutralizzato.
Successivamente prendete il pacchetto legato e tenetelo davanti alla fiamma della candela nera (senza bruciarlo). La luce della candela si rifletterà debolmente sullo specchio intrappolato all’interno. A questo punto, recitate con voce ferma e chiara:
“Come questo specchio riflette la fiamma,
così la mia pena torna a chi la emana.
Il sasso porta il segno del torto subito,
ora lo restituisco, con ogni inganno compiuto.
Non per odio, non per vendetta,
ma perché giustizia sia fatta e io sia protetto/a.
Il fungo amaro decomponga il legame,
il filo nero sigilli questo reclamo.
Da questo momento, la tua energia ti appartiene.
Da questo momento, la mia anima si sostiene.
Così sia.”
Fate colare un po’ di cera della candela nera sui nodi dello spago per sigillare il tutto e poi lasciate che questa si spenga in modo naturale (il tutto in massima sicurezza).
Chiudete il rituale liberando l’altare, tenendo con voi il vostro ‘pacchetto’ sigillato . Se siete all’aperto riponete i vostri strumenti e portateli con voi. Non sporcate la natura!!
Il giorno seguente, senza parlarne con nessuno, prendete la vostra pila e portatela lontano da casa vostra, preferibilmente in un luogo incolto o ai piedi di un albero vecchio e secco, e seppellitelo (potete, in alternativa gettarlo nella spazzatura). Mentre ve ne andate non guardate mai indietro. Ciò che è stato è stato.
Una piccola avvertenza prima di concludere: il fungo a mensola non deve MAI essere ingerito. Non bruciatelo, per evitare di inalare spore sconosciute. Maneggiatelo con cura e, una volta terminato il rituale, lavatevi accuratamente le mani. Anche se generalmente non sono tossici al tatto, la prudenza è d’obbligo con qualsiasi fungo non commestibile.

